View Full Version : il nuovo DRM di Sony
notizia presa da Punto Informatico:
http://punto-informatico.it/p.asp?i=53157&r=PI
Beh facciamo un momento il punto su questi dischi...
Allora in pratica se io lo infilo sul pc ho bisogno del loro programma (che come al solito gira solo su windows e mac) per masterizzare un determinato numero di volte il disco, e la copia non può essere + copiabile a sua volta.
Ora da un certo punto di vista sarebbe anche accettabile, mi permette legalmente di fare una copia di backup del disco, mi permette anche di estrarre le tracce, ovviamente col bel drm di microsoft...quindi mi ci vuole pure un player che lo supporta, niente mp3, ogg o aac, ad esempio mi scordo di sentirmi quel disco su iPod, o sul mio player taiwanese da 20 euro, se voglio posso pure prestare il disco(o le tracce compresse?) ad un amico, ma ci vuole una licenza, che poi mi deve essere restituita per poter riascoltare i brani...e se al mio amico crasha il pc?
E inoltre....siamo sicuro che le copie di backup, così protette, siano ascoltabili su uno stereo?
E' davvero necessario rendere la vita così difficile ai consumatori? visto che per loro stessa ammissione questa tecnologia verrà elusa dai pirati di professione?
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Beh facciamo un momento il punto su questi dischi...
[...]
E inoltre....siamo sicuro che le copie di backup, così protette, siano ascoltabili su uno stereo?
E' davvero necessario rendere la vita così difficile ai consumatori? visto che per loro stessa ammissione questa tecnologia verrà elusa dai pirati di professione?
A parte il fatto che se il CD non si sente sullo stereo di casa esso ritorna IMMEDIATAMENTE da chi me lo ha venduto, il tallone d'Achille di questa meravigliosa tecnologia e' che la musica si puo' ascoltare.
Se la musica si puo' ascoltare e' grazie alle onde di pressione (suono) che raggiungono il timpano e lo fanno vibrare.
Le onde di pressione nascono in un amplificatore che, a meno di eccezioni clamorose, consta di una membrana posta in vibrazione da un (elettro)magnete pilotato da un segnale elettrico (analogico).
Segnale che puo' essere facilmente deviato verso un'altro strumento di registrazione.
Cmq quel segnale elettrico viene generato da un DAC: digital to analogic converter, a sua volta alimentato da un DSP (Digital Signal Processor, ormai questi componenti stanno entrambi nello stesso integrato), che riceve il segnale digitale applica, se necessario, gli effetti richiesti dall'utente (una combinazione di "chorus" e "reverb").
Sempre in teoria basta duplicare via software il flusso di dati diretto alla scheda audio per avere una copia perfetta.
Drm o non Drm questa e' la stessa "filosofia" che permette di catturare le immagini dalla memoria video, nonostante tutte le protezioni immaginabili.
Questo accade perche' l'informazione, finche' resta tale e' duplicabile (Nulla e', se pure fosse...).
Piu' a monte direi che qualcosa si sta muovendo nell'altra direzione: stamattina sono entrato in un ufficio postale e ho scoperto che anche la' dentro vendono un po' di tutto: penne, libri, cd... nessun CD costava piu' di 17 euro e molti erano sotto i 15.
Stavo li' li' per comprarmi un doppio album di Branduardi, peccato che avessi gia' tutte le canzoni (un paio di cassette "originali" vecchie di anni e il cd uscito l'anno scorso su TV sorrisi e canzoni), pero' 14,50 euro per un doppio album non e' male: quasi tre euro meno dell'anno scorso, nella media.
E nessuno dei CD (a parte quello di Jennifer Lopez) aveva loghi relativi a sistemi di protezione anticopia, che sia un segno dei tempi?
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E' davvero necessario rendere la vita così difficile ai consumatori? visto che per loro stessa ammissione questa tecnologia verrà elusa dai pirati di professione?
Secondo me ormai agli occhi dei discografici mezzo mondo è diventato un "pirata di professione". Mezzo mondo usa i sistemi di file sharing, mezzo mondo copia e da' gratuitamente agli amici. E' sempre stato cosi' perchè prima si copiavano le cassette, ma la tecnologia ha fatto compiere un "salto qualitativo" a comportamenti che erano già consolidati da decenni.
E' incredibile che qualcuno si stupisca che l'infrazione del diritto d'autore senza scopo di lucro non venga percepita come un reato, il mondo è sempre girato così, è l'industria dell'intrattenimento che spera, tra campagne pubblicitarie, cause legali, sistemi di controllo tecnologici, che ora si metta a girare al contrario.
Ad ogni modo a mio avviso basta fare un rapido calcolo, vedere quanti siamo "noi" e vedere quanti sono "loro" per capire che non c'e' troppo di cui preoccuparsi: dovranno venire a patti. Venire a patti non significa regalarci la musica, ci mancherebbe, ma piantarla con le assurde pretese di controllare tutto, abbassare i prezzi, darci la libertà che vogliamo. Ricordatevi che alla fine si va a votare.
Secondo me questi sistemi di protezione offendono prima di tutto chi la musica la compra originale, chi vuole veramente aggirare questi cosi' detti sistemi anticopia lo puo' fare senza problemi. Come diceva un mio professore universitario "se si puo' leggere si puo' copiare". Esiste certamente un modo sicuro ed invalicabile per impedire di usufruire delle copie: criptare tutto con una chiave da almeno 512-bit. Poi pero' la musica la sentirebbero solamente Enzo Mazza e il boss della Sony Music che conoscono la password. Se vogliono fare cosi' per me va bene, in bocca la lupo! :-) :-) :-)
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