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View Full Version : esempio "pratico" di p2p legale


Kenosh
28-05-2004, 17:41
In questi giorni ho pensato al fatto che tutti parlano di p2p legale ma nessuno propone niente di concreto (almeno io non ho visto niente) Vorrei quindi fare un esempio io (ok, sono presuntuoso :cool: :cool: ) di come potrebbe essere un esempio di un programma p2p legale.

La base da qui parto è eMule, sia perchè è quello che conosco meglio (solo per sentito dire, si intende :rolleyes: ), sia perché ha molti punti interessanti. Le caratteristiche necessarie sono:


identificazione sicura dell'utente
identificazione sicura dei file
tenere traccia di ciò che si scarica
tenere traccia di ciò che si fa scaricare
server centrale per raccogliere e gestire tutte le suddette informazioni


1) Il primo punto è fondamentale, bisognerebbe anzi rafforzare il sistema di sicurezza, magari facendo qualcosa di simile ad una firma digitale (anzi, si potrebbe usare proprio la smart card per la firma digitale, da quel che so con 30€ la camera del commercio ti da la smart card e il lettore usb). Anzi un doppio controllo tra identificazione software del client (con il sitema attuale di eMule) e la lettura della smart card (che è fisica e individuale e si suppone non duplicabile) dovrebbe essere un buon sistema.

2) Bisogna ovviamente evitare la circolazione dei cosidetti fakes. Già qui il sistema che usa eMule per l'identificazione dei file (con l'HASH) mi sembra buono, e sarebbe da affiancare ad una "certificazione" da parte del server centrale (vedi sotto), per cui si dovrebbe essere a posto.

3) Qui è dove bisogna modificare di più eMule (anche se non credo sia difficile, ma non sono un programmatore). ovvero ci deve essere un sistema che permetta al detentore dei diritti di sapere quante copie della sua opera sono state scaricate e da chi. Ovviamente queste informazioni non possono essere tenute in locale dall'utente (verrebbe fuori dopo due giorni il solito crack o patch), ma il client dovrebbe comunicare al server centrale che l'utente X ha iniziato a scaricare il file Y, e una volta completato il download questo va a finite nel "conto" dell'utente sotto la voce dei debiti.

4) Qui c'è la parte più innovativa, (che differenzia tra l'altro un sistema p2p da un banale ftp), ovvero la "condivisione" dei file scaricati. Anche qui il client deve comunicare al server che lui (id n. 12345etc.) fa scaricare il file X (hash: 1243732474etc.) al client Y (id n. blablabla) (cosi si ha anche un doppio controllo, in quanto anche il client Y comunica che scarica il file Y da me). In questo modo l'utente diventa "distributore" (legale) di un'opera, per qui andrebbero previsti dei risarcimenti per questa attività, che potrebbe essere anche del 50% del prezzo pagato per scaricarla. In questo modo se la fai scaricare da due persone ti sei già ripagato della spesa iniziale.
Troppo bello? ricordate che in ogni caso la somma dei download (nel TOTALE di TUTTA la rete) sarà sempre uguale alla somma degli upload, per cui la cifra risarcita dai detentori del diritto agli utenti sarà sempre minore di quanto riscosso (nel mio esempio sarà la metà) Oltretutto l'autore (o chi per lui) potrà fare anche da "mass-uploader" (in gergo, grande distributore) per cui tutto quello che fa scaricare lui direttamente è guadagno netto.

5) Server Centrale, gestito ovviamente dalla SIAE (qui mi sa che non abbiamo scampo, a meno che in parlamento non decidano di istituire un organismo parallelo che i occupi solo di internet e lasci la SIAE ai support fisici (umh, questa si che sarebbe una GRAN BELLA IDEA...). Funzione di questo server è tenre traccia di tutti i file condivisi dagli utenti, gestire la ricerca dei file (fin qua come i server edonkey, più o meno), e in più come già accennato a gestire i debiti e crediti degli utenti.


La difficoltà principale di tutto questo processo è che i dententori dei diritti non sono gli autori, ma gli editori, che hanno una politica dei prezzi ASSURDA e senza nessuna apertura verso le nuove tecnologie. Se la SIAE si decidesse di mettere in piedi un sistema del genere con PREZZI ONESTI (si deve considerare che mp3 e divx NON sono copia degli originali, ma versioni compresse di qualità minore). Oltretutto dovendo attaccare la condivisione aggratis bisogna per lo meno INIZIARE con prezzi PROMOZIONALI, (magari con incentivi statali... :cool: ).
IO ritengo che il prezzo di un mp3 debba andare dai 20 ai 50 centesimi (ricordo che qui le spese per gli editori sono praticamente nulle), mentre un divx di un film dai 5 ai 10 euro (a seconda della qualità, un divx da 700 mb ultracompresso e con audio mp3 non può costare uguale ad uno da 2 o 3 cd con audio 5+1). Per le serie TV e di anime 1 o 2 euro a puntata.

Il punto di forza di tutto questo (per chi volesse un breve riassunto) sta nel risarcire chi fa upload con la possibilità addirittura di recuperare tutti i soldi spesi per il download (ovvio che globalmente non funziona (se tu scarichi 1 e fai scaricare 3 ci deve essere da qualche parte uno che scarica 3 e fa scaricare 1), come già detto, però come slogan pubblicitario non è male...

BadKarma
28-05-2004, 18:05
Ciao Kenosh, avevo già letto di un sistema simile poco tempo fa, credo su un articolo di wintriks, dovrebbe già essere in atto lo sviluppo di un software di questo tipo.

Come idea non è male, ma è il concetto alla base che è sbagliato, non il metodo di acquisto imho.

ciao.

Kenosh
28-05-2004, 18:11
Come idea non è male, ma è il concetto alla base che è sbagliato, non il metodo di acquisto imho.

ciao.


Non capisco, qual è il concetto sbagliato?


P.S.

Avrei intenzione di mandare per mail questa mia idea a punto informatico, niente in contrario (chiedo agli amministratori)? (non ditemi che devo metterci il bollino prima :p )

BadKarma
28-05-2004, 20:03
No, non fraintendermi, non è il concetto sul tuo progetto che è sbagliato, è il concetto alla base del copyright, la sua implementazione, i loro guadagni, la vetusta mentalità che ci sta dietro, l'ipocrisia cronica e l'obsolescenza dei governi mondiali (il nostro credo ne sia il portavoce su questo fronte).

Kenosh
28-05-2004, 21:24
OK, per come la vedo io il copyright come è inteso da SIAE e colleghi si deve tradurre come "diritto di SFRUTTAMENTO di un artista", ed è essenzialmente a favore solo degli editori (o delle major se si vuole usare un termine di moda).

Quello che dovrebbe succedere per smuovere le acque è che gli autori se ne rendano conto, e che si accorgano che esiste la possibilità di mettersi a diretto contatto , anche commerciale, con i loro fan senza tanti intermediari.
E si dovrebbero accorgere che il 50% di 40 centesimi (da una loro vendita indipendente on-line ad un prezzo onesto medio-alto) è il doppio del 10% di 1 euro (prezzo Truffa medio-basso delle vendite on-line degli editori)

Quello che fa paura agli editori è che stanno diventando inutili, solo che finchè hanno i soldi possono far credere a chi interessa che la loro crisi sia dovuta ai ladri, quando in realtà è solo un'applicazione della legge di Darwin... o si adattano o si estinguono.

pitbull
29-05-2004, 07:01
Se non erro qualcosa di simile al p2p legalizzato è operativo in Canada ;)

gnumi
30-05-2004, 23:02
quello che sta diventando assurdo è il diritto d'autore e il concetto di proprietà intellettuale e brevetti in generale... il diritto d'autore è nato per evitare che gli editori truffassero gli autori pubblicando e vendendo ciò che era loro senza pagarli... oggi gli stessi editori che si fanno cedere i diritti usano il diritto d'autore per imporre prezzi e DIRITTI DI PROPRIETÀ sulla cultura tutta...
oggi è assurdamente possibile brevettare (non in tutti i paesi e con dei distinguo ma quello che mi interessa è il concetto.. ne so molto perdonatemi se stringo) FOR...NEXT quando dovrebbe essere chiaro che quelle idee appartengono a tutti... inoltre si sta CAPITALIZZANDO la cultura che è quanto di peggio le si possa fare... nessuno 'nasce imparato' per dirla come gli adolescenti dalle mie parti e tutto quello che sappiamo è frutto di quello che leggiamo, vediamo, ascoltiamo sentiamo....
con il modo di procedere attuale non capisco perchè non andiamo ogni giorno dagli eredi di einstein (mi viene da ridere...) a versargli l'obolo quotidiano del diritto d'autore...
ormai niente scampa più alla mannaia del diritto d'autore e dei brevetti e opere di dubbio ingegno e non di ingegno finiscono sotto la stessa legislazione....

gli ogm ad esempio non servono come dice cecchi paone a sfamare il terzo mondo, ma a stabilire un diritto di proprietà sulla natura in base ai codici genetici...
e la mappatura del genoma umano è stata resa brevettabile in america consentendo in maniera scandalosa alle case farmaceutiche di brevettare le sequenze genetiche SCOPERTE e NON CREATE!!!! (leggete rifkin.. è allucinante... il governo islandese ha permesso ad una multinazionale di mappare (dagli esami del sangue etc...) il genoma della popolazione e garantendo alla multinazionale lo sfruttamento commerciale di tali mappature...)

allora nessuno vuole togliere il pane a lucio dalla ma la soluzione prospettata non serve a nulla... io mi incavolo sempre quando free software viene tradotto software libero perchè aperto... NO! è libero perchè è gratuito...

vado a spiegare (è un problema di prezzo)....
se il brano mi costa 10 centesimi versati direttamente all'autore che pagherà le tasse BENE, se è 1 EURO e viene versato alla multinazionale che poi gestirà in maniera mafiosa questo denaro (creando lobbies che gli approvano leggi che mettono in galera chi ascolta musica o legge un libro in formato .pdf copiato) allora non ci sto..

e siccome il prezzo non lo fa né la legge né il buonsenso ma solo chi controlla il mercato l'unica soluzione è togliere dal mercato certe cose o impedire il controllo del mercato(cosa impossibile come la storia dimostra)....
senza sprofondare in diatribe sui sistemi economici che non mi interessano, basta abrogare questa brutta legge liberticida....

dalla non fa la fame... se mi piace dalla vado ai suoi concerti (guadagnare col servizio.. non vi dice niente? linux...) oppure compro cose particolari, servizi che dalla o chi per lui mi fornisce....
insomma dalla sfrutterà comparsate tv, concerti, gadgeting etc per guadagnare e forse non si potrà comprare l'aereo, lavorerà un po' di più ma saremo tutti più contenti e meno gente finirà in galera per dare l'esempio.... cosa più importante ci salveremo dall'impoverimento culturale che inevitabilmente ci si prospetta (di sicuro ci si prospetta uno 'schiavismo culturale'.. poi fate voi :)...)

scusate la lunghezza e il mio modo atipico di scrivere...
lucio dalla non si offenda è stato usato come esmpio data la sua straordinaria popolarità tra tutte le generazioni di italiani :)....

saluti

gigi
31-05-2004, 14:21
io mi incavolo sempre quando free software viene tradotto software libero perchè aperto... NO! è libero perchè è gratuito...


Nulla di più sbagliato
:(

Chi afferma ciò non ha capito nulla dello spirito e delle motivazioni ideologiche (condivise o meno) alla base del fenomeno del software libero.

Non registrato
31-05-2004, 15:15
free software viene tradotto software libero perchè aperto... NO! è libero perchè è gratuito...
Il software gratuito che intendi tu è quello che, pur essendo per l'appunto gratuito, non ti concede di modificare il codice sorgente.
Il free software (meglio conosciuto come GPL o OpenSource) è quello che invece ti dè la possibilità di modificare il codice sorgente in base alle tue necessità. E' per questo motivo che si chiama "software libero" e può essere anche gratuito, come spesso accade, oppure a pagamento (Tutte le distribuzioni Linux offrono le due possibilità: acquisto del prodotto o download gratuito) a seconda degli intendimenti dell'autore.

mcz

Non registrato
31-05-2004, 15:44
Il free software (meglio conosciuto come GPL o OpenSource) è quello che invece ti dè la possibilità di modificare il codice sorgente in base alle tue necessità.

Mi sa che hai fatto un po' di confusione ;)

Il Movimento Free Software (meglio in italiano: Software Libero) è una cosa diversa dal movimento Open Source, che trova la sua forza più nella modalità di sviluppo che negli aspetti etici (come fa, invece, il Movimento per il Software Libero).

Ti consiglio di dare una lettura a http://www.gnu.org/philosophy/free-software-for-freedom.it.html per chiarirti le idee a proposito...

cortofrancese
04-06-2004, 15:29
Mi hai rubato le parole di bocca. Anch'io son del parere che gli artisti potrebbero e dovrebbero guadagnare dalle prestazioni (es. concerti) e più sono famosi più la loro parcella sarà alta come succede ora, solo che l'indice di popolarità non sarà solo il numero di dischi venduti, ma anche il numero di loro canzoni scaricate. E' vero che le case discografiche mettono a disposizione degli artisti la sala d'incisione, la strumentazione, arrangiatori ecc, però non capisco perchè devono prendersi tutto il diritto d'autore di un'opera di cui non sono autori, ma distributori. Allora anche il musicista che ha suonato nel disco dovrebbe avere parte degli introiti, invece viene pagato per la singola prestazione e basta. Anche le case discografiche potrebbero essere pagate per le prestazioni ed i servizi offerti e basta.

pitbull
09-06-2004, 01:28
...
Le caratteristiche necessarie sono:


identificazione sicura dell'utente
identificazione sicura dei file
tenere traccia di ciò che si scarica
tenere traccia di ciò che si fa scaricare
server centrale per raccogliere e gestire tutte le suddette informazioni




Non capisco il punto 3°.
Tenere traccia nel senso: io società posso vedere cosa il mio cliente scarica e poi posso vendere le sue abitudini e preferenze a terze società di analisi di mercato? Se così fosse, allora ciao.
Io avrei messo tenere conto di quanti file vengono scaricati.

In amicizia

Kenosh
09-06-2004, 13:53
E' scritto 12 righe più sotto (mi autoquoto):


ci deve essere un sistema che permetta al detentore dei diritti di sapere quante copie della sua opera sono state scaricate e da chi



Che è come dire:

tenere conto di quanti file vengono scaricati.


Il discorso di marketing simil-spyware non mi era neanche venuto per la mente, ovvio che abborrisco anche io di fronte ad una simile prospettiva (anche se poi bisognerà comunque "fidarsi" di chi gestisce il tutto)

In amicizia :)

pitbull
09-06-2004, 14:53
Hai ragione, non avevo letto bene :( .

Io personalmente sono pure disposto a pagare, per cifre ragionevoli ovviamente, il p2p legale. A patto che la mia privacy (preferenze et simili) non sia invasa.

Thinker
19-06-2004, 04:57
Ciao cari users,

sono connesso alla rete con abbonamento dal 1996\97 dopo anni di 56kakka sono passato in un solo colpo a 10mb\sec e questa cosa mi ha realmente cambiato la vita, grazie alla mole enorme di nozioni a cui ho potuto accedere con enorme velocità e diciamo pure semplicità.
Fatta questa premessa, giusto per far presente che mi sono vissuto in questi anni l'evolversi della tecnolgia hardware, software e di tutta la rete internet e della new economy in generale, esprimo il mio pensiero riguardo alla situazione attuale relativa al diritto d'autore ecc. La complessità e la capillarità delle accezioni che interferiscono tra diritti (copyright) del singolo artista e major in relazione a quelli dei diritti dei singoli cittadini è veramente enorme, internet è un universo talmente dinamico che spesso non si riesce a "tenergli il passo"neanche passandoci parecchie ore al giorno, figuriamoci se in una realtà del genere dobbiamo considerare aspetti etici o peggio ancora giuridici.
Eticamente parlando è giusto che milioni di utenti che sono stati abituati PER ANNI(in un'illegalità comoda per far vendere hardware) a scambiarsi ogni forma di sapere, di cultura, di invenzione, di fantasia, di emozioni nel conoscere proprio grazie allo scambio di film e musica, persone con GUSTI E IDEE simili, con le quali nascono bellissime amicizie se non addirittura matrimoni! è giusto distruggere tutte queste relazioni? ovvero distruggere l'anima di internet? che non è altro l'insieme di milioni di anime che cercano nella rete quei spiriti liberi che la realtà oggettiva ci preclude di essere? oppure quel cyberpsicologo che conosci da anni con cui parli di tutto, ma che non conoscerai mai personalmente! Ovviamente per noi amanti di tuttocio' certo che non lo è! ci sentiamo subito feriti e privati di una libertà di cui godiamo da anni! Ora tutto quello che ho scritto cercando di sintetizzare lo spirito libero che ci accomuna, deve essere REGOLARIZZATO da chi purtroppo non ha mai vissuto in prima persona la rete in questo modo, percui software come winmx emule ecc sono visti solo come strumenti illegali che mangiano fette di mercato a chi non ha nessuna intenzione di dimagrire! Nell'ambito giuridico tramite il copyright si riconoscono e tutelano determinati diritti al suo possessore..e su questo siamo tutti d'accordo, ma nella reatà dei fatti, credo che la normativa al riguardo e cmq su tutte le opere d'arte e d'ingegno sia TOTALMENTE OBSOLETA! sia perchè lo sta dimostrando internet con milioni di persone che vogliono crescere e conoscere il piu' velocemente possibile, sia perchè siamo arrivati in un epoca in cui l'informazione e la cultura dovrebbero circolare liberamente a prezzi decisamente ragionevoli e comunque ALLA PORTATA DI TUTTI! una macchina puo' essere d'elite! un abito!, un qualsiasi oggetto! MA LA CULTURA NO! LA CULTURA VA DIFFUSA A TUTTI E IN TUTTI I MODI! E INTERNET LO STA FACENDO!! il mio amico artista "sconosciuto" che fa 10 serate al mese e si mette in tasca almeno 4000 euro netti senza contare le entrate dei cd regolarmente acquistati..non muore di fame, così come chi produce bei film e incassa miliardi su miliardi in poche settimane! un film brutto comunque non lo vedrebbe nessuno, cosi come uno bello scelgo di vederlo al cinema anche se posso averlo in poco tempo a casa! e sono sicuro che a parte una nicchia di persone che vuole "andare solo contro",non sono il solo a pensarla cosi. Trovare una soluzione in cui si guardano gli interessi di tutti è la cosa migliore, certo le Major devono abbassare i prezzi di cd, che tra l'altro stanno diventando come le cassette di 15 anni fa..percui ritengo positive le iniziative a pagamento dei vari i-tunes ecc..solo che c'e' sempre chi puo' permetterselo e chi no..
personalmente pur già pagando un importo esoso del mio abbonamento a banda larga, sarei disposto a spendere ulteriori 7 al massimo 10 euro al mese da devolvere interamente al finanziamento di produzioni cinematografiche e artistiche in genere,( pur conoscendo la squallida realtà di come vengono purtroppo gestiti questi fondi)A COSTO DI MANTENERE INTERNET LIBERA AL 100% COSI COME E' NATA! facendo 2 conti non ci vuole molto a capire che 7 o 10 euro moltiplicati per milioni di utenti in tutto il mondo genererebbero una cifra enorme! Se non verranno prese iniziative del genere come purtroppo sta avvenendo, spero che tutti coloro che non vogliono essere privati delle proprie libertà, insorgano contro chi pensa solo ed esclusivamente ai propri profitti senza voler cercare punti d'incontro. Ricorderei il fatto che per vedere la posta elettronica e le pagine web mi basta tornare al 56kakka di qualche anno fa! e spendere 15 euro al mese invece che 85! e questo lo farebbe chiunque altro non per protesta, ma semplicemente per convenienza.

V.B

Paolob
04-12-2005, 22:32
cito:dovendo attaccare la condivisione aggratis bisogna per lo meno INIZIARE con prezzi PROMOZIONALI, (magari con incentivi statali...)
1)gli incentivi statali li paghiamo noi con le talsse
2)con tutti i soldi che ha il nostro stato(eeh) ne andranno a spendere ingenti quantità per i capricci dei pirati???? che assurdità!! meglio mandarli agli ospedali e alle scuole!!

ma per piacere, smetti di sognare!!