View Full Version : diritti connessi. Un'importante sentenza
Enzo Mazza
16-02-2005, 17:31
Musica
Scf: Tribunale di Treviso condanna Benetton
Si conclude a favore della società di collecting l’iniziativa contro la catena di negozi rea di non aver corrisposto i compensi derivanti dalla diffusine di musica nei punti vendita.
L'azione legale promossa da Scf-Società Consortile Fonografici nei confronti di Benetton Retail, citato per non aver corrisposto i compensi derivanti dalla trasmissione di musica registrata nei propri punti vendita, si è conclusa infatti a favore della società di collecting con una sentenza del Tribunale di Treviso. "Siamo molto soddisfatti di questo risultato reso possibile da chi come noi ama la musica" commenta Gianlugi Chiodaroli, Presidente di Scf. "Questo provvedimento costituisce una tappa fondamentale e apre la strada al pieno riconoscimento del nostro ruolo di collecting society, a tutela dei diritti connessi al diritto d'autore nei pubblici esercizi. Negli anni passati, le stesse associazioni di categoria rappresentanti i principali operatori commerciali avevano già accettato di disciplinare con noi la materia a favore dei rispettivi associati. Oggi, con questa sentenza si conferma che, oltre che con la Siae, occorre avere un contratto con Scf per diffondere regolarmente musica di sottofondo in pubblici esercizi, centri commerciali, ecc." La corte di Treviso, interpretando e norme vigenti in Italia e in gran parte del resto del mondo, ha valutato che, per diffondere musica al pubblico, non basta il pagamento alla Siae dei diritti d'autore, ma anche dei diritti connessi. La legge sul diritto d'autore stabilisce infatti che per diffondere musica al pubblico, anche senza scopo di lucro, è necessaria l'autorizzazione da tutte le parti che contribuiscono alla creazione del prodotto musicale.
incredibile, siamo alla scoperta dell'acqua calda!
Enzo Mazza
17-02-2005, 18:24
per Benetton si vede di sì, c'era chi ancora aveva dei dubbi, ma è sempre stato così, mi ricordo anni fa la sorpresa di aziende che pensavano che il software non si dovesse pagare, bastavano i computer.
per Benetton si vede di sì, c'era chi ancora aveva dei dubbi, ma è sempre stato così, mi ricordo anni fa la sorpresa di aziende che pensavano che il software non si dovesse pagare, bastavano i computer.
infatti per questo mi domandavo: "E dov'è la notizia?"
Insomma mi "sbatte in prima pagina" che un cane ha morso un uomo?
Carissimo Dott. Mazza, eccomi qui colto da improvviso *delirio di conoscenza* pronto a sottoporle un quesito.
Come forse ricorda, 25 anni della mia giovane vita sono passati dentro i locali di pubblico spettacolo, nelle radio, a strettissimo contatto con le produzione e la promozione discografica, con la produzione di eventi live .... non è escluso che io possa tornare ad "intraprendere" nel settore, salto perciò tutti i preamboli e vado al sodo:
domani apro un locale nel quale è mio intenzione "mettere su musica", debbo quindi corrispondere i "diritti d'autore e i conseguenti connessi" agli aventi diritto. Se so con certezza che per "gli autore" il mio unico referente è la SIAE, nutro il profondo dubbio in merito al "connesso". A chi lo debbo pagare?
Ora se mai gentilmente la SCF si degnasse di metterci a disposizione il repertorio rappresentato direttamente e grazie agli accordi di colleting, io potrei altrettanto carinamente evitare di programmare quanto rappresentato in repertorio, non trova?. Dico questo perchè mi pare sia corretto affermare che, in questo caso, io non dovei pagare alcunchè alla SCF/FIMI (mi permetta di accomunarvi in una unica famiglia) e dovrei quindi attendere comunicazioni da parte degli "altri" aventi diritto.
La domanda:
è corretto dire che se non faccio ascoltare al pubblico nessuna produzione fonografica che sia compresa nel repertorio della SCF/FIMI e collegati per colleting o altro accordo di rappresentanza, io NON debba pagare la SCF?
Molto obrigado
massimo
Enzo Mazza
21-02-2005, 15:43
corretto. Se non suona repertorio rappresentato da SCF non deve il diritto ad SCF. L'elenco dei soci e dei mandanti, anche tramite accordi internazionali, di SCF, è sul sito www.scfitalia.it
corretto. Se non suona repertorio rappresentato da SCF non deve il diritto ad SCF. L'elenco dei soci e dei mandanti, anche tramite accordi internazionali, di SCF, è sul sito www.scfitalia.it
Grazie Dr. Mazza per aver confermato ciò che già sapevo. Un altra domanda se mi è permesso:
Entrambi sappiamo che per "mandare musica in pubblico" serve essere muniti di preventiva licenza che mette in regola con i diritti d'autore e connessi.
Come gestore di locali da ballo mi è fatto obbligo di fornire prima, è infatti un presupposto di licenza la dichiarazione di inizio attività per la regolarizzazione degli obblighi derivanti dalla attività di "esecuzione/diffusione al pubblico", i diritti d'autore e connessi, appunto. Tutti i Comuni d'Italia chiedono questa d.i.a. sia della siae.
Ora, lei mi dice che i diritti d'autore li incassa la siae, mentre i connessi la scf. Meglio i connessi della scf e partners li incassa la scf.
Come gestore so bene che la SIAE incassa TUTTI indistantamente i diritti d'autore che saranno prodotti e poi li ripartisce. Sarebbe giusto dire che la SIAE incassa IL diritto d'autore come concetto generico e lo rende "reale" nel momento che va a leggere i cognomi e le esecuzioni sul programma musicale della disco.
Bene, ciò vuol dire che se questo ragionamento è vero per l'autore non è vero per il connesso.
Domande:
Chi lo incassa il "connesso concetto generico" se io debbo essere preventivamente in regola con entrambi?
Se esistono almeno 2 licenze generiche per esercitare la propria attività, alla domanda della gdf o della postale "mi faccia vedere il connesso" che gli mostro, certo non il "Permesso SIAE" (quello verdino) ne posso comprovare la regolarità dei versamenti esibendo le fatture rilasciate dalla siae (quelle gialline) ... Che licenza gli mostro se debbo essere in regola col connesso?
Enzo Mazza
22-02-2005, 08:59
deve mostrare di essere in regola con il produttore discografico. Quindi fatture (o di SCF, o dei singoli produttori che le hanno dato in licenza il prodotto fonografico)
deve mostrare di essere in regola con il produttore discografico. Quindi fatture (o di SCF, o dei singoli produttori che le hanno dato in licenza il prodotto fonografico)
Credo davvero di non essere riuscito a spiegarmi come avrei voluto, me ne scuso ma prima di entrare magari nel dettaglio delle eventuali questioni, vorrei soffermarmi su questo rpimo punto.
Volendo anche dimostrare non posso farlo.
Non posso sapere prima se avrò da "suonare" il clan celentano o l'irma.
Lo saprò solo dopo o al massimo contestualmente al momento in cui avviene la diffusione.
Quel che so prima che andrò a "produrre" dei generici diritti autore/connessi (nella mia attività non esistono disgiunti, uno chiama l'altro per forza) e su quei generici potrò "regolarizzare" preventivamente la mia attività.
Potrò quindi semmai presentare una fattura dopo aver ususfruito del "servizo". il problema, come detto, che la legge mi impone di adeguarmi al sistema di diritto d'autore e suo connesso, prima .... Per questo forse esistono le licenze all'art 180 (???) che certo sono cosa diversa da un'attività eventuale posta in essere dal Benetton (oltretutto continuo a non sapere se quelli erano esercizi commerciali o pubblici esercizi)
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