Claudio
16-07-2008, 09:02
MPAA,RIAA,FIMI,IFPI e molte altre associazioni sostengono che il P2P sia un danno per l'industria. A parte gli ormai falsi dati di danneggiamento che si imputano al P2P e le ammissioni della stessa industria che il P2P non è un grave danno, che non ferma il mercato dei contenuti, sono arrivate autorevoli voci di secca smentita che il filesharing comprometta o danneggi in modo pesante gli autori e gli artisti, gli stessi studios lo hanno confermato.
Tutti hanno invitato a non demonizzare e criminalizzare il filesharing ma di usarlo come rampa di lancio per un nuovo mercato, in particolare i politici e le associazioni dei diritti d'autore, di non continuare a dare l'immagine della colpevolezza del P2P se ora l'industria soffre per questa crisi.
Inoltre, secondo autorevoli studi, coinvolgere in atti di spionaggio gli ISP sulle attività degli utenti porterebbe un consistente allontanamento e a decretare che l'evoluzione tecnologica sia un danno.
Non deve essere applicato alcun controllo, intercettazione o disconnessione da internet per usi del filesharing perchè gli utenti stanno ritornando sui passi del "preferisco un prodotto di qualità, non qualche pixel sullo schermo".Il P2P è sì uno strumento potente di distribuzione ma gli utenti è dal P2P che traggono l'impulso di acquisto per un prodotto di qualità e non dei film rippati, musica degradata o software.
L'industria sta ricominciando a crescere, gli utenti stanno avendo nuovamente fiducia nelle major, è ora di dare il via ad un nuovo mercato, dove non siano applicati i fondamenti della dottrina francese.
http://punto-informatico.it/2357381/PI/News/DVD-e-Blu-ray--il-P2P-non-ferma-le-vendite/p.aspx
Tutti hanno invitato a non demonizzare e criminalizzare il filesharing ma di usarlo come rampa di lancio per un nuovo mercato, in particolare i politici e le associazioni dei diritti d'autore, di non continuare a dare l'immagine della colpevolezza del P2P se ora l'industria soffre per questa crisi.
Inoltre, secondo autorevoli studi, coinvolgere in atti di spionaggio gli ISP sulle attività degli utenti porterebbe un consistente allontanamento e a decretare che l'evoluzione tecnologica sia un danno.
Non deve essere applicato alcun controllo, intercettazione o disconnessione da internet per usi del filesharing perchè gli utenti stanno ritornando sui passi del "preferisco un prodotto di qualità, non qualche pixel sullo schermo".Il P2P è sì uno strumento potente di distribuzione ma gli utenti è dal P2P che traggono l'impulso di acquisto per un prodotto di qualità e non dei film rippati, musica degradata o software.
L'industria sta ricominciando a crescere, gli utenti stanno avendo nuovamente fiducia nelle major, è ora di dare il via ad un nuovo mercato, dove non siano applicati i fondamenti della dottrina francese.
http://punto-informatico.it/2357381/PI/News/DVD-e-Blu-ray--il-P2P-non-ferma-le-vendite/p.aspx