View Full Version : Dai a Cesare quel che e' di Cesare, ovvero "Diritti Connessi" e dubbi vari
Mentre leggevo il solito giornale
spaparacchiato all'ombra de'n pajaro...
(Trilussa)
Mi sono imbattuto in una notizia curiosa
http://punto-informatico.it/p.asp?i=54194&r=PI
Che vuol dire?
Quando acquisto un CD originale... cioe'... qualora acquistassi un cd originale lo pagherei, mettiamo, 10 euro (in media sono 15, ma uso 10 per fare conto paro).
Di questi 10 euro 90,9 centesimi vanno alla SIAE, credo 2,5 al negoziante e il resto pensavo andasse via per spese di distribuzione e produzione.
Se quel cd decido di usarlo, insieme ad altri, per animare una festa per, mettiamo, 50 persone dovro' andare alla siae e versare quanto dovuto e fin qui va tutto bene.
Da quanto leggo pero' devo anche corrispondere del denaro al produttore del CD, perche' sto usando il suo supporto.
Ho letto male io? Mi pareva di aver capito che il diritto del produttore del supporto si esaurisse al momento dell'acquisto.
Che insomma non ci fosse altro che il diritto dell'autore, cioe' della persona che detiene i diritti di sfruttamento economico relativi ai contenuti (non si tratta necessariamente la stessa persona), o di qualcuno delegato a farlo (SIAE).
Dunque, cosa vuole SCF? O meglio: che esiste a fare?
I produttori di fonogrammi traggono il loro profitto da un'attivita' industriale, non mi pare ci sia nulla di creativo (potrei sbagliarmo, ma allora mi piacerebbe avere qualche esempio al riguardo).
Saluti
Carissimo Nettuno, benvenuto nel club ... hai per caso dato un occhita anche alla mia firma?
Casualmente, i miei ricordi mi riportano ad una sentenza di tanti anni quando u prete della Sardegna mi pare, si trovò a dover rispondere di avere "evaso" i diritti d'autore ( erelativi connessi) per aver "messo su una radio libera" da dove trasmetteva anche musica.
Venne assolto perchè lo faceva senza scopo alcuno ... è solo un ricordo, vuol dire poco con quanto sollevi (da mo' che con signor mazza ci scontriamo) ma era simpatico ricordarlo.
:D
Enzo Mazza
20-07-2005, 16:26
trova le risposte qui
http://www.scfitalia.it/web/Default.aspx?tabid=33
E vedrà anche che in Italia siamo ancora ben lontani dai dati internazionali e che l'evasione è ancora ampia anche se vi sono stati passi notevoli
Può ad esempio visitare il sito relativo ai diritti connessi in Francia e in UK
http://www.scpp.fr/SCPP/SCPPWeb.nsf/zRubriquesAlias/8?Opendocument
http://www.ppluk.com/
Su quest'ultimo sito troverà anche un'utile lista di luoghi ed attività dove l'utilizzo di musica registrata (da non confondere ovviamente con esibizioni live) prevede il versamento di un compenso.
Si tratta di una normale e codificata forma di sfruttamento ulteriore del prodotto musicale in ambito diverso dall'utilizzo "casalingo"
Nettuno ti posto la'rt da cui prende le mosse il connesso ricodato da mazza
Come per certe notizie, non commento. Faccio solo una piccola "grassettata" poi visto che sei un saggio (come i greci mantine sempre viva la fiamma del dubbio) lascio a te tutti i ragionamenti.
Ecco l'art 73
Art. 73.
Il produttore del disco fonografico o di altro apparecchio analogo riproduttore di suoni o di voci, nonché gli artisti interpreti e gli artisti esecutori che abbiano compiuto l'interpretazione o l'esecuzione fissata o riprodotta in tali supporti, indipendentemente dai diritti di distribuzione, noleggio e prestito loro spettanti, hanno diritto ad un compenso per l'utilizzazione, a scopo di lucro, del disco o dell'apparecchio analogo a mezzo della diffusione radiofonica e televisiva ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite, della cinematografia, nelle pubbliche feste danzanti, nei pubblici esercizi ed in occasione di qualsiasi altra pubblica utilizzazione degli stessi. L'esercizio di tale diritto spetta al produttore, il quale ripartisce il compenso con gli artisti interpreti o esecutori interessati (1). La misura del compenso e le quote di ripartizione, nonché le relative modalità, sono determinate secondo le norme del regolamento (2). Nessun compenso è dovuto per l'utilizzazione ai fini dell'insegnamento e della propaganda fatta dall'amministrazione dello stato o da enti a ciò autorizzati dallo stato.
(1) Periodo prima modificato dall'art. 1 D.P.R. 14 maggio 1974 n. 490 e successivamente sostituito dall'art. 8 D.Lgs. 16 novembre 1994 n. 685. Questo comma è stato, inoltre, così modificato dall'art. 5 D.Lgs. 23 ottobre 1996 n. 581.
(2) Comma così sostituito dall'art. 2 D.P.R. 14 maggio 1974 n. 490.
trova le risposte qui
http://www.scfitalia.it/web/Default.aspx?tabid=33
E vedrà anche che in Italia siamo ancora ben lontani dai dati internazionali e che l'evasione è ancora ampia anche se vi sono stati passi notevoli
Può ad esempio visitare il sito relativo ai diritti connessi in Francia e in UK
http://www.scpp.fr/SCPP/SCPPWeb.nsf/zRubriquesAlias/8?Opendocument
http://www.ppluk.com/
Su quest'ultimo sito troverà anche un'utile lista di luoghi ed attività dove l'utilizzo di musica registrata (da non confondere ovviamente con esibizioni live) prevede il versamento di un compenso.
Si tratta di una normale e codificata forma di sfruttamento ulteriore del prodotto musicale in ambito diverso dall'utilizzo "casalingo"
Anche se preferivo una risposta meno vasta non me ne voglio lamentare.
Se ho capito, e sottolineo -se-, allora i CD originali non sono "venduti" e non sono "acquistati", poiche' viene a mancare cio' che contraddistingue la compravendita, ovvero il trasferimento della proprieta' di un bene.
L'acquirente (impropriamente detto) non possiede il brano, ha solo acquisito il diritto ad ascoltare il medesimo limitatamente alle proprie orecchie e (solo perche' impossibile altrimenti) quelle di familiari e amici intimi.
L'acquirente inoltre non puo' disporre in modo pieno ed esclusivo neanche del supporto su cui risiedono i brani.
E' corretto?
Se e' cosi' all'utente, de facto et de jure, rimane solo il diritto di ascoltare (preferibilmente in cuffia) la musica e di distruggere il supporto (o usarlo come sottobicchiere).
Qualsiasi altra cosa e' a rischio, ivi inclusa la cessione a terzi del supporto, a qualsiasi titolo.
Manca solo che il diritto di ascolto diventi personale e poi sara' come per il software.
Se non e' cosi', perfavore, si spieghi un po' meglio.
Saluti.
PS:
Nettuno ti posto la'rt da cui prende le mosse il connesso ricodato da mazza
Come per certe notizie, non commento. Faccio solo una piccola "grassettata" poi visto che sei un saggio (come i greci mantiene sempre viva la fiamma del dubbio) lascio a te tutti i ragionamenti.
Ecco l'art 73
Art. 73.
Il produttore del disco fonografico o di altro apparecchio analogo riproduttore [...]
(2) Comma così sostituito dall'art. 2 D
Ora capisco il perche' della tua firma.
Quello che non capisco, e di cui chiedevo lumi al dr. Mazza, e' da dove nasce il diritto per il produttore che, in teoria, dovrebbe realizzare il profitto da un procedimento industriale, non dallo sfruttamento di un opera.
Perche' di questo si tratta.
Al produttore, stampare un CD di Tiziano Ferro piuttosto che di Beniamino Gigli, costa uguale.
Evidentemente c'e' qualcosa che mi sfugge.
... non so Nettuno (beh, lo so ma non sono io a doverlo dire); faccio delle ipotesi forse dal solito articolo che regala l'esclusiva della riproduzione? Insomma da li devi passare se vuoi godere dell'arte :D
(che non ho mai capito se è più la fatica che il gusto)
Detta volgarmente, il diritto (quello di cui si parla, l'esecuzione e non quella "live" come ricordato) si potrebbe dividere in 2 grandi filoni: quello d'autore propriamente detto e quello di chi ha fabbricato il disco, appunto.
Già il produttore.. e se io non usassi "tale supporto" ma avvalendomi di eccezioni o altro (legale, offcourse) utilizzassi altro?
accidenti questi dubbi! :rolleyes:
Fathibur
21-07-2005, 16:51
Già il produttore.. e se io non usassi "tale supporto" ma avvalendomi di eccezioni o altro (legale, offcourse) utilizzassi altro?
accidenti questi dubbi! :rolleyes:
che non cambierebbe nulla.
Magari non farebbero più i produttori ma i distributori tramite etere o qualsiasi altro mezzo non fisico... cambierebbe la licenza in uso ,andrebbero a sostituirsi solo come posizione all'interno della catena di tutto il processo... magari avendo un pò di grane con chi distribuisce il supporto se non sono loro stessi.
Oppure non succede nulla , visto che comunque per la parte finale dell'opera serve comunque un benestare da parte di chi è autorizzato a produrre.
Si avrebbe il diritto alla produzione/distribuzione mescolati nel caso in cui non ci sia un supporto fisico.
Credo.
Enzo Mazza
21-07-2005, 17:10
mi piace questa cosa. Fare gran confusione per evitare di pagare è tipicamente italiano. Per fortuna ci sono sempre le norme internazionali che riportano tutti sulla strada di Damasco. Il diritto connesso è un diritto previsto e dovuto in tutto il pianeta. In Italia finalmente tutti gli utilizzatori se ne stanno rendendo conto (tranne il nostro ultimo giapponese che sull'isola di popolodellarete continua la sua simpatica battaglia) e versano tale diritto dopo anni di evasione.
La rinvio di nuovo agli interessanti siti di collecting che operano da molto più tempo in UK e Francia. In questi Paesi nessuno si meraviglia se il dentista paga per la musica di sottofondo in sala d'attesa. E' normale come pagare l'acqua e l'elettricità. Se poi uno non vuole pagare semplicemente non utilizza la musica di sottofondo, non è stato mica il medico ad ordinare di utilizzare musica suonando i cd nelle parrocchie.
Caro Mazza ma perchè non dice che i diritti connessi da pagare alla scf sono SOLO quelli della SCF ??? Le riasparmio tutto il resto tanto ne abbiamo già discusso alla noia ... poi se Nettuno o altri vogliono un qualche rimando a sentenze e provvedimenti sempre pronto.
Lei certo ha la "mitica" sentenza Benetton (che non ci ha ancora fatto vedere, oltretutto) ... poi per cortesia tralasci il fatto che non si voglia "pagare" perchè non è questo il punto. SE c'è da pagarre si paga, gurdiamo magari come, quando e perchè. Se la legge dice, faccio per ipotesi intendiamoci, che pago se uso "tali supporti"; o mi spiega cosa vuole dire oppure mi spiega se, nel caso "tali supporti" io non li utilizzi, cosa debbo pagare. Poi vediamo magari le modalità.
:D
mi piace questa cosa. Fare gran confusione per evitare di pagare è tipicamente italiano. Per fortuna ci sono sempre le norme internazionali che riportano tutti sulla strada di Damasco. Il diritto connesso è un diritto previsto e dovuto in tutto il pianeta. In Italia finalmente tutti gli utilizzatori se ne stanno rendendo conto (tranne il nostro ultimo giapponese che sull'isola di popolodellarete continua la sua simpatica battaglia) e versano tale diritto dopo anni di evasione.
La rinvio di nuovo agli interessanti siti di collecting che operano da molto più tempo in UK e Francia. In questi Paesi nessuno si meraviglia se il dentista paga per la musica di sottofondo in sala d'attesa. E' normale come pagare l'acqua e l'elettricità. Se poi uno non vuole pagare semplicemente non utilizza la musica di sottofondo, non è stato mica il medico ad ordinare di utilizzare musica suonando i cd nelle parrocchie.
Se tutti pagano non vuole per forza dire che sia una cosa giusta (oddio per voi si...)
Enzo Mazza
21-07-2005, 20:10
già, lo disse anche il Presidente del Consiglio: troppe tasse giustificano l'evasione. Ottimo consiglio da dare ad un Paese con l'evasione più alta in Europa :D
Se tutti pagano non vuole per forza dire che sia una cosa giusta (oddio per voi si...)
purtroppo ho un ricordo lontanissimo e vago .. ma per il dentista o per il negozio di abbigliamento (era queso, nel mio ricordo il caso specifico) il TAR (dell'Abruzzo ma sempre ricordo è, potrei, quindi sbaliare) disse, come giusto che sia, che quella non era una "pubblica esecuzione" e che, quindi, manco la siae bisognerebbe pagare... figuriamoci gli industriali! :cool:
già, lo disse anche il Presidente del Consiglio: troppe tasse giustificano l'evasione. Ottimo consiglio da dare ad un Paese con l'evasione più alta in Europa :D
Interessante, gli accordi SCF sono tasse?
Ma allora li posso pagare con l'F24?
mi piace questa cosa. Fare gran confusione per evitare di pagare è tipicamente italiano. Per fortuna ci sono sempre le norme internazionali che riportano tutti sulla strada di Damasco. Il diritto connesso è un diritto previsto e dovuto in tutto il pianeta. In Italia finalmente tutti gli utilizzatori se ne stanno rendendo conto (tranne il nostro ultimo giapponese che sull'isola di popolodellarete continua la sua simpatica battaglia) e versano tale diritto dopo anni di evasione.
La rinvio di nuovo agli interessanti siti di collecting che operano da molto più tempo in UK e Francia. In questi Paesi nessuno si meraviglia se il dentista paga per la musica di sottofondo in sala d'attesa. E' normale come pagare l'acqua e l'elettricità. Se poi uno non vuole pagare semplicemente non utilizza la musica di sottofondo, non è stato mica il medico ad ordinare di utilizzare musica suonando i cd nelle parrocchie.
Ho come un Deja-Vu.
Mi pareva di aver inviato una risposta a questo intervento, ma non la vedo pubblicata... che forse abbia urtato la sensibilita' del moderatore?
:D
Io pago per un servizio, pago per avere un bene, sono due cose diverse i contratti di fornitura e "l'acquisto".
Nel primo caso due soggetti si mettono d'accordo: uno eroghera' un servizio di qualche tipo (luce, acqua, gas, musica...) e l'altro corrispondera' un canone.
Ottimo.
Nel secondo caso due soggetti si scambieranno qualcosa nel reciproco interesse, ad esempio uno dei due vendera' un CD e l'altro tirera' fuori il denaro richiesto.
Nel caso del CD (d'ora in avanti 'supporto'), come e' noto, i contenuti appartengono ai rispettivi autori e ogni volta che si intende riprodurre in pubblico detti contenuti, si deve chiedere il permesso a chi di dovere (ed eventualmente pagare).
A quanto pare anche il supporto ha dei proprietari.
Ora come configurare questo fatto? Il supporto acquistato in negozio non mi appartiene, non posso esercitare il mio diritto al godimento "pieno ed esclusivo" sancito dalla legge (cfr: Della Proprieta, CC libro III, Artt 810 e ss), perche' non e' pieno, men ch emeno esclusivo.
Quindi non si puo' parlare di "trasferimento di proprietà" (art 1470), visto che e' uno dei modi di acquisto della proprieta': se il fabbricante di supporti pretende il pagamento di una cifra qualsiasi per i beni prodotto dopo che si e' spogliato del bene, di fatto nega i caratteri di esclusività e pienezza sanciti dal diritto di proprietà.
E allora la domanda diventa: quale diritto si trasferisce nel momento in cui si paga il supporto con i contenuti desiderati?
E non trattandosi piu' di proprieta', ma evidentemente neanche di un servizio (non c'e' un canone, ma solo delle 'una tantum' corrisposte ogni volta, se necessario) l'iva deve essere ancora il 20% o no?
Saluti
Enzo Mazza
23-07-2005, 17:13
ancora con la storia del supporto, ma non ha mai sentito parlare di corpus mistcum e corpus mechanicum ?
Il pezzo di plastica non c'entra nulla con il contenuto che ovviamente non diventa suo (nel senso di proprietà intellettuale) quando l'ho acquista.
ancora con la storia del supporto, ma non ha mai sentito parlare di corpus mistcum e corpus mechanicum ?
Il pezzo di plastica non c'entra nulla con il contenuto che ovviamente non diventa suo (nel senso di proprietà intellettuale) quando l'ho acquista.
mi intrometto ma nel caso, ne esco anche. Appunto Dott. Mazza il contenuto non è certo mio ma neanche suo. E allora?
ancora con la storia del supporto, ma non ha mai sentito parlare di corpus mistcum e corpus mechanicum ?
Il pezzo di plastica non c'entra nulla con il contenuto che ovviamente non diventa suo (nel senso di proprietà intellettuale) quando l'ho acquista.
Io non parlo del contenuto, come ho scritto nel messaggio, ma del contenitore e i diritti connessi sono relativi a quest'ultimo, o almeno cosi' sembra intendersi leggendo i testi riportati su SCFitalia.
>A<
Enzo Mazza
25-07-2005, 17:14
allora provi a suonare i supporti vuoti...
allora provi a suonare i supporti vuoti...
Umorismo fuori luogo: pure che sono vuoti non sono "miei" se chi li ha prodotti puo' accampare diritti anche dopo essersene spogliato.
E chiaro?
>A<
http://www.altalex.com/index.php?idnot=7005
Non è dubbio che i diritti connessi al diritto di autore – cioè i diritti di sfruttamento economico scaturenti (e riconoscibili, oltre all’autore dell’opera, anche ai produttori ovvero agli interpreti ed esecutori) siano autonomi rispetto al diritto d’autore. La S.I.A.E. e cioè la Società Italiana Autori ed Editori ha natura di ente pubblico che attende alla tutela economica e giuridica delle opere dell’ingegno e dei diritti connessi; deve pertanto ritenersi, ai sensi degli artt. 91 ss. c.p.p., ente esponenziale di detti interessi affidati alla sua tutela. In particolare, si tratta di un ente pubblico a base associativa che esercita attività di intermediazione, comunque attuata sotto ogni forma diretta od indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche cessione per l’esercizio dei diritti di rappresentazione, esecuzione, recitazione, radiodiffusione, ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate. Orbene, è evidente che laddove sia l’opera dell’ingegno – e quindi il diritto morale di autore – che i titolari dei diritti di sfruttamento economico e tra questi la diffusione e quindi lo strumento di diffusione – come nel caso delle industrie discografiche che riproducono su fonogrammi l’opera e la distribuiscono – sono affidati alla tutela della SIAE, è a questa che sono devoluti i relativi compensi per lo sfruttamento economico, successivamente da ripartire con le modalità e nelle percentuali previste dalla legge. Ai sensi dell’art. 54 comma 1 legge 05.02.1992 n. 93 come modificata dal decreto Lgvo. n.68/2003, i compensi spettanti agli artisti, interpreti ed esecutori ai sensi degli artt. 73 comma 1, 73 octies comma 2 L. 633/1941 sono versati ad apposito ente – I.M.A.I.E. – da parte dei produttori di fonogrammi o dalle loro associazioni di categoria, con le modalità stabilite nei commi successivi.
A fronte di tale ragguaglio normativo, ritiene il Tribunale che rispetto all’emittente radiofonica che trasmetta legittimamente – in base a licenza SIAE con il versamento dei dovuti compensi – riproduzioni fonografiche di opere che rientrano nella sfera di tutela demandata alla SIAE stessa, non possa farsi luogo a distinzione tra compensi dovuti per i diritti di autore e quelli per i diritti connessi in quanto i compensi comprendono entrambi; i diversi diritti che spettano agli interpreti ed esecutori sono dovuti dai produttori di fonogrammi o dalle loro associazioni di categoria. l’assolvimento dei dovuti compensi nei confronti di quest’ultima è comprensiva del diritto d’autore e del diritto connesso. Eventuali diritti di altre categorie, come quella degli interpreti e degli esecutori, ricevono tutela a norma di legge, ma non ne deriva alcun obbligo diretto da parte dell’emittente radiofonica.
(Altalex, 13 marzo 2004. Nota a cura dell'avv.Michele Salvati)
:D
ehhehhehehheheheh!
http://www.popolodellarete.it/showthread.php?p=3485#post3485
Enzo Mazza
06-09-2005, 18:06
pensi che un tizio che noleggiava cd ci disse che, visto l'archiviazione in sede penale, se ne poteva fregare e continuaree la sua attività. In sede civile dovà versare 850 mila euro. Questo per dirle che possono anche capitare sentenze contrastanti in sede penale (è di pochi giorni fa il giudice che in materia di falsi a Bolzano ha sostenuto il contrario di due cassazioni precedenti) o sanzioni amministrative revocate, ma il principio rimane: per trasmettere musica bisogna pagare i diritti.
Noi ovviamente continuiamo anche con le azioni penali, così come già ripetuto più volte.
sa qual è la cosa che mi piace di lei, che se la canta e se la suona ... tutto da solo, un vero "one man band".... a perdere ci vuole classe quando succede, perchè a volte, capita.
Ma chi ha mai detto che per trasmettere musica non bisogna pagare, solo che il Prefetto dice una cosa diversa e lei, come al solito fa finta di non capire facendoci passare per poveri scemi, mettendoci in bocca e testa ... "pensieri e parole" che non diciamo ne pensiamo.
Continuate pure pure, tanto le annullano, le archiviano... prima o poi seguirà il mio consiglio di dare un occhio al marketing. Anche se lei pensa il contrario è un buon consiglio...
Enzo Mazza
08-09-2005, 11:09
abbiamo oltre 75 casi penali nel 2005 sul fronte dei diritti connessi, più di 50 nel 2005, veda lei...
Dimenticavo, come antipirateria per il 2006 prevediamo di raddoppiare il numero di denunce in tale aree. Tutto questo fino a quando il fenomeno dell'evasione dei diritti connessi, che per la legge è reato, non rientrerà nei limiti fisiologici di altri Paesi civilizzati.
abbiamo oltre 75 casi penali nel 2005 sul fronte dei diritti connessi, più di 50 nel 2005, veda lei...
Dimenticavo, come antipirateria per il 2006 prevediamo di raddoppiare il numero di denunce in tale aree. Tutto questo fino a quando il fenomeno dell'evasione dei diritti connessi, che per la legge è reato, non rientrerà nei limiti fisiologici di altri Paesi civilizzati.
anche voi avete un budget come le banche?
Uff.. per il resto mi ha stufato, continua a mettermi in bocca argomenti che non ho mai toccato... chi se ne importa di quella che lei chiama evasione dei diritti connessi, mai sfiorato come argomento, ammesso e non concesso esista.
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