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View Full Version : Strategie, Parte II


chartitalia
01-09-2004, 09:18
Strategie, parte II

Buongiorno a tutti ed un cordiale saluto agli amici del forum, oltre che ai
padroni di casa di Popolodellarete e, naturalmente, al Dr. Mazza che,
devo riconoscere, non ci finisce di stupire per la sua disponibilità,
oltre che abilità, a fronteggiare l'agguerrita schiera di potenziali
clienti dei suoi rappresentati.

Vorrei riprendere il nostro dialogo da un suo passaggio in
risposta al mio ultimo intervento prima delle vacanze in cui si parlava
di strategie:


Forse non ha consultato bene il sito di IFPI, con tutti i comunicati e i
report e magari anche quello della RIAA, la lotta alla pirateria
tradizionale è "business as usual", ed è in corso da anni. Il cambio di
strategia è casomai l'aggiunta del fronte internet all'azione di
contrasto.

Dunque, lei ci tiene a ribadire che il cambio di strategia
dell'industria discografica è quello di denunciare e perseguire
direttamente chi scambia brani musicali via internet, cioè la quasi
totalità dei vostri potenziali clienti. Ok, ne prendiamo atto. In questo
intervento vorrei sottoporle una riflessione su un terreno che dovrebbe
esserle molto familiare: un parallelo su quanto sta avvenendo
attualmente nell'industria discografica e quanto è avvenuto qualche anno
fa nell'industria del software. Al riguardo, prendo spunto da un
eccellente studio sul P2P commissionato ad uno studioso, Tariq Krim,
dall'associazione francese di artisti ed interpreti ADAMI che può
trovare sul loro sito, www.adami.fr (ah, mi piacerebbe che ne
consigliasse la lettura a quei poveracci di artisti italiani che hanno
firmato quella -ribadisco patetica- petizione contro il P2P: si tratta
di loro colleghi e magari potrebbero prendere atto che si riesce a fare
musica senza ridursi ad essere piccini).

Beh, storicamente le fasi che sta attraversando attualmente l'industria
discografica presentano delle analogie impressionanti con quelle già
vissute dall'industria del software. A fini espositivi, è possibile
suddividere la vicenda in 5 o 6 fasi.

FASE 1: LA SOTTOVALUTAZIONE

Durante gli inizi della diffusione del software, diciamo i primissimi
anni '80, l'industria ignora più o meno totalmente il "problema" della
copia del software immaginando che il fenomeno sia piuttosto marginale e
che non avrebbe avuto impatti importanti. I dirigenti delle varie
software house non si accorgono dell'emergere di una nuova cultura (la
"cultura" warez degli anni '80) che si batte per asserire il diritto
"naturale" alla copia del software e ad una sua libera circolazione. Le
industrie non prendono iniziative particolari pensando che il fenomeno
possa essere represso in qualsiasi momento. Anzi, le industrie più
spregiudicate quali Microsoft, assumono un atteggiamento quasi
"complice", utilizzando la diffusione delle copie dei loro prodotti come
mezzo per guadagnare quote di mercato: una intera generazione di futuri
lavoratori viene così cresciuta a "pane e microsoft", acquisendo
familiarità e padronanza di tali prodotti e favorendone conseguentemente
l'adozione una volta inseritisi nei rispettivi posti di lavoro.

Sul versante della musica digitale, questa fase si è consumata verso la
fine dei '90, essendosi verificati pari pari i fenomeni di
sottovalutazione iniziale da parte dell'industria discografica, non solo
della copia digitale, ma sinanche la presa in considerazione dei file
musicali compressi come alternativa ai supporti tradizionali. Nel
frattempo si sviluppava la cultura del libero scambio di musica, sino a
raggiungere dimensioni di veri e propri fenomeni di massa. Ed anche in
questo caso alcuni attori si sono conquistati significative quote di
mercato, o quantomeno di notorietà, grazie alla diffusione di copie dei
loro prodotti.

FASE 2: IL PANICO

A seguito di articoli di stampa più o meno drammatizzati, si inizia a
prendere coscienza che il fenomeno della copia del software diviene
sempre più di massa. Il problema della copia, ignorato sinchè il mercato
era in espansione, genera attacchi di panico appena si verificano le prime
flessioni sui profitti, anche se imputabili a cause squisitamente di
congiuntura economica o di sana concorrenza. E' così che l'industria del
software crea l'UNTORE ideale: il "pirata informatico" che, in realtà,
nella stragrande maggioranza dei casi, è un ragazzino con la passione
dell'informatica e che è la figura principale dell'informatizzazione di
massa del paese. E che, ovviamente, mai e poi mai si sarebbe potuto
permettere l'acquisto dei prodotti "piratati". Iniziano a comparire le
prime campagne di stampa atte a criminalizzare le copie. Ovviamente tali
campagne lasciano il tempo che trovano ed il fenomeno della copia si
allarga a macchia d'olio, con l'indubbio merito di contribuire
significativamente alla vendita di hardware ed alla diffusione di massa
dell'informatica, insomma alla creazione di un mercato inesistente
solo pochi anni prima.

Anche per questa fase, risultano evidenti le analogie con l'industria
musicale, terrorizzata dalla diffusione esplosiva di Napster, così come
dalla riedizione delle campagne di stampa sui "pirati informatici",
anche qui per la gran parte ragazzini appassionati di musica, con
l'indubbio merito di aver contribuito alla popolarità di internet, ed
ancora una volta alla creazione di un mercato inesistente sino a pochi
anni prima. Ed ovviamente, il fenomeno della copia digitale continua
irrefrenabilmente.

FASE 3: LA PROTEZIONE

Per cercare di contrastare il fenomeno della copia, l'industria
del software si inventa soluzioni più o meno bizzarre ed efficaci sia
a livello hardware (ricordate i "pistolotti" da appiccicare sulla porta
parallela per Autocad?) o software. Ovviamente, tali soluzioni
procuravano seri problemi solo a coloro che avevano acquistato
regolarmente il prodotto originale, mentre coloro che si erano procurato
copie sprotette non avevano alcun problema... Non erano rari i casi di
acquirenti che acquistavano il prodotto originale solo per lasciarlo
sullo scaffale e ricorrere alle copie "pirate" per il normale utilizzo
del software, copie che procuravano molto meno problemi rispetto agli
originali. Come effetto collaterale, diversi ottimi prodotti sono
scomparsi dal mercato a causa della farraginosità dei loro meccanismi di
protezione, mentre si sono affermati prodotti con meccanismi di
protezione più blandi. Ah, a titolo di cronaca: i prodotti Microsoft
erano quasi tutti privi di meccanismi di protezione (i sistemi operativi
in primo luogo). Sapete cosa è poi diventata Microsoft... Insomma, i
prodotti più di successo erano i più copiati. Ma molti sospettavano che
fosse vero il contrario: i prodotti più copiati erano quelli che poi
divenivano più di successo.

Beh, inutile dire che anche sul versante musicale, le cose si sono più o
meno ripetute, pur con differenti sfumature, marcate anche dalla
mancanza di prospettiva storica per tali fenomeni. E' di questi giorni
la notizia dei problemi che alcuni CD immessi sul mercato (gli album di
Anastacia, di Celine Dion o dei Beastie Boys, ad esempio) con meccanismi di protezione che ne impediscono la riproduzione sia su PC che sinanche su normali lettori CD, con il cd della Dion che addirittura installa inopinatamente del software sul PC che lo manda in crash. Una notevole differenza è invece
costituita dall'iPod di Apple, fenomeno molto complesso imputabile a
cause piuttosto interessanti da esaminare, ma che ci distoglierebbero da
questa panoramica storica. In ogni caso l'iPod è molto più rispettoso
dei diritti dei suoi acquirenti, consentendo senza problemi sia la
fruizione di quanto acquistato ma sinanche un certo numero di copie dei
brani acquistati.

FASE 4: LA REPRESSIONE POLIZIESCA

Considerando lo scarso successo contro la diffusione delle copie di
software, i produttori decidono di passare alle denunce dirette dei loro
clienti. Al fine di evitare la pubblicità negativa derivante da simili
azioni giudiziare, i produttori di software creano una entità
specializzata, la BSA (Business Software Alliance), incaricata della
repressione [a beneficio dei lettori di questo forum, ricordo che il dr.
Mazza è stato presidente della BSA in Italia esattamente in tale
periodo]. Contemporaneamente la potente lobby dei produttori riesce a
far passare delle leggi che inaspriscono le pene per gli autori di copie
del software (ad es., in Italia, per il software venne introdotta in
questa fase la famosa espressione "per trarne profitto" in sostituzione
della precedente "a fine di lucro" come motivazione sufficiente a
mandare in galera gli utilizzatori di software copiato). Gli effetti di
tali inasprimenti sono stati indubbiamente positivi per l'industria sel
software (o meglio, per i grandi produttori multinazionali) nei
confronti dell'utenza business, cioè di aziende e professionisti che
utilizzano il software come normale mezzo di produzione per svolgere il
loro business. E come è giusto che sia, in quanto si tratta di pure
attività commerciali atte a procurare lucro ed è assolutamente
sacrosanto che tali utenti paghino per i mezzi di produzione che
utilizzano. Meno evidenti i successi di tali inasprimenti a livello
privato, cioè di utenze domestiche, costituite spesso da ragazzini più o
meno "smanettoni" che sono i principali utilizzatori del computer comprato da papà, che mai si sognerebbe di acquistare la vagonata di software che i loro
virgulti si divertono ad installare e ad utilizzare più o meno
saltuariamente.

Sul versante dell'industria musicale questa è esattamente la fase che
stiamo vivendo in questi giorni. Il parallelo tra la BSA e la RIAA
(associazione creata dalle majors dedicata alla repressione poliziesca)
è sin troppo banale per commentarlo, ed ovviamente la FIMI rappresenta
la "filiale" italiana di tale associazione. E, puntualmente, la FIMI è
tra le lobby che si sono battute per l'introduzione nella sciagurata
legge Urbani della dicitura "per trarne profitto" al posto di "a fine di
lucro" per mandare in galera chi scambia qualsiasi opera protetta da
copyright. E dr. Mazza, capisco perfettamente perchè ha tenuto a
sottolineare, nella sua frase riportata all'inizio, che l'attuale
strategia delle case discografiche è quella di passare a denunciare
direttamente gli utenti internet, cioè i vostri potenziali clienti.
Alla luce di quanto sopra, strategia sin troppo ovvia e priva di fantasia.

Certo, gli indubbi successi ottenuti con questa strategia dall'industria
del software suggerirebbero che la si possa ripercorrere per ottenere
analoghi successi nella lotta alle copia digitale di musica. Ma vorrei
sottoporre alla sua attenzione alcune differenze che mi sembrano non
banali. Il successo contro la copia di programmi si è avuto
sopratutto in ambito business, cioè nei confronti di soggetti che
utilizzano il software con finalità commerciali. E credo che tutti qui
si sia perfettamente d'accordo sulla inaccettabilità di pratiche tese a
non pagare i mezzi di produzione utilizzati.
Ma come già detto, i successi ottenuti da tale strategia in ambito
privato sono meno tangibili, tant'è che sui calcolatori domestici
continuano a circolare enormi quantità di software copiato. Ora sul
versante musicale, la gran parte dei brani copiati circola quasi esclusivamente in ambito domestico e non di business. In altri termini, se un utente
scambia un brano musicale non lo fa a fini di business ma semplicemente
per reperire brani dimenticati e spesso fuori commercio, o come nuova
pratica sociale, o per comunicare con altre persone sparse per il mondo.
Insomma per azioni che il comune sentire, oltre che il buon senso, fa
rientrare nella normale convivenza civile. Certo, ciò che state cercando
di fare è trasformare tale pratica sociale in crimini nefandi alla
stregua di violenza su bambini o peggio. Non so se riuscierete nel
vostro intento, ma personalmente la ritengo una strategia estramente
pericolosa, oltre che miope, con effetti boomerang potenzialmente
devastanti per il vostro business. Ma ovviamente è un'idea come un'altra. E le idee non hanno alcuna responsbilità nei confronti di chi non le condivide o non
le comprende.

OK, qui sono costretto ad interrompere la carrellata prospettica perchè
siamo arrivati ai giorni nostri. Ma l'analisi delle ulteriori fasi già
vissute dall'industria del software (o che sta vivendo) è altrettanto
interessante e gliele sottopongo.

FASE 5: L'ACCETTAZIONE RECIPROCA

Alla fine, si è trovata una forma di compromesso più o meno equilibrato
tra l'industria del software ed i propri utenti. Le utenze business
hanno preso l'abitudine di considerare il software come normale
strumento di produzione e ad acqusitare le relative licenze. I
produttori hanno rinunciato ad inserire pittoresche protezioni,
sostituendole con soluzioni di identificazione degli utenti tramite
numero seriale con miglioramento dei servizi associati e del supporto, e con
l'offerta di prodotti di eccellenza. Parallelamente, viene più o meno
tollerato l'utilizzo privato del software in ambito domestico, tra
l'altro funzionale a finalità di formazione e di diffusione del prodotto
copiato. L'industria del software resta una delle più lucrative
garantendo dei margini di profitto quasi inimmaginabili per altri
settori industriali, grazie sopratutto alle condizioni di monopolio che
alcuni produttori sono riusciti ad imporre.

FASE 6: L'OPEN SOURCE

Ultimamente nel software stanno succedendo però delle cose piuttosto
interessanti. La cultura warez degli anni '80 che sosteneva apertamente
il diritto alla copia del software, in realtà non si è mai estinta ma ha
continuato ad evolvere la sua visione prima attraverso metodologie
shareware, poi freeware ed open source. Il fenomeno Linux, e la stessa
Internet, sono gli esempi più splendidi del trionfo di tale cultura
fortemente convinta dei valori della condivisione e della libera
circolazione di idee e di opere dell'ingegno. La portentosa affermazione
di Internet, sviluppata eminentemente in ambito universitario e da
utenti finali che si sono inventati autonomamente il software ed i
servizi di cui avevano bisogno, è sin troppo evidente per spenderci su
ulteriori parole. E Linux, sviluppato interamente in modalità open
source da una comunità di volontari con radici nella cultura underground
e warez di cui sopra, è l'unico sistema operativo capace di opporsi, e
battere, un colosso quale Microsoft. Come dimostrato dalla sua adozione
da parte di organizzazioni vastissime, se non di interi stati. O
addirittura dall'ONU che ha recentemente organizzato una giornata
dedicata all'open source!

Ma anche la tipica utenza business sta sempre più prendendo in
considerazione il passaggio a prodotti open source, stanca dei salassi
cui l'industria del software la sottopone. Già adesso esistono splendidi
prodotti completamente free che funzionano meglio dei corrispendenti
prodotti commerciali. Solo un esempio: il browser Mozilla Firefox che è
molto più performante di MS Internet Explorer, oltre che più ricco di
funzionalità e più sicuro (è di questi giorni la notizia che il capo
della sicurezza di Microsoft preferisce navigare tramite Firefox
piuttosto che tramite Explorer). E poco tempo ancora e sarà così per la
quasi totalità dei software maggiormente diffusi: suite office
(OpenOffice), database relazionale (MySQL), linguaggio di
programmazione (java), piattaforma di sviluppo applicativo (J2EE) ma
anche tipiche applicazioni di business quali ERP, CRM, ECM e via acronimando.

Morale della favola: quello che sembrava il trionfo della repressione poliziesca da parte dell'industria del software e la contemporanea sconfitta della comunità warez, nel giro di qualche lustro si sta trasformando nel trionfo della
cultura warez che, in prospettiva, potrebbe condurre ad una completa
sparizione dell'industria del software commerciale così come l'abbiamo
conosciuta sinora. Certo, l'industria del software, impossibilitata a
vincere tale sfida sul piano della competitività, sta percorrendo la via
leguleia della brevettazione del software, cercando di privatizzare
idee, algoritmi e concetti da tempo patrimonio di tutta la comunità
scientifica, anzi, dell'intera umanità. Non ho la sfera di cristallo per predire come finirà questa partita. Quello che è certo è che, ancora una volta, l'unica via che resta alle grandi corporation è quella di imporre a tutta l'umanità
legislazioni a difesa di interessi piuttosto meschini.

Bene. Ritengo che, pur nella parzialità ed opinabilità di questa
ricostruzione dell'evoluzione dell'industria del software, vi si possano
trarre delle lezioni che reputo interessanti per tutti ed anche, se non
sopratutto, per lei.

Attualmente l'industria discografica sta ripercorrendo senza molta
fantasia le fasi già percorse dall'industria del software. Ed in
particolare è impelagata tra le fasi 3 (protezione) e 4 (repressione
poliziesca). Ma pur ipotizzando che riesca ad imporre la repressione
poliziesca (cosa di cui dubito su vasta scala, a causa delle
significative differenze più su espresse), e a pervenire a quella forma
di compromesso della fase 5 (accettazione reciproca), i costi
insopportabili imposti dal vostro modello di business, prima o poi
condurranno all'affermarsi anche nell'industria musicale di licenze open
source, quali le Creative Commons (già descritte in un mio precedente
intervento). E non si tratta solo di una questione di costi: è la
cultura della condivisione e della libera circolazione delle opere
dell'ingegno che è ormai irreversibile e che costituisce l'essenza
stessa di internet. Capisce perchè è miope una strategia che punti a
"contrastare gli utenti internet", come da lei ribadito?

Ma personalmente la capisco: lei è scarsamente interessato a questioni
di strategie. Se mai, ha obiettivi squisitamente tattici: l'industria da
lei rappresentata tende semplicemente a sopravvivere con i privilegi
attuali per qualche anno ancora. Per il resto saranno problemi dei
dirigenti che verranno dopo. E chi se ne frega dell'interesse generale,
dell'umanità tutta e di amenità del genere. Ma ciò mi porta a pensare
che questo tentativo di dialogo tra gli interessi da lei rappresanti e
quelli degli utenti di internet è intrinsecamente sterile.

Ripeto: la capisco perfettamente e comprendo le sue posizioni tese a
difendere gli interessi dei suoi datori di lavoro, cosa che sta svolgendo egregiamente. Ma quello che non capisco è come gli interessi ristretti dell'industria discografica possano essere fatti propri da quella banda
di pie persone che siedono in parlamento e che non comprendono quali sono
gli interessi di coloro che dovrebbero rappresentare.

Cordialità.
Chartitalia

Enzo Mazza
03-09-2004, 12:07
Egregio,
visto che ho seguito personalmente molte dell'iniziative sul fronte della pirateria del software in Italia tra il 1992 e il 1996 le posso assicurare che
a) non c'è stata alcuna strategia di "tolleranza" o "complice" di una qualsiasi forma di pirateria, tant'è che da almeno la metà degli anni 80 veniva chiesta invano l'approvazione di norme nel nostro Paese, poi attuate con la direttiva sul software nel 1992 (entrata in vigore all'inizio del 1993). Ricordo anche che BSA per diversi anni (precedenti all'entrata in vigore della legge) ha condotto azioni legali (civili) contro grandi e medie imprese italiane che utilizzavano sw illegale.
b) con l'entrata in vigore della legge contro la pirateria del sofware nel nostro Paese vi fu un vera e propria corsa alla regolarizzazione da parte delle grandi imprese, grazie soprattutto all'azione repressiva e al deterrente imposto dalla legge, che portò ad un enorme recupero dell'illegalità tant'è che oggi il fenomeno rimane sicuramente ancora vasto ma limitato perlopiù al settore delle PMI e dei professionisti ma anche qui più dovuto all'underlicensing che all'evasione totale.

c) le licenze per le scuole e in generale per l'education hanno favorito anche il recupero di una parte dell'utenza domestica.

d) il paragone tra open source e condivisione di file musicali non regge perchè si tratta di due qiuestioni diverse. Nell'open source il creatore dell'opera sceglie volontariamente di fornire i propri contenuti in un modello di licenza "open" che consente ad altri di manipolare, riprogrammare, ecc. Mi sembra tutto logico e corretto quindi. C'è consapevolezza da parte dell'autore, c'è l'espressa rinuncia ad un meccanismo di tutela del copyright ma non c'è una "espropriazione forzata" dell'opera dell'ingegno. Nel modello che oggi invece va per la maggiore in rete nell'ambito musicale, c'è chi si appropria dell'opera altrui e ne fa un'ulteriore diffusione, tramite ad esempio le reti p2p, senza alcuna autorizzazione del titolare dei diritti. Lo sviluppo di sistemi di licenza come "Creative commons" non comporta nessun problema per l'industria. Noi abbiamo etichette associate che hanno già cominciato ad utilizzare tale sistema, Ognuno, come già più volte detto, è libero di decidere come preferisce rispetto ai diritti di sua proprietà.
Quello che non è accettabile è che altri, che non hanno nessun diritto sull'opera, mettano in condivisione materiale protetto. Su questo mi spiace contraddirla, ma la crescita dell'offerta legale, con milioni di file musicali acquistati sta mostrando che il commercio online si sta sviluppando e che vi sono molti consumatori disposti ad accettare servizi online e quindi è necessario fare fronte anche con le leggi e la repressione all'offerta illecita.


Concludo sulla questione dell'Adami, forse le sarà sfuggito ma la petizione degli artisti italiani segue un'analoga iniziativa francese che ha proprio fornito una risposta alla posizione di Adami. La petizione francese, firmata dai moltissimi artisti di rilievo, è stata lo stimolo per l'iniziativa in Italia.

lupocattivo
06-09-2004, 19:44
In primis le do il mio personale "bentornato" dott.Mazza e tosto passo ad alcune osservazioni spicciole che proprio non riesco a trattenere.

a) non c'è stata alcuna strategia di "tolleranza" o "complice" di una qualsiasi forma di pirateria...

Ovviamente Lei non sta parlando dell'Italia. Questo lo dico in virtù del fatto che svolgendo l'attività di assistenza HW e SW ho la netta impressione che la situazione non sia proprio quella che Lei dipinge. Io dentro ai PC ci devo "ravanare" per mestiere e come può ben immaginare so capire da dove proviene il SW senza fare tante domande al "cliente". Se poi vogliamo fare gli angioletti La invito a dare un'occhiatina alla Sua licenza di Winzip.... Le confesso che sarei sorpreso di trovare un italiano munito di tale licenza... Lei deve cliccare sul pulsante [CONTINUA] perchè la sua è una "evaluation"... Ora veda cosa scrivono nel sito i produttori di Winzip.


Please note the following:
You may try the evaluation version of WinZip 9.0 SR-1 free of charge for a period of 21 days.
After the 21-day evaluation period, a license fee is required for continued use.

Da quanti giorni sono passati i 21 giorni?
Se comunque Lei fosse la fatidica "mosca bianca" così non è certo per il resto del mondo.
Tutto questo accade non nel 1992 ma esattamente adesso!.....E questa non le sembra "tolleranza"....

Di seguito aggiungo parte di quanto pubblicato dall'avv.Gianluca Pomante
(per inciso lo stesso mi ha autorizzato a riportare in tutto o in parte i suoi scritti citandone la fonte)


http://www.penale.it/document/pomante1.htm
Gianluca Pomante

...omissis...
Appare opportuno evidenziare, peraltro, che la consolle Playstation - sul mercato da ben quattro anni, ma fino a metà del 1998 non troppo gettonata a causa dell'elevato costo dei giochi - deve il suo recente successo, che tanto ha giovato al bilancio della Sony, permettendole di escludere definitivamente dal mercato la concorrente Nintendo, proprio alla notevole disponibilità di software illegale. Con la diffusione su vasta scala, nel secondo semestre del 1998, di un chip in grado, una volta installato sulla consolle al posto di quello originale, di farle leggere qualsiasi cd-rom ottenuto duplicando supporti originali playstation mediante un normale masterizzatore per personal computers, il mercato italiano è stato letteralmente invaso da cd-rom duplicati e venduti - in confezioni a volte identiche agli originali, marchio SIAE compreso - non solo da extracomunitari ed ambulanti ad un prezzo irrisorio (10.000/15.000 lire per ogni cd-rom contro le 90.000/120.000 lire degli originali) ma finanche da negozi specializzati. Ciò ha comportato una corsa all'acquisto delle consolle - la vera esplosione c'è stata nel periodo natalizio - che, opportunamente modificate nel modo appena descritto, sono ormai più diffuse dei televisori necessari per farle funzionare.
...omissis...


E quì direi proprio che la "complicità" ci sta davvero tutta....




...l'espressa rinuncia ad un meccanismo di tutela del copyright...

Attenzione che non è così. L'autore resta sempre proprietario dell'opera e non rinuncia affatto alla tutela della medesima. Si preoccupa semplicemente che nessuno possa crearsi un business col semplice copia-distribuisci.... Diciamo che più che tutelarsi dagli utenti cerca di tutelarsi da chi Lei rappresenta.

... ma non c'è una "espropriazione forzata" dell'opera dell'ingegno.

Piano con le parole, please.... Quì nulla si "toglie", tuttalpiù si "aggiunge" ... una copia.....E dopo gli innumerevoli "prelievi" più o meno palesi dalle tasche degli utenti... resta sempre poco chiara l'entità oggettiva di quanto lei contesta.
Personalmente sono particolarmente seccato da quello che Lei definisce "espropriazione forzata" ogni volta che faccio backup dati su CD... (e sono tanti). Ma Lei mi sa dire come posso appellare una persona che prende i miei sudati 0,23 euro senza darmi nulla in cambio?

Cordialità da Lupocattivo

Enzo Mazza
07-09-2004, 10:48
Guardi che sul chip della playstation lei, e prima l'avvocato citato, avete preso una grossa cantonata. Sony ha proceduto con sequestri e denunce contro il chip di modifica e gli installatori di tale chip pertanto queste considerazioni non sono assolutamente in linea con quanto accaduto nella realtà. La verità e che per diverso tempo l'assenza di una norma chiara sul fronte delle modifiche hardware, soprattutto sul fronte penale, ha rallentato l'enforcement.

tanto per citare qualche riferimento


Sony in azione contro la pirateria

La casa nipponica minaccia azioni legali contro i principali rivenditori di mod-chip: i dispositivi che permettono l'utilizzo di giochi copiati su Playstation e Playstation 2


[14/01/02] La casa giapponese ha iniziato una lunga battaglia contro la pirateria hardware che da tempo colpisce i suoi prodotti. I principali accusati sono i produttori di mod-chip, ovvero quei chip che, installati su una Playstation o su una Playstation 2, permettono l'utilizzo di videogiochi piratati che normalmente le console si rifiuterebbero di riconoscere.
Sony ha monitorato la Rete alla ricerca di rivenditori online dei chip incriminati e si è limitata a contattare ciascun sito minacciando azioni legali. Pare che l'azione dissuasiva abbia avuto successo. Attualmente i principali siti di modifica hardware di Playstation e Playstation 2 sono chiusi o hanno cessato la vendita online: ben pochi sono in grado di sfidare l'agguerrito team di legali della Sony.

Vi sono decine di articoli e di comunicati stampa su questo tema.

lupocattivo
07-09-2004, 12:19
Per lo "stato" attuale dei modchip le riporto di seguito quanto trovato in rete con una semplicissima ricerca. (Mi riconosca il buon gusto di non fornire link)


Modchip compatibile con Playstation V9, ottima affidabilità, richiede 24 saldature di difficoltà media (alta su V3).
Attenzione: vedere i dettagli per i metodi di avvio!
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Per le restanti questioni da me sollevate ritengo di aver ricevuto una sorta di silenzio-assenso..... Vede dottore, essendo da oltre un trentennio un addetto ai lavori, ho sempre tenuto nella massima considerazione il rispetto della proprietà intellettuale. Anche se ho incontrato enormi difficoltà nel far capire alla mia.....Azienda l'utilità dell'acquisizione legale del software.
Allo stato attuale la "bottega" dispone di una licenza "ENTRERPRISE" per i Sistemi Operativi.... ma i termini contrattuali a me continuano a rimanere sconosciuti... Ora mi dica Lei, quando resuscito un PC, a parte il salvataggio dei dati utente; per il ripristino del software che faccio? Per alcuni prodotti orientati alla manutenzione, che reputo "indispensabili" ho provveduto ad un acquisto personale!!!
Per altri software, ho fatto il beta-tester e mi sono adoperato di contattare le ditte distributrici, nella speranza di attivare una qualche collaborazione....Purtroppo in "bottega" l'utilizzo del software resta un tabù... Personalmente in questo periodo mi sto occupando di "montaggi video" (Le riprese sono effettuate dalla mia Azienda) e utilizzo con grande soddisfazione un pacchetto FREE: VirtualDub!.( Il convertitore da analogico a digitale è di mia proprietà)
Tutto il resto è un'accozzaglia di pacchetti e pacchettini atti a "flippare" un PC nel giro di un mesetto.....tanto poi ci pensa il Lupo.....
Una sola cosa ho capito: la situazione sta bene un po' a tutti la bottega compra 100 e usa 200 il fornitore si becca una bella botta di euro dalla vendita dei 100 con buona pace di tutti.
Per darle un'idea della "bottega" diciamo che tra capogruppo e consociate siamo circa 80.000 (diconsi OTTANTAMILA)

Enzo Mazza
07-09-2004, 13:12
se ha trovato un'offerta in rete cosa significa ? che è legale è tollerata ? Non capisco. Si trovano offerte di orologi e auto rubate e missili terra-aria, non significa che siano legali o tollerati. Un conto se ad offrirlo fosse il produttore della playstation ma non mi sembra.

lupocattivo
07-09-2004, 14:01
se ha trovato un'offerta in rete cosa significa ? che è legale è tollerata ? Non capisco. Si trovano offerte di orologi e auto rubate e missili terra-aria, non significa che siano legali o tollerati. Un conto se ad offrirlo fosse il produttore della playstation ma non mi sembra.

Le dirò che il sito è italiano ... e a quanto pare la PS2 la vende pure...


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non sta certo a me sindacare sulla legalità o meno delle imprese.... per questa funzione il nostro Stato è opportunamente dotato di organi preposti a tali controlli.
Ha perfettamente ragione, non è la SONY..... ma converrà che la cosa appare quantomeno "curiosa". A proposito, le vacanze? E' andato al mare? Magari il prossimo anno facciamo un paio di giorni assieme e Le faccio vedere i "negozi" dove con 2 o 3 euro si può comprare gli ultimi successi. Se poi vuoLe risparmiare, basta andare in spiaggia...

PS: Quando dico "negozi" intendo proprio quelli con le vetrine....

Enzo Mazza
07-09-2004, 15:42
a me non sembra curioso perchè, come giustamente scrive lei vi sono negozi che vendono cd falsi e venditori abusivi che vendono sulle spiagge cd falsi, spesso più o meno indisturbati (fino a quando però qualcuno non si attiva con perseveranza, glielo assicuro). Vi sono anche spacciatori che commerciano alla luce del sole in zone conosciute delle maggiori città ma non capisco dove vuole arrivare.
Come FIMI e anche come FPM (Federazione contro la pirateria musicale) segnaliamo decine di casi alle forze dell'ordine e per quanto mi riguarda tutti i casi segnalati hanno ottenuto riscontro. Quindi se ha delle interessanti segnalazioni su negozi che masterizzano o altro chiami pure il numero verde fpm 800-338698
Come è noto il fenomeno della pirateria organizzata rimane al primo posto nella strategia dell'industria e tutto ciò che è possibile viene fatto, pur tenendo conto che tradizionalmente l'Italia ha un fenomeno tra i più gravi in Europa, in tutti i segmenti (musica, software, video, editoria, contraffazione marchi). Qualche dato recente lo trova qui

http://www.fimi.it/dettaglio_documento.asp?id=470&idtipo_documento=3

Se poi con il suo intervento vuole comunicarmi che si perde tempo a correre dietro al p2p quando ci sono problemi più gravi sbaglia bersaglio. Ogni fenomeno ha la sua peculiarità e se andiamo a prendere qualche uploader non significa che si è perso di vista l'organizzazione illegale napoletana o gli ucraini che stampano cd falsi, glielo assicuro.

lupocattivo
08-09-2004, 17:57
....Se poi con il suo intervento vuole comunicarmi che si perde tempo a correre dietro al p2p quando ci sono problemi più gravi...


Sinceramete sì, dottor Mazza.

Convengo con Lei che attività "dannose" per l'economia sono assolutamente da scoraggiare ma, nel merito, trovo questa inutile crociata più dannosa che santa. A causa delle paranoie scatenate da un legiferare "a braccio" mi sono risolto di chiuderlo il mio sito, anche se era solo amatoriale, ma il dubbio di poter essere denunciato per una banale GIF o per la mancanza di fantasiosi "disclaimer" mi ha fatto optare per questa soluzione. Lei forse non immagina nemmeno quanti adempimenti ed attenzioni legali occorre avere per gestire un sito oggi o anche semplicemente navigare nella rete. A parte le accortezze tecniche per evitare virus, spam e siti-trappola, ci ritroviamo a pagare miriadi di tasse e tassicchie che peraltro sembra non abbiano soddisfatto nemmeno Voi. Ora mi chiedo se magari non sarebbe stato più produttivo pensare ad una qualche "regolarizzazione" piuttosto che passare tout court alla "criminalizzazione".
Insomma lasciamo pure che sti benedetti amatori del P2P (che a me sembrano tanto i collezionisti di figurine di passata memoria) si facciano le loro brave compilation, salvo poi, dietro pagamento di un "obolo" (tutto da concordare) prevedere un "bollino" o una qualsiasi altra forma di "convalida" dei supporti così ottenuti. Insomma mi sembra più vantaggioso per tutti trovare un'intesa piuttosto che stare quì a farci la guerra.
Io forse,in quanto la musica, sono un "caso anomalo" ....più che ascoltarla me la faccio da me...Nei rari momenti di pausa accendo la mia YAMAHA-PWS8000 attacco il mio MONTARBO-1200 e (con somma disperazione del mio vicino) do "fiato alle trombe".
Le confesso che.... un colpetto di P2P l'ho dato anche io.... mi sono scaricato "Operazione Sottoveste" un film che ho inutilmente cercato sia in VHS che in DVD... che fa ora? Mi manda le truppe cammellate a casa alle 5 del mattino? Che dovevo fare? Girare come un imbecille per mesi per negozi o altro? Alla fine tra benzina, parcheggio e tempo perso, quanto mi costava?
Suvvia siamo o non siamo nell'era dell'HiTech? Possibile che io non possa renderlo una "copia legittima" con buona pace di tutti?
Quasi tutte le attività stanno convertendosi all'azzeramento degli stoccaggi di magazzino, ci pensi un poco....... Voi continuate a svolgere la vostra atività di promozione e di marketing....poi se il prodotto "gira" vi fate il Vostro bravo business con le "legittimazioni alle copie". In fin dei conti potrete prevedere minori investimenti (con conseguente minor rischio) per il lancio di un nuovo prodotto.
OK ora la smetto di fare il "saputo"....Era solo un'idea (agratis e senza copyright).
Saluti dal Lupo

Enzo Mazza
09-09-2004, 11:08
Le confesso che.... un colpetto di P2P l'ho dato anche io.... mi sono scaricato "Operazione Sottoveste" un film che ho inutilmente cercato sia in VHS che in DVD... che fa ora? Mi manda le truppe cammellate a casa alle 5 del mattino? Che dovevo fare? Girare come un imbecille per mesi per negozi o altro? Alla fine tra benzina, parcheggio e tempo perso, quanto mi costava?

Bastava girarsi il web e come sempre avrebbe trovato qualcosa di legale tipo:

http://www.terminalvideo.it/tvweb/applications/dettaglio.aspx?ART_Id=10863

Quindi la scusa che deve girare a vuoto non regge e inoltre per quanti prodotti le tocca girarsi la città ? Di solito cosa fa, se non trova i pannolini della marca X li ruba dal vicino che li ha per non dover girarsi la città, E poi il parcheggio lo paga ? la benzina la paga ? Allora si paghi anche le opere dell'ingegno e la smetta con la scusa che non lo trovavo e allora me lo sono scaricato, che male faccio.

lupocattivo
09-09-2004, 19:02
Bastava girarsi il web e come sempre avrebbe trovato qualcosa di legale tipo:
http://www.terminalvideo.it/tvweb/applications/dettaglio.aspx?ART_Id=10863
Quindi la scusa che deve girare a vuoto non regge e inoltre per quanti prodotti le tocca girarsi la città ? Di solito cosa fa, se non trova i pannolini della marca X li ruba dal vicino che li ha per non dover girarsi la città....


Come al solito quando mancano argomenti si passa alle invettive.
Mi pregio di informarla che il link da Lei segnalato (tra parentesi presente nel web solo a partire dal 2000) è rivolto ali operatori commerciali. Quindi essendo il sottoscritto sprovvisto di "codice cliente" che immagino rilascino solo a rivenditori, non vedo come potrei accedere al prodotto citato.

Per i pannolini, quando mancano, mi arrangio magari con un fagottino di carta 3veli senza dover pagare royalties a "Pampers" o altri! Se ho voglia di mangiare una pizza, me la faccio in casa, senza dover temere una denuncia dell'Associazione Pizzaioli, nè pago un "equo compenso" sul pacco di farina!

Per quel brutto viziaccio che non riuscite a perdere di usare il verbo rubare, la invito a un ripasso di vocabolario, e codici!
Chi mai La autorizza soltanto a pensare che non si voglia corrispondere un compenso ad autori e titolari dei diritti connessi?
Volendo proprio essere pignoli forse si potrebbe azzardare una "appropriazione indebita". Ma anche in questo caso Lei dovrebbe essere così gentile da indicare da quale "scaffale" manca il prodotto in questione.
E sempre ammesso che sappia indicare tempi, luoghi e circostanze dovrebbe almeno usare la cortesia di formalizzare una richiesta di quanto ritiene Le sia dovuto. Solo a fronte di un rifiuto si potrebbe cominciare a ragionare di dolo.
Quello che ho or ora delineato è l'iter che normalmente si segue in materia.

Se per esempio io desiderassi essere "rifuso" dei 0,23 euro a supporto per i miei backup immagino che dovrei compilare una buona dose di moduli e munirmi di adeguate "pezze giustificative", certamente non potrei dare del ladro a chi se li è presi!

Comunque, a parte le schermaglie in punta di.....daga, mi farebbe piacere un suo parere sulla mia proposta di "regolarizzazione dei contenuti" con conseguente nuovi modelli di distribuzione. Credo che in Germania siano già avviati in quella direzione. Non che sia una pratica generalizzata, ma attualmente è molto in uso presso i DJ teutonici.
Saluti dal Lupo

Mr. Mojo Risin'
09-09-2004, 19:09
Bastava girarsi il web e come sempre avrebbe trovato qualcosa di legale tipo:

http://www.terminalvideo.it/tvweb/applications/dettaglio.aspx?ART_Id=10863

Quindi la scusa che deve girare a vuoto non regge e inoltre per quanti prodotti le tocca girarsi la città ? Di solito cosa fa, se non trova i pannolini della marca X li ruba dal vicino che li ha per non dover girarsi la città, E poi il parcheggio lo paga ? la benzina la paga ? Allora si paghi anche le opere dell'ingegno e la smetta con la scusa che non lo trovavo e allora me lo sono scaricato, che male faccio.
onestamente ho trovato di cattivo gusto la lenzioncina sul prezzo= prezzo pagato per l'acquisto + sforzo economico per raggiungere il prodotto (che tra l'altro ci fa concludere che il p2p è tutt'altro che gratis, anche se ovviamente illegale) e l'uso RIAA's style del termine "rubare", ma de gustibus...

PS l'esempio corretto sarebbe "moltiplichi i pannolini dal vicino" (da un pesce se ne fanno 2 [attenzione non voglio dire che sia legale farlo]...), cerchiamo di lasciare la discussioni nei binari della civiltà senza ricorrere all'esempio "ferrari" che ha tanto spopolato tempo fa e ha suscitato tanta ilarità...

PPS Lei mi insegna che esistono categorie diverse di beni, convenienza, d'acquisto ponderato, speciali... i pannolini di certo appartengono alla prima, i prodotti culturali alla seconda se non alla terza...il che ci suggerisce che ancora una volta l'esempio non era proprio centrato

Certo esistono processi decisionali vari nel consumatore, ma dubito che quello della scelta dei pannolini (solitamente processo decisionale di abitudine o di acquisto d'impulso) sia lo stesso dei prodotti culturali (generalmente processo affettivo o cognitivo o al limite atteggiamento), questo giusto per completare la lezione di economia da lei accennata in modo implicito e che lasciata così sembrava incompleta

ppps sul "giusto prezzo" di un dvd in qualità "mqm" del '59 a 7.5 euro + sforzo per raggiungere il prodotto (sia esso benzina, treno, parcheggio, spese di spedizione o che altro: nel mio caso se non fanno un servizio di vendita online per arrivare a bologna altro che 7,5 euro) mi riservo alcuni dubbi (ma questo poco attiene alla discussione generale)

Enzo Mazza
13-09-2004, 10:16
Ho indicato il sito in questione per segnalarle che il titolo da lei citato esiste, sta a lei poi fare pressioni sulla sua videoteca per averlo ma tant'è, la scusa per dimostrare che aveva fatto bene a scaricarselo l'ha subito trovata.

Ma visto che il termine "rubare" sollecita sempre una reazione piccata e qualcuno continua a pensare che la copia scaricata non sia un furto perchè sullo scaffale rimane sempre l'esemplare originale, invito ad una riflessione su un articolo apparso sul Corriere dalla Sera sabato in merito ad un'indagine di mercato annunciata al Festival della Letteratura di Mantova.
La ricerca pone l'accento sulla sempre più diffusa pratica di scambiarsi i libri abbandonando il vecchio concetto della "conservazione" amorosa dei propri libri. Attenzione non stiamo parlando del book crossing, pratica altrettanto legale, ma dello scambio diretto tra amici. Ciò che è interessante di tale fenomeno è che ovviamente avviene con libri originali, nessuno si fa una fotocopia e poi lo passa all'amico o il contraro. Quindi, questo tipo di attività è legale. Il p2p di opere protette, ovvero passo ad altri una copia di ciò che mi tengo (sempre più spesso neanche dispongo dell'originale) è un furto e basta. Si può polemizzare all'infinito ma furto è e furto rimane. Se non è stato autorizzato a fare una copia viola la legge e per la legge si tratta di una riproduzione non autorizzata.

Sull'analisi economica che vorrebbe sostenere che "pagando la benzina" già di fatto pago qualcosa e quindi non è vero che il p2p è gratis rispondo con una domanda. Ma il negozio di abiti o il supermercato regalano la merce o nello sconto tengono conto che il cliente si "smazza" km in macchina. Non mi sembra, al limite offrono il parcheggio (magari la prima ora).

Con riferimeno alla "regolarizzazione" delle copie il modello tedesco è basato su un altro aspetto, ovvero l'avvenuto pagamento dei diritti connessi e quindi la possibilità per il deejay di utilizzare copie tecniche per l'attività. Come è noto infatti l'utilizzo in discoteca di musica registrata richiede il versamento di diritti alle case discografiche. Tali diritti possono essere comprensivi anche del diritto di riproduzione ed è l'accordo raggiunto in Germania.

Mr. Mojo Risin'
13-09-2004, 12:06
Ma visto che il termine "rubare" sollecita sempre una reazione piccata


vede la questione è molto semplice... il furto è un reato penale il semplice download (per sua stessa ammissione) è un illecito amministrativo...già questo sconsiglierebbe di utilizzare in maniera così frivola questo termine

ps questo aldilà di esempi impropri

La ricerca pone l'accento sulla sempre più diffusa pratica di scambiarsi i libri abbandonando il vecchio concetto della "conservazione" amorosa dei propri libri. Attenzione non stiamo parlando del book crossing, pratica altrettanto legale, ma dello scambio diretto tra amici. Ciò che è interessante di tale fenomeno è che ovviamente avviene con libri originali, nessuno si fa una fotocopia e poi lo passa all'amico o il contraro. Quindi, questo tipo di attività è legale. Il p2p di opere protette, ovvero passo ad altri una copia di ciò che mi tengo (sempre più spesso neanche dispongo dell'originale) è un furto e basta. Si può polemizzare all'infinito ma furto è e furto rimane. Se non è stato autorizzato a fare una copia viola la legge e per la legge si tratta di una riproduzione non autorizzata.

vedo che gioca molto fra illecito amministrativo/violazione della LDA/penale, beh contento lei...basta ricordarsi che il furto è un reato penale, altri casi inseriti nella sua discussione no

mi permetta di dissentire solo sugli ebook... la diffusione nei circuti del p2p di questi è sicuramente (negli ultimi tempi) cresciuta esponenzialmente...
ora si potrebbe concludere (e molti lo fanno) che questa crescita porti a un proporzionale calo degli acquisti... la cosa è abbastanza ridicola per vari motivi:
- innanzitutto chi in materia di ebook non è digiuno avrà senz'altro seguito l'intervento di Michael Gorman (non proprio uno sconosciuto nel settore) al convegno delle Stelline 2004... le sue perplessità sulla diffusione delgli ebook a scapito del libro cartaceo sono, come dire, illuminanti...
Ovviamente va operato un distinguo fra libro di consultazione/studio e libro di lettura/piacere... un distinguo abbatsanza brutto dal punto di vista filosofico in quanto lo studio può essere senz'altro anche piacere, ma è utile per il nostro discorso...
Il libro di consultazione è molto più soggetto alla "copia"...ma non servono gli ebook per questo le fotocopie (pur illegali) dei testi universitari credo abbiano una tradizione atavica e l'ebook può essere inteso come una evoluzione di questo fenomeno...
dal punto dei vista dei testi di lettura/piacere, nonostante l'avvento di questi materiali nei circuiti del p2p, non credo che al momento attuale (e qui concordo con Gorman) l'ebook sia sostituitivo (in effetti portarsi a spiaggia, a letto, in bagno un portatile per leggere e quantomeno scomodo se non ridicolo)
- Per concludere la parentesi un semplice esempio:: tra i libri più presenti nei circuiti di filesharing ci sono (secondo le statistiche) i libri di Harry Potter...inutile dire che questi sono i libri più venduti al mondo è in costante crescita nonostante la presenza degli ebook a volte addirittura "anticipatrice" (la traduzione malesiana, a quanto si legge, dell'ordine della fenice è arrivata prima nei circuiti pirata e poi in libreria, ma ciò non ha scalfito minimamente le vendite, anzi)


Sull'analisi economica che vorrebbe sostenere che "pagando la benzina" già di fatto pago qualcosa e quindi non è vero che il p2p è gratis rispondo con una domanda.


Eccolo qui, ritorna il solito vizio del mistificare e inventarsi asserzioni che nessuno si è sognato di esprimere.
Credo che se su questo forum il dialogo voglia essere costruttivo, bisognerebbe evitare questa spiacevole pratica...
Io ho solo inquadrato dal punto di vista economico (o della teoria della variabili prezzo se preferisce) ciò a cui lei ha accennato ovvero che il prezzo è = al prezzo del prodotto + sforzo economico per raggiungerlo...
questo porta a dire che non è vero che chi "downloada" lo fa a gratis, ma con questo non voglio assolutamente dire (l'avevo già detto, ma lo riesprimo per evitare questi giochetti) che la spesa di connettività lo renda legale...

Massimo
13-09-2004, 12:28
Con riferimeno alla "regolarizzazione" delle copie il modello tedesco è basato su un altro aspetto, ovvero l'avvenuto pagamento dei diritti connessi e quindi la possibilità per il deejay di utilizzare copie tecniche per l'attività. Come è noto infatti l'utilizzo in discoteca di musica registrata richiede il versamento di diritti alle case discografiche. Tali diritti possono essere comprensivi anche del diritto di riproduzione ed è l'accordo raggiunto in Germania.

accidenti Dott. Mazza sempre più mi sta scivolando sulla "buccia di ban(d)ana" che questi irriverenti personaggi disseminano sul suo cammino.

Dopo essere passato dal "Minority Report" dell'areoporto di Fiumicino all'altro capo della Galass.i.a.e. a 70mila anni luce dallo spazio della federazione (la FIMI, intendo) alla ricerca di nuove "forme di riproduzione", eccolo ora vestire i panni del mitico "Nexus 6" (modello da combattimento) e citare le indimenticabili parole: "Ho visto DJ io che voi umani non potreste immaginare nemmemo..."

Beh egregio Dott. Mazza qui casca malissimo, ho visto 37 volte il fantastico "Blade Runner" è il fatto che lei mi confonda la copia privata con quella tecnica (a proposito ci tenga informati su come va la denuncia del REA) messa in relazione con l'attività del DJ mi fa un po' inc... arrabbiare.

In Germania la regolarizzazione di cui parla è cosa intelligente e riguarda la GESTIONE o il TITOLARE DEL PERMESSO così come, in Italia, tale "dovere" è di SOLA ed ESCLUSIVA competenza del TITOLARE DEL PERMESSO (intendo il Permesso SIAE e nn la post-regolarizzazione della copia tecnica che nn esiste).
Come lei ben sa, in Italia il 99,99% dei locali si serve di DJ che hanno al loro possesso pieno e leggittimo con tanto di accesso, di loro personali copie che possono essere anche le loro personali "COPIE PRIVATE". Nn c'è nessuna gestione, e se c'è il sito della SFCItalia ancora nn lo ha detto, che si procura COPIE TECNICHE (costano che diamine!) e non c'è ancora NESSUN DJ (nonostante gli immani sforzi vostri, della siae e di chi altro) CONDANNATO per l'uso dell proprie copie private nell'ambito della propria PERSONALE e PRIVATA attività visto e considerato che tale utilizzo E' PERSONALE e che i connessi di "favoleggia" sono quelli relativi alla "esecuzione per mezzo meccanico" di PIENA , TOTALE, ASSOLUTA, ESCLUSIVA competenza del TITOLARE del PERMESSO SIAE che se nn comprende i vs diritti è solo per sola e assoluta colpa vostra.
aggiornate quindi le vs conoscenze in materia di sentenze e pregasi rivolgere l'attenzione al famoso, popolare detto: "chi è causa del suo mal pianga se stesso".

Certo, con tutti sti viaggi intergalattici dentro e fuori il continium spazio temporale ci si può trovare denunciati per .... (ora nn si metta a ridere) "aver riprodotto in pubblico" che è più comico dell "uso personale di p2p".
Io credo che il giudice si stia ancora spaccando dalle risate e asciugandosi le lacrime iplori di nn andare oltre magari con nuove "FORME di riproduzione".

Vede Dott. Mazza dove diventiamo "nemici" (in senso buono) noi amiamo la musica , il cinema, l'arte in genere e vogliamo che essa si diffonda sempre più, voi sareste capaci di chiedere i diritti agli alieni che ci hanno appena fatto giungere la trasmissione della loro esistenza ( a proposito cos'è quella: abusiva diffusione, riproduzione, comunicazione o cosa?).

Io, per me, speriamo che me la cavo e attendo con ansia l'imbarco sulla Voyager dove potrò "condividere" la procace tecnlogia di SettediNove e allontanandomi sempre più dalle miserei della terra,rivolgerò un simpatico pensiero a lei.

Per lei Dott. Mazza, sconsiglio la frequentazione di SettediNove, voui perchè è un p2p galattico, voi perchè "ogni resistenza è futile" e, nn ultimo è noto che Settedi Nove è un Borg ... gentaglia glielo assicuro.

Lunga vita e prosperità
Massimo

Enzo Mazza
13-09-2004, 13:32
mi sembra che faccia una gran confusione tra diritto d'autore e diritti connessi. Sulle copie tecniche vi sono decine di sentenze, si ripassi la legge ( e le sentenze, quelle vere, non le decisioni di un riesame spacciate dalla REA come decisioni della corte suprema USA) e poi torni

Massimo
13-09-2004, 13:36
ahahahaaha caro Dott. Mazza lei ci vuol far fare confusione.
Io faccio confusione su copia tecnica e copia privata?!!?!??!?!??!
Vuole che le mandi la mia di sentenza, così ridiamo in due?
Via Dott. Mazza, siamo quasi coetanei e mentre lei faceva carriera in afi e fimi io mi svangavo migliaia di dischi per lavoro.

Come Lei nn sa che ci sono decine e decine di pericolissimi DJ che usano le loro copie private durante i trattenimenti, che sono stati denunciati ma che sono stati TOTALMENTE scagionati chi con archiviazione chi con sentenza?

Vuole che le mandi anche qurelle, così facciamo uno spettacolo comico?

Noto anche che la mia battutina sul REA le ha dato fastidio, ne sono lieto.

Enzo Mazza
13-09-2004, 14:27
io ho provvedimenti anche di condanna, quindi la situazione non è così definita come sostiene. C'è chi è stato assolto e chi è stato condannato.
Ed in ogni caso tutti coloro che non disponevano di orginali dei brani sequestrati sono stati condannati e hanno anche pagato sanzioni amministrative rilevanti

Massimo
13-09-2004, 15:14
io ho provvedimenti anche di condanna, quindi la situazione non è così definita come sostiene. C'è chi è stato assolto e chi è stato condannato.
Ed in ogni caso tutti coloro che non disponevano di orginali dei brani sequestrati sono stati condannati e hanno anche pagato sanzioni amministrative rilevanti

lo so bene egregio dott. mazza ma vede che quando vuole risponde in maniera semplice e chiara ...

Chi nn disponeva degli originali, ovvero colui che non "disponeva" di una "copia privata". Cerchiamo di essere precisi, perchè un dj "beccato" nn in possesso della copia privata poteva essere in possesso di quella tecnica che differiva da quella prvata per il fatto che nn era di proprietà del dj ma, semmai, della società intestataria del Permesso. Ma la copia tenica in quanto tecnica è copia autorizzata ed utilizzabile per gli scopi della gestione.
Quindi se il dj o la società sono stati condannati è solo perchè non avevano l'originale o l'autorizzazione a quella copia. Copia tarocca, in parole poco abbienti.

Colui che invece, disponeva della copia privata (ad esempio io) non è stato condannato ne ha pagato nessuna ingente cifra (pensi che in forma ridotta l'art 174-ter prevedeva 24mila lire): Non le racconto il fastidio di dover pagare l'avvocato per non aver commesso alcunchè. Chi mai mi ....anzi CI rimborserà tale distrubo a fronte di una "interpretazione" della norma ?.... nn so neppure quale aggettivo mettere insieme ad "interpretazione", perchè il suo "forma di di riproduzione" credo si sia arrivati al top.
Sarebbe carino prendeste atto del fatto che un masterizzato, come la rondine, non fa il pirata.

La situazione caro Dott. Mazza è ben definita, a voi forse nn piace ma più definita di così si muore.

La copia tecnica col dj nn c'entra nulla, ciò che il dj eventualmente usa per se è la sua personale copia privata. Dj, TUTTI ASSOLTI.

La copia tecnica è quella che, ad esempio, fa la radio per il suo broadcasting ed è quella che la SCF vorrebbe si pagasse ogni volta il brano, ops la copia va in onda.... La Rea nn ci sta. Il conterraneo Senatore Cossiga chiede lumi al parlamento.

Discoteche e/o locali pubblici con copie tecniche? Zero o quasi. (qual è la condanna che ha ? quella pubblicata su disco-dancing, il giornale del SILB? Quelli che propongono il contratto solo con originali o nulla?)

Frasi, quindi, come quelle della copia tecnica in relazione all'attività del DJ sarebbero da evitare Dott. Mazza, almeno per rispetto delle persone che stanno facendo uno sforzo immane nel tentativo di starle dietro nei suoi continui balzi "spazio-tempo"

Enzo Mazza
13-09-2004, 15:58
Sulla copia tecnica le posso solo ricordare che non è autorizzata dalla legge ma deve esserlo dal titolare dei diritti. Su questo punto è pacifica la giurisprudenza già da diversi anni e tutta in tema di radiofonia, ma ciò non significa che non sia applicabile in altri contesti che prevedono l'utilizzo di copie tecniche

Il Tribunale di Torino, con sentenza n. 624 del 31/01/1992 ha stabilito che “la registrazione preventiva dei dischi e nastri per provvedere alle proprie trasmissioni da parte di un’emittente costituisce violazione dell’art. 72 l.d.a. il quale prevede che il produttore ha il diritto esclusivo alla produzione”.
Sulla stessa linea il Tribunale di Forlì con la precitata sentenza n.476 dell’08/09/1992 ha deciso che “le esigenze tecniche alle quali indubbiamente risponde la preventiva registrazione dei brani musicali effettuate della radio ai fini delle trasmissioni, non tolgono a tale operazione il carattere di riproduzione intesa nell’ampio significato dell’art.72 l.d.a. quale moltiplicazione del disco o altro analogo apparecchio riproduttore di suoni con qualsiasi processo di duplicazione”.
Soggiunge ancora: ”Poiché l’art. 72 configura un diritto di riproduzione esclusivo del produttore, la sua violazione costituisce un’attività illecita, fonte dell’obbligazione del risarcimento del danno.”
Quasta interpretazione giurisprudenziale, anche con riferimento all’art. 73 l.d.a. di cui al paragrafo D) successivo, ha trovato una prima conferma da parte di una Corte di secondo grado nella sentenza n. 557 del 04/03/1993 pronunciata dalla Corte d’Appello di Napoli e confermata dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 10169 del 24 giugno 1996.
Di grande interesse perché anticipa per qualche aspetto la nuova problematica inerente le utilizzazioni discografiche in assenza del supporto fisico (corpus mechanicum) che si realizzano tramite il sistema di multimedialità interattiva, che permette la decodificazione di un programma trasmesso da uno o più centri di comunicazione ad altri punti di ricezione-trasmissione tra loro collegati, è la sentenza del Tribunale di Genova del 09 settembre 1994.
In essa si afferma tra l’altro il principio che “… La radiodiffusione di programmi musicali di un’emittente ancorché straniera da parte di una stazione radio che funge da mero ripetitore costituisce violazione del diritto esclusivo del produttore di cui l’art. 72 l.d.a. in quanto la sua attività non si limita solamente ad una amplificazione di segnale su un’area più vasta di utenza, ma cosiste preliminarmente nell’attività di decodificazione che può essere paragonata alla riproduzione diretta ed alla seguente diffusione che si ottiene attraverso il supporto magnetico…”.
Ritiene in sostanza la sentenza che la decodificazione del programma musicale a mezzo di strumento elettronico non costituisce alcunché di diverso dalla riproduzione diretta del disco o strumento analogo tutelata dal diritto esclusivo, rappresentando al massimo uno strumento tecnico opportuno all’espletamento di un’attività del tutto autonoma.
Tale condotta è certamente produttiva di danni per il produttore fonografico sia per le modalità di realizzazione delle copie dei dischi (violazione dell’art. 72) sia per la loro diffusione dispiegata con sistematica attività (violazione dell’art. 73 l.d.a.).

Massimo
13-09-2004, 16:07
Sulla copia tecnica le posso solo ricordare che non è autorizzata dalla legge ma deve esserlo dal titolare dei diritti. ...

lo so bene .. :) per questo ho detto il 99,99% delle disco nn ce l'ha, nn volevo esagerare ma avrei potuto dire il 100%

Tra le mille ragioni per le quali le disco hanno abbandonato l'acquisto dei dischi propri lasciandoli al dj, c'è anche questa vostra continua richiesta di denari a volte totalmente ingiustificata.
Le ragioni sono molte ma economicamente è molto meglio dare qualcosa in più al dj piuttosto che aspettare un anno per avere una risposta dalla SCF in merito ai diritti che dovrebbero rappresentare in modo "collettivo".

Enzo Mazza
13-09-2004, 17:37
Tra le mille ragioni per le quali le disco hanno abbandonato l'acquisto dei dischi propri lasciandoli al dj, c'è anche questa vostra continua richiesta di denari a volte totalmente ingiustificata.
Chissà perchè allora queste discoteche non hanno rinunciato a qualche lira di margine sulle consumazioni per pagare la musica.
Vede, nessuno si chiede perchè la discoteca debba pagare l'elettricità o il gas, ma ci si scandalizza se devono pagare per diffondere la musica.
Se non hanno voglia di pagare, rimettessero le orchestrine dal vivo, che problema c'è

Ad ogni buon conto, arriva proprio in mezzo al nostro dibattito il seguente comunicato SCF che mi sembra abbia raggiunto un accordo significativo per risolvere il problema.

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Discoteche e diritti connessi al diritto d’autore: raggiunta l’intesa tra FIPE-SILB (locali da ballo) e produttori discografici.

Raggiunto l’accordo tra FIPE-SILB e SCF per l’utilizzo della musica nelle discoteche.


Milano 13 settembre 2004_Siglato a Milano l’accordo tra FIPE-SILB e SCF (Società Consortile Fonografici), relativamente all’utilizzo di musica registrata presso le discoteche e i locali da ballo.
La legge sul diritto d’autore prevede infatti, per l’utilizzo in pubblico di musica registrata, un compenso da corrispondere agli aventi diritto, ovvero agli artisti interpreti ed esecutori e ai produttori fonografici (rappresentati da SCF), indipendentemente da ciò che è dovuto agli Autori, i cui diritti sono tutelati da Siae.

L’accordo giunge dopo un lungo periodo di trattative ed è particolarmente rilevante: disciplina infatti non solo la diffusione nei locali di musica registrata, ma anche il diritto di effettuare delle ‘copie tecniche’. Si tratta quindi della possibilità - per i gli aderenti - di realizzare copie preregistrate ad hoc per la diffusione, ipotesi non regolamentata dalle preesistenti intese stipulate tra le associazioni rappresentative dei locali da ballo e l’Industria discografica.
Sono oltre 4000 le discoteche e locali da ballo aderenti a FIPE-SILB che potranno trarre vantaggio dell’accordo concluso.

“Si tratta di un’intesa di importanza strategica che riafferma ulteriormente la partnership tra i due settori. Siamo soddisfatti: il diritto di copia tecnica offre alle discoteche che vorranno utilizzarlo uno strumento di lavoro in più, facilitandone notevolmente l’attività. Allo stesso tempo, questo ulteriore diritto porterà a favore delle case discografiche un incremento dei compensi complessivi stimabile in più del 30%, rispetto al valore degli accordi precedenti” ha affermato Gianluigi Chiodaroli, Presidente di SCF.


La Società Consortile Fonografici (SCF) nasce nel febbraio 2000 allo scopo di gestire e amministrare, in Italia, i diritti dovuti ai produttori discografici per l’uso pubblico delle registrazioni musicali secondo quanto dettato dalla legge sul diritto d’autore.
Oggi SCF rappresenta oltre il 90% dei produttori discografici, nazionali ed internazionali, che operano in Italia ed ha tra i propri soci BMG, Edel, EMI, Nar, Sony, Sugar, Time, Universal e Warner (www.scfitalia.it)

Massimo
13-09-2004, 17:53
Chissà perchè le discoteche non hanno rinunciato a qualche lira di margine sulle consumazioni per pagare la musica.
Vede, nessuno si chiede perchè la discoteca debba pagare l'elettricità o il gas, ma si scandalizzano perchè devono pagare per diffondere la musica.
Non hanno voglia di pagare, rimettessero le orchestrine dal vivo, che problema c'è

perchè sulle consumazioni (e nn solo) la siae si prende il 9/10%, la tassa sull'intrattenimento idem iva al 20% .. siamo intorno al 37% dello scorporo che si calcola per il biglietto sia esso in carta o in bicchiere (80% circa del lordo).
Io nn ho poi parlato che si scandalizzano per debbano "eseguire su mezzo meccanico" la musica. Io mi scandalizzo se mi chiedono altri soldi oltre a quelli perchè la musica sta su un inutile contorno di plastica.
Mi scandalizzo che ogni 30 giorni debba rinnovare il Permesso e per il quale mi si chiede 20/30 euro per la sua compilazione.
ogni 15 giorni mi scandalizzo perchè sulla fattura dei compensi siae ci stanno pure diritti di segreteria (!?!?!).
Mi scandalizzo perchè devo perdere tempo per compilare un programma musicale, lo debba fare fedelmente e magari mi sono sbattutto come un bovero negro alla ricerca di musica che la gente può aprezzare e poi scopro che quella musica che io ho segnato fedelmente sul programma musicale nn è nella campionatura siae e quindi il mio apprezzato artista nn vedrà mai un euro.
Mi scandalizzo perchè sono costetto a passare dalla siae quando devo mettere in moto la procedura per il rilascio della licenza amministrativa anche se magari nella mia testa c'è un locale che "esegue su mezzo meccanico" solo ed esclusivamente musica libera da diritti.
Mi scandalizzo perchè questa mia sacrosanta libertà mi è negata.

Mi scandalizzo perchè questo è il vero male della musica.

Ps: per le orchestrine si paga la siae, nn si paga il supporto azz che sfiga!
Se le disco hanno trovato il sistema grazie ai loro dj di nn pagare l'ennesimo ingiustificato obolo ... beh, che dire: Viva le Disco!

Poi sulle disco tutto possiamo dire, magari ci troviamo pure daccordo ma almeno, le disco, hanno avuto il buon gusto di non chiedere l'IVA al 4% sulle fatture che pagano alla siae (circa 100miliardi l'anno)

Mr. Mojo Risin'
13-09-2004, 17:55
Chissà perchè le discoteche non hanno rinunciato a
Non hanno voglia di pagare, rimettessero le orchestrine dal vivo, che problema c'è

a quanto mi risulta pagano anche in quel caso (e non solo i "sonatori") a seconda dell'orchestrina che pezzi fa....

Enzo Mazza
13-09-2004, 18:46
ricito il comunicato che ho messo nel mio post modificato. Forse può servire

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Discoteche e diritti connessi al diritto d’autore: raggiunta l’intesa tra FIPE-SILB (locali da ballo) e produttori discografici.

Raggiunto l’accordo tra FIPE-SILB e SCF per l’utilizzo della musica nelle discoteche.


Milano 13 settembre 2004_Siglato a Milano l’accordo tra FIPE-SILB e SCF (Società Consortile Fonografici), relativamente all’utilizzo di musica registrata presso le discoteche e i locali da ballo.
La legge sul diritto d’autore prevede infatti, per l’utilizzo in pubblico di musica registrata, un compenso da corrispondere agli aventi diritto, ovvero agli artisti interpreti ed esecutori e ai produttori fonografici (rappresentati da SCF), indipendentemente da ciò che è dovuto agli Autori, i cui diritti sono tutelati da Siae.

L’accordo giunge dopo un lungo periodo di trattative ed è particolarmente rilevante: disciplina infatti non solo la diffusione nei locali di musica registrata, ma anche il diritto di effettuare delle ‘copie tecniche’. Si tratta quindi della possibilità - per i gli aderenti - di realizzare copie preregistrate ad hoc per la diffusione, ipotesi non regolamentata dalle preesistenti intese stipulate tra le associazioni rappresentative dei locali da ballo e l’Industria discografica.
Sono oltre 4000 le discoteche e locali da ballo aderenti a FIPE-SILB che potranno trarre vantaggio dell’accordo concluso.

“Si tratta di un’intesa di importanza strategica che riafferma ulteriormente la partnership tra i due settori. Siamo soddisfatti: il diritto di copia tecnica offre alle discoteche che vorranno utilizzarlo uno strumento di lavoro in più, facilitandone notevolmente l’attività. Allo stesso tempo, questo ulteriore diritto porterà a favore delle case discografiche un incremento dei compensi complessivi stimabile in più del 30%, rispetto al valore degli accordi precedenti” ha affermato Gianluigi Chiodaroli, Presidente di SCF.


La Società Consortile Fonografici (SCF) nasce nel febbraio 2000 allo scopo di gestire e amministrare, in Italia, i diritti dovuti ai produttori discografici per l’uso pubblico delle registrazioni musicali secondo quanto dettato dalla legge sul diritto d’autore.
Oggi SCF rappresenta oltre il 90% dei produttori discografici, nazionali ed internazionali, che operano in Italia ed ha tra i propri soci BMG, Edel, EMI, Nar, Sony, Sugar, Time, Universal e Warner (www.scfitalia.it)

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Massimo
13-09-2004, 19:10
e come al solito gentile Dott. Mazza lei dimentica alcuni importanti particolari.

Il Fibe-Silb non è la totalità dei locali ma solo una parte ed è una associazione sindacale.

Il che vuole dire che la SCF può anche aver raggiunto un accordo per l'inutile contorno che sta intorno all'opera ma ciò nn toglie che la SCF non è la SIAE e fin tanto non si avrà risposta chiara all'interrogazione del Senatore Cossiga sul ruolo della SCF, staremo alla finestra.
Quando la SCF riuscirà a farsi riconoscere allo stesso modo della siae, allora ragioneremo in termini diversi. Ad oggi è la SIAE che incassa i diritti non la SCF.

Lei, quindi, ci sta parlando di accordi tra privati.

L'accordo è per la copia tecnica (che nn c'entra nulla con il diritto di "eseguire in pubblico su mezzo meccanico") e come tutti sanno in disco la copia tecnica nn c'è visto e considerato che i diritti che si sviluppano all'interno di un trattenimento da ballo o di spettacolo, primo sono altri e diversi, secondo nn sono riconducibili al dj ma al titolare del permesso. La Fipe-Silb ha già dimostrato nel corso degli anni di essere dotata di grandi geni della strategia, se vuol far pagare i suoi associati per una cosa di cui nn gode.. contenti loro, ognuno si fa del male come meglio crede. Sarà un caso che quando anch'io aderivo al SILB eravamo in più di 5mila mentre oggi "siamo" solo a 4mila?

Per cui, consiglio spassionato, la SCF si dovrebbe attrezzare per fare un accordo con i dj che, ahivoi, sono un po' dei cani sciolti; pensi che non hanno neppure una associazione sindacale a rappresentarli!!!

Ora sarà carino vedere "l'accanimento" della scf su tutti gli altri locali che non aderiscono a Fipe-Silb e che, quindi, non dovrebbero pagare per la copia tecnica (che nn hanno) .... insomma argomento per il nostro buon Senatore Cossiga.

In conclusione alla domanda perchèle disco nn rinunciano ad una quota, la risposta l'ha già data lei: perchè ora dovranno pagare anche per una cosa di cui nn godono.
Speriamo nei locali mettano l'adesivo di appartenenza sindacale così che "io utente" possa scegliere.

In parole estremamente povere, Dott. Mazza sarebbe utile che lei si astenesse dal tentativo di far passare per "Legge" ciò che è solo contrattazione tra privati.

Enzo Mazza
14-09-2004, 10:02
purtroppo per lei la legge sul diritto d'autore, come ha potutro vedere anche dalla giurisprudenza consolidata è chiarissima sui Diritti Connessi e l'interrigazione del Senatore Cossiga rimane solo e soltanto un'interrigazione e questa sì che non ha valore di legge. Lei aspetti pure la risposta all'interrogazione e nel frattempo le forze dell'ordine e i titolari dei diritti agiranno per il rispetto delle norme in vigore.

Massimo
14-09-2004, 10:28
purtroppo per lei la legge sul diritto d'autore, come ha potutro vedere anche dalla giurisprudenza consolidata è chiarissima sui Diritti Connessi e l'interrigazione del Senatore Cossiga rimane solo e soltanto un'interrigazione e questa sì che non ha valore di legge. Lei aspetti pure la risposta all'interrogazione e nel frattempo le forze dell'ordine e i titolari dei diritti agiranno per il rispetto delle norme in vigore.

Noto che esaurite le risposte altro nn le resta che il solito fare.

Per 15 anni ho gestito locali, le forze dell'ordine erano di casa come in ogni locale pubblico dove si sviluppano "doveri" legati alle licenze per cui nessuna sorpresa di vederli ancora, è loro dovere.
A lei Dott. Mazza altro nn resta che queste "sparate" dal momento che nn è in grado di produrre una risposta seria.

Io la invito davvero a rileggersi. Qualche post più indietro lei mi ricordava che la "copia tecnica" non è prevista dalla normativa, pochi post più avanti ci vuol far credere che tutto è sotto il cappello della normativa e a sostegno di ciò "spara" una direttiva che inizia con "si dovrebbe prevedere.

Credo che lei ci consideri poco accorti o distratti o semplicemente dei sempliciotti. Per me nn è una novità, in 25 anni ho incontrato ogni tipo di burocrate, tutti a guardarmi come "utente scemo". Peccato che nessuno di loro avesse avuto mai ragione. Peccato.

Massimo
14-09-2004, 11:47
purtroppo per lei la legge sul diritto d'autore, come ha potutro vedere anche dalla giurisprudenza consolidata è chiarissima sui Diritti Connessi e l'interrigazione del Senatore Cossiga rimane solo e soltanto un'interrigazione e questa sì che non ha valore di legge. Lei aspetti pure la risposta all'interrogazione e nel frattempo le forze dell'ordine e i titolari dei diritti agiranno per il rispetto delle norme in vigore.

Forse la prima risposta non è passata,troppo piccante, provo con questa :)

Un attimo fa Dott Mazza aveva detto che nn era così consolidata come io volevo fare credere, ora invece (potenza della fantascienza) è chiarissima e consolidadta. Bah!

E' vero , sono daccordo con lei, l'interrogazione del Senatore Cossiga è solo una interrogazione così come la SCF è solo un consorzio di società alla quale rivolgersi per questioni private.
Mi permetta però di nutrire molta più fiducia sulla preparazione giuridica e sul peso politico del Senatore piuttosto che sul suo.
Anzi, mi ha dato l'idea di scrivere una bella e lunga lettera al Senatore chissà qual è il suo pensiero?



Intanto, a quando i marines, o la guardia nazionale?

Enzo Mazza
14-09-2004, 13:14
Io la invito davvero a rileggersi. Qualche post più indietro lei mi ricordava che la "copia tecnica" non è prevista dalla normativa, pochi post più avanti ci vuol far credere che tutto è sotto il cappello della normativa e a sostegno di ciò "spara" una direttiva che inizia con "si dovrebbe prevedere".

Credo che lei ci consideri poco accorti o distratti

Distratto lo è visto che non ha letto bene.
Dove le citavo la direttiva, ed in particolare il condideranda che iniziava con
"si dovrebbe prevedere" la invitavo anche a leggere come tale consideranda è stato trasferito nella norma, citandole l'articolato. Lei ha voluto intendere il si dovrebbe prevedere come qualcosa che poi non è stato trasformato in norma.
Io gentilmente cerco di darle della spiegazioni ma non posso farle un corso di diritto comunitario e poi visto che in 15 anni non ha avuto problemi mi auguro che continui così, siamo in Italia, c'è sempre chi la sa più lunga degli altri.

Massimo
14-09-2004, 14:00
corso di diritto comunitario da lei?!?!?!?? già mi vengono i brividi!
E poi, perchè mai? Non ritengo mi possa essere utile al mio lavoro, so già quanto mi basta per capire quanto mi prende in giro e quando dice cose sensate.

Diciamo che appena avrà finito il suo corso di arrampicamento sugli specchi magari potrò considerare la sua offerta.
Intanto cerchi di rispondere alle tante domande che gli sono state fatte con il buon gusto di premettere "allo stato attuale" così noi poveri ignoranti sapremo distinguere le sue illusioni dai dati di fatto.

E' tipico cmq, di certi settori concludere ragionamenti con frasi tipo "se fino ad oggi le è sempre andata bene", perchè, esclude forse che io nn possa avere avuto ragione perchè so fare bene il mio mestiere?
Lei spesso mi ha ricordato il funzionario dell'ufficio drm della siae che teneva in sequestro i miei cd il giorno che un giudice ha ordinato la "restituzione all'avente diritto" (io me stesso ). Comico sentirlo così dispiaciuto per la decisione del GIP. Sa che cosa mi disse quel giorno?
"Lei signor Massimo si consideri fortunato, gli è proprio andata bene".
La mia risposta fu altrettanto semplice: "Ad essere fortunato è lei"

Vede io con la filosofia del "pizza pizza paisà" poco ci vado daccordo ma nn sopporto che mi si voglia prendere per il naso facendo passare, ad esempio, "copie tecniche" come obbligatorie perchè così dice la legge.

Le ho già detto che di burocrati ne ho incontrati tanti, alcuni li ho messi di fronte alla scelta di rispondere con motivazione seria e provata o accollarsi il rischio di omissione; lei nn fa parte di questi perchè nn amministra la cosa pubblica (non sa quanto è fortunato, nn può neppure lontanamente immaginare cosè l'adrelalina da "responsabile del procedimento" in termini di "se sbaglio pago di tasca mia") ma in una ipotetica top ten lei sarebbe classificato come un "simpatico morbidone" un po' come l'uragano Ivan esaurita la sua carica distruttiva, solo una leggera tempesta tropicale.

La smetta di farci pensare a lei come fanno certi accertatori siae che si atteggiano da "poliziotti del diritto d'autore e non solo" perchè sappiamo bene chi è: un semplice rappresentante di una associazione di industriali, nulla di più.
La legge sul diritto d'autore vale per me quanto per lei, nn lo dimentichi, nn siamo a san remo qui.

Massimo
14-09-2004, 14:57
Voglio cmq tranquillizzarla egregio Dott. Mazza, nn andrò oltre in questa ns simpatica polemica.
La leggerò, questo si; appena tornato dalle vacanze, continuerò a leggerla e a farmi sentire ogni qual volta vorrà farci vedere "rosso per verde".

:D Saluti

upupa
14-09-2004, 20:28
Ma visto che il termine "rubare" sollecita sempre una reazione piccata e qualcuno continua a pensare che la copia scaricata non sia un furto perchè sullo scaffale rimane sempre l'esemplare originale, invito ad una riflessione su un articolo apparso sul Corriere dalla Sera sabato in merito ad un'indagine di mercato annunciata al Festival della Letteratura di Mantova.

Quello che Lei scrive è vero : sullo scaffale resta l'esemplare originale.
Non è cosa da poco.
Download = Furto ?!!?
Non sarebbe forse meglio paragonarlo al viaggiare in treno o all'entrare al cinema senza biglietto?
Così come il CD ancora presente sullo scaffale può essere venduto a terzi, il treno sarebbe arrivato lo stesso alla Stazione d'arrivo e il film sarebbe stato ugualmente trasmesso .
A me risulta che in questi casi il trasgressore se la cavi, giustamente, con una semplice multa e che nessuno si permetti di chiamarlo ladro.
Come mai ?
C'è da riflettere....

Mr. Mojo Risin'
14-09-2004, 23:35
A me risulta che in questi casi il trasgressore se la cavi, giustamente, con una semplice multa e che nessuno si permetti di chiamarlo ladro.
Come mai ?
C'è da riflettere....

In altri forum mi sono dilungato (forse troppo :p) su questa pur divertente discussione terminologica.

Dal punto di vista letterario del termine, stiracchiandolo un po' (un bel po'), il semplice "downlodatore" potrebbe anche (se proprio vogliamo) essere definito ladro...

tuttavia il De Mauro (o qualunque dizionario) ci ricorda che il termine può essere utilizzato anche per "chi si arricchisce indebitamente a danno di altri" :D ora onde evitare un uso inflazionato del termine (per estensione) che potrebbe urtare qualche sensibilità :), consiglio vivamente di rimanere sull'equazione data dalla legge in cui il furto è un reato penale e il download illecito un illecito amministrativo

Enzo Mazza
15-09-2004, 12:46
corso di diritto comunitario da lei?!?!?!?? già mi vengono i brividi!...
E poi, perchè mai? Non ritengo mi possa essere utile al mio lavoro, so già quanto mi basta per capire quanto mi prende in giro e quando dice cose sensate.
Infatti vedo che le piace leggere poco ma in compenso le piace molto leggersi, visto che pubblica soddisfatto le sue risposte anche in altri siti.
D'altra parte internet è un po' come il GF, sveglia il Taricone che è in noi.
Io credo di averle risposto esaurientemente laddove vi erano domande specifiche e che si riferivano ad argomenti che riguardano solo l'industria discografica, per il resto contatti la SIAE o scriva a Cossiga.

Massimo
15-09-2004, 13:55
Infatti vedo che le piace leggere poco ma in compenso le piace molto leggersi, visto che pubblica soddisfatto le sue risposte anche in altri siti.
D'altra parte internet è un po' come il GF, sveglia il Taricone che è in noi.
Io credo di averle risposto esaurientemente laddove vi erano domande specifiche e che si riferivano ad argomenti che riguardano solo l'industria discografica, per il resto contatti la SIAE o scriva a Cossiga.

ahahahahahahha, finalmente svelato il mistero del suo fan in giro per i siti!

sa, mi fa venire voglia di aprire un nuovo locale (si nn glielo avevo detto mi sono autoritirato) così metto giù tutte le domande che servono, apro il mio bravo permesso siae, naturalmente nn mi associo al silb che tanto solo la caparra di garanzia alla siae mi fa risparmiare e poi attento ... attendo ... attendo ... ma che strano e gli "agenti scf" a chiedere " ciò che le legge vi assegna di diritto" ma dove sono?
naturlamente mi guardo bene dall'usare "le necessarie copie tecniche".

Forse che "quei diritti" li deve incassare la siae? ammesso e nn concesso che voi nn li abbiate sollevati da tale obbligo.
Non so mi dica lei che è così preparato e preciso.
Forse che tutti sti accordi con pinco o con palla sono solo accordi tra privati?


Dal sito scf:

Se si utilizza in pubblico la registrazione di un brano musicale è necessario corrispondere un compenso a chi l’ha prodotta: lo stabilisce la legge sul diritto d’autore.

SCF – Società Consortile Fonografici che rappresenta oltre 90% del mercato discografico italiano, gestisce ed amministra i diritti dei produttori fonografici offrendo un servizio che permette a tutti gli utilizzatori (radio, televisioni, pubblici esercizi, etc.) la possibilità di impiegare musica in pubblico in maniera legittima.

Non eludere l’impegno a corrispondere quanto la legge stabilisce, significa collaborare all’affermazione di una cultura della legalità."

Vede Dott. Mazza quelle parole che lei tenta di far passare come chissà che, sono cosa normale per chi utilizza a vario titolo il "diritto d'autore e dei suoi connessi".

Quando lei accetterà un corso accelerato di gestione dello spettacolo io forse aderirò alla sua sul diritto. Intanto so che pagata la siae, per gli usi che oggi che posso fare come locale, ALLO STATO ATTUALE non c'è nessuna SCF o FIMI che si può permettere di oltrepassare la porta del locale a chiedere diritti ... direttamente. E questo lo sa anche il Senatore Cossiga che infatti, domanda.

Domani nn so ma domani si vedrà. Apprezzo cmq il suo fine umorismo e la leggerò ancora molto volentieri soprattutto per sentirmi dire ancora da lei "io penso di averle risposto esaurientemente"
ahhahhahahahhahha comico.

Ah, perchè ha risposto a qualche delle mille domande che le ho fatto???

Nn mi ero accorto, sarà che leggo poco. Ma a lei sono "sfuggite" le domande.
Stia tranquillo, seguirò lo svilupparsi della denuncia del REA e dell'interrogazione del nostro Senatore con grande attenzione.
Quando le bocce saranno ferme vedremo se SCF sarà diventata la siae dei discografici oppure no. Come ha detto lei da altra parte "Questa è l'italia".

edito e concludo: Chissà poi perchè continua a perdere tutto sto tempo con me. Bah,buone vacanze signor Mazza.

Enzo Mazza
15-09-2004, 14:47
io infatti non ritengo di perder tempo, neanche dialogando con lei. Visto che ho deciso di affrontare questo forum, anche se comporta impegno ( e stia tranquillo che non c'è nessuna "answering machine" che risponde ma frequento direttamente questo forum, così come vado spesso nelle scuole e nelle università a parlare e rispondere a mille domande) come rispondere alle email che arrivano sul sito di FIMI.
L'education è parte dello sforzo istituzionale di FIMI e personalmente trovo molto, molto utile stare qui a rispondere alle varie questioni. Si possono avere diverse opinioni. Tutto ciò che accade in questo forum è un utile feed back per comprendere e capire appunto ciò che accade e ciò che molti pensano in un momento di transizione per questa industria. Si fanno molti focus group inutili, si ascoltano decine di consulenti che propongono le soluzioni più disparate. Non vedo perchè questo forum dovrebbe essere per me una perdita di tempo. Se per lei lo è non capisco perchè continui a frequentarlo per poi lagnarsi che non ha ricevuto risposta.

Massimo
15-09-2004, 14:57
....perchè continui a frequentarlo per poi lagnarsi che non ha ricevuto risposta.

semplice! Perchè nn ha risposto!

Mr. Mojo Risin'
15-09-2004, 16:19
( e stia tranquillo che non c'è nessuna "answering machine" che risponde ma frequento direttamente questo forum, così come vado spesso nelle scuole e nelle università a parlare e rispondere a mille domande) .

Per la miseria deve essere un'autentica passione la Sua... il 26 Luglio è riuscito (e di questo ringraziamo Lei o il Suo ufficio) a rispondere in svariati orari dalle 9.30 fino oltre le 16.30 pur essendo impegnato in un incontro a Roma con il ministro Gasparri...
La ringraziamo di tutta questa solerzia, anche se non era il caso...

Infatti ritego che anche se le risposte fossero da un ufficio (come credo) il dialogo non sarebbe affatto sminuito...del resto quando scrivo alla telecom anche se non mi risponde Tronchetti Provera il dialogo è comunque valido e costruttivo

Enzo Mazza
16-09-2004, 10:19
la ringrazio per l'attenzione con la quale segue i miei spostamenti ma il 26 luglio ero in ufficio e l'incontro con il Ministro si è tenuto il 22 luglio come può leggere anche da un comunicato emesso dallo stesso ministero.

http://www.comunicazioni.it/it/index.php?IdPag=56&IdCom=1408&Anno=2004&Mese=7&Blk=

22/07/2004 - MUSICA: GASPARRI INCONTRA DELEGAZIONE DELLA FIMI

Il ministro delle Comunicazioni,Maurizio Gasparri, ha incontrato oggi nella sede del ministero delleComunicazioni di Largo Pietro di Brazza', una delegazione della Federazione industria musicale italiana (Fimi), composta dal presidente Alberto Pojaghi e dal direttore generale, Enzo Mazza.''Conosco le difficolta' che affliggono l'industria musicale anche in Italia'' dichiara Gasparri. ''Ho letto nei giorni scorsi l'appello di importanti artisti sulle problematiche legate alla musica in Internet'' prosegue il ministro, per il quale e' ''opportuno promuovere un incontro con la comunita' degli artisti e con gli operatori del settore per approfondire temi che riguardano il futuro di un importante ambito della nostra cultura popolare''

Deve roderle proprio che i discografici beceri si prendano la briga di far rispondere al direttore generale della FIMI su un forum. Se le da fastidio si colleghi a dagospia e si diverta un po'

Mr. Mojo Risin'
18-09-2004, 09:05
la ringrazio per l'attenzione con la quale segue i miei spostamenti ma il 26 luglio ero in ufficio e l'incontro con il Ministro si è tenuto il 22 luglio come può leggere anche da un comunicato emesso dallo stesso ministero.

http://www.comunicazioni.it/it/index.php?IdPag=56&IdCom=1408&Anno=2004&Mese=7&Blk=

colpa mia non ho controllato le mie fonti, fidandomi di un semplice articolo di giornale (il corriere della sera mi sembra, ma potrei sbagliarmi)


Deve roderle proprio che i discografici beceri si prendano la briga di far rispondere al direttore generale della FIMI su un forum. Se le da fastidio si colleghi a dagospia e si diverta un po'
Si figuri, di chi risponde non me ne importa assolutamente nulla... (l'ipse dixit, con me non ha mai funzionato, non ho mai valutato un'idea a seconda dei titoli, accademici (sia superiori ai miei, sia inferiori... e di lauree ne ho qualcuna, sa, troppo tempo libero...) e non, della persona che la esprime) l'importante è il concetto espresso non chi lo esprime (questo vale soprattutto per associazioni che hanno un indirizzo di condotta piuttosto unitario)...

L'importranza di un dialogo con l'ufficio Fimi rimane inalterata e indipendente dall'effettivo "postatore"


Credevo (e credo, visto che le discrepanze sussistono anche il 22 e anche per altri giorni) che il direttore avesse compiti più gratificanti dell'astroturfing, ma probabilmente mi devo rivedere sul ruolo del direttore Fimi che evidentemente avevo nel mio immaginario sopravvalutato e forse idealizzato troppo :rolleyes:

lupocattivo
19-09-2004, 09:56
Gentile dott. Mazza, buongiorno.

Dopo la sua ultima risposta alle mie "scherzose" provocazioni, sinceramente ho sentito fortissimo il desiderio di lasciare che le cose vadano pure come avete deciso Voi.... ovvero verso una rapida estinzione.

Ora le chiarisco il perchè:

- Il titolo del 3D se non erro è "Strategie parte II"
Tutti i vari ragionamenti "di contorno" mi sembra che anzichè avvicinare le parti, contribuiscano soltanto ad irrigimenti delle rispettive posizioni.

La Verità dott.Mazza è una e una sola: Non ci sono denari!
Ormai sta sotto gli occhi di tutti il progressivo impoverimento dei ceti medi, provocato vuoi dall'introduzione dell'Euro, vuoi da politiche dissennate di frammentazioni tributarie, che fanno ipotizzare una minore pressione fiscale con la camaleontica trasformazione dei "prelievi fiscali" in "tributi di vario genere" e con varie "pezze random" non ultimo il prelievo dai supporti "vergini".

Tutto questo insieme di "uscite" attingono ad una sola "fonte": lo stipendio.
E lo stipendio.... con tutti gli aggiustamenti e rimaneggiamenti contrattuali si assottiglia sempre più.
In questo triste panorama economico molte altre Aziende sono corse ai ripari cercando di attrarre i consumatori in vari modi e sempre più spesso con abbattimenti dei prezzi a dir poco "strabilianti". Lei pensi solo che.... una famiglia può acquistare una lavatrice al prezzo di 4 o 5 album.....
Sarà anche fatta di "bandella", ma funzia!

Ora mi dica: è proprio convinto che se fa sbattere in galera un migliaio di utenti o se fa appioppare un migliaio di euro di sanzione a decine di migliaia di altri la Nazione diventerà più ricca o più povera?

Dott. Mazza, i suoi migliori alleati, me lo consenta, stanno proprio in questo Forum.
Parlo per me, ma credo di aver percepito che chi Le scrive quì, generalmente appartiene alla schiera degli appassionati e soprattutto alla schiera degli onesti. Se talvolta abbiamo "svicolato" nel P2P (vedi Operazione Sottoveste) lo abbiamo fatto come pratica "estemporanea" per tutto il resto siamo i primi a non volere la fine della Musica. Per parte mia (come le ho già riferito) potete anche arrivare allo "scontro finale", da vecchio musicista se desidero una pausa musicale mi metto alla tastiera e via col liscio....

Digressione a parte rientro nel Tema: a fronte della considerazione di base dell'assenza di risorse da poter destinare agli acquisti dei Vostri prodotti, resta da capire quali strategie potreste porre in essere per sopravvivere nel Nuovo Mercato. Più che andare da Urbani ad elemosinare "Decreti" e "Spiccioli" credo dovreste bussare ad altre Porte...In questo Paese "Qualcuno" vuole concentrare la distribuzione degli audiogrammi/videogrammi attraverso precisi canali distributivi che non sono certamente i vecchi supporti vinilici e nemmeno i moderni CD/DVD.
Allora avanti tutta con TX-DIGITALE, DRM e altro... Vorrà dire che assisterò impotente al Vostro suicidio.

Dott.Mazza, mi fermo quì, perchè ormai anche la Rete non garantisce più libertà di opinione.... (alla faccia del...pluralismo!). Magari mi stanno già sniffando la connessione, con la scusa di vedere se "scarico"....

- Sinceramente dott.Mazza la proposta della "Post-Validazione" dei masterizzati a me sembrava una buona "strategia" evolutiva del Mercato: poco da molti, piuttosto che troppo da pochi.
Per l'attuazione del "Post-Bollino" avevo pensato anche ad un adesivo circolare da apporre sull'anello centrale del CD/DVD (quell'anellino trasparente vicino al foro).

Ora la saluto con l'augurio di Buona Fortuna anche perchè dopo la "pietosa" uscita di Mogol sul TG2 ormai la vedo nera.... Nel baratro ci state saltando da soli...
Un Vostro ex cliente, Lupocattivo.

Enzo Mazza
20-09-2004, 15:00
Gentile dott. Mazza, buongiorno.

Dopo la sua ultima risposta alle mie "scherzose" provocazioni, sinceramente ho sentito fortissimo il desiderio di lasciare che le cose vadano pure come avete deciso Voi.... ovvero verso una rapida estinzione.

Ora le chiarisco il perchè:

- Il titolo del 3D se non erro è "Strategie parte II"
Tutti i vari ragionamenti "di contorno" mi sembra che anzichè avvicinare le parti, contribuiscano soltanto ad irrigimenti delle rispettive posizioni.

Non mi sembra, vi sono stati interventi utili, io credo che l'acceso dibattito sulla questione DRM debba servire a riflettere, io ne ho tratto sicuramente degli spunti che riporterò nei consessi tecnici dove l'industria discografica e le aziende di tecnologia discutono sul fronte delle misure di protezione.


La Verità dott.Mazza è una e una sola: Non ci sono denari!
Ormai sta sotto gli occhi di tutti il progressivo impoverimento dei ceti medi, provocato vuoi dall'introduzione dell'Euro, vuoi da politiche dissennate di frammentazioni tributarie, che fanno ipotizzare una minore pressione fiscale con la camaleontica trasformazione dei "prelievi fiscali" in "tributi di vario genere" e con varie "pezze random" non ultimo il prelievo dai supporti "vergini".

Tutto questo insieme di "uscite" attingono ad una sola "fonte": lo stipendio.
E lo stipendio.... con tutti gli aggiustamenti e rimaneggiamenti contrattuali si assottiglia sempre più.
In questo triste panorama economico molte altre Aziende sono corse ai ripari cercando di attrarre i consumatori in vari modi e sempre più spesso con abbattimenti dei prezzi a dir poco "strabilianti". Lei pensi solo che.... una famiglia può acquistare una lavatrice al prezzo di 4 o 5 album.....
Sarà anche fatta di "bandella", ma funzia!

Su questo punto ha ragione, ma le pongo una domanda ? Se un'industria ha perso in quattro anni il 20 % del fatturato, ha licenziato una buona parte dei dipendenti con ristrutturazioni e lasciato a casa diversi artisti, pensa che non abbia valutato attentamente la questione del prezzo ? In Italia il prezzo medio è sceso del 9 % del 2002 e del 7 % nel 2003, in più la maggior parte delle catene offrono ulteriori sconti. Si può dire tutto ma sul cd l'effetto euro non c'è stato altrimenti oggi un cd costerebbe 40 euro. Lei pensa che se il problema fosse solo quello del prezzo più basso adattando i budget a margini ridotti le aziende non attuerebbero una politica aggressiva su tale fronte ? Perchè dovrebbero suicidarsi se esistesse un via di uscita.
Nel 2002 e nel 2003 i dati di mercato hanno mostrato in lacuni segmenti una crescita a volume ma un calo di fatturato, quindi anche gli sconti non hanno prodotto quell'aumento di volumi tale da compensare il calo complessivo.

Significa invece che i meccanismi alla base della costruzione del prezzo finale del disco rimangono ancora rigidi. Le faccio un esempio. L'azienda discografica compra i diritti degli autori da SIAE (e da tutte le società degli autori in Europa) con la quale ha negoziato un contratto generale. Questo contratto prevede che una percentuale sul prezzo al rivenditore vada alla società degli autori, però esiste un minimo di compenso sotto il quale non è possibile andare. Cioè che se anche decidesse di far pagare il cd 5 euro il minimo sarebbe sempre quello. Ciò significa che in alcuni casi il minimo di compenso è più alto del prezzo finale al pubblico, con la conseguenza che l'etichetta discografica preferisce non mettere in commercio il prodotto.

Tutto ciò è ovviamente in fase di cambiamento grazie anche alla rivoluzione digitale ma certe rigidità rimangono, anche sul fronte della distribuzione, pero ci auguriamo che l'ampliamento dell'offerta online e le prospettive di sviluppo contribuiscano a rimuovere diversi ostacoli che le assicuro non dipendono dall'industria discografica


Ora mi dica: è proprio convinto che se fa sbattere in galera un migliaio di utenti o se fa appioppare un migliaio di euro di sanzione a decine di migliaia di altri la Nazione diventerà più ricca o più povera?

Su questo punto non è così e ho già avuto modo di chiarirlo più volte, non c'è nessun rischio di vedere migliaia di utenti in galera. Abbiamo una posizione chiara e netta. L'obiettivo è mettere fuori gioco chi mette a disposizione grandi quantità di materiale illecito. La legge Urbani non l'abbiamo voluta noi e ci siamo adeguati. Abbiamo proposto una serie di modifiche e siamo disponibili a valutare tutte le strade, ma non possiamo certo accettare che sia lecito condividere materiale protetto senza autorizzazione.


Dott. Mazza, i suoi migliori alleati, me lo consenta, stanno proprio in questo Forum.
Parlo per me, ma credo di aver percepito che chi Le scrive quì, generalmente appartiene alla schiera degli appassionati e soprattutto alla schiera degli onesti. Se talvolta abbiamo "svicolato" nel P2P (vedi Operazione Sottoveste) lo abbiamo fatto come pratica "estemporanea" per tutto il resto siamo i primi a non volere la fine della Musica. Per parte mia (come le ho già riferito) potete anche arrivare allo "scontro finale", da vecchio musicista se desidero una pausa musicale mi metto alla tastiera e via col liscio....

Digressione a parte rientro nel Tema: a fronte della considerazione di base dell'assenza di risorse da poter destinare agli acquisti dei Vostri prodotti, resta da capire quali strategie potreste porre in essere per sopravvivere nel Nuovo Mercato. Più che andare da Urbani ad elemosinare "Decreti" e "Spiccioli"

La discografia mi sembra che sia uno dei prochi settori che non ha goduto di sovvenzioni o prebende. In compenso, in dieci anni ha visto l'IVA passare dal 9 % al 20 %. Quindi più che prendere ha dato allo Stato.



credo dovreste bussare ad altre Porte...In questo Paese "Qualcuno" vuole concentrare la distribuzione degli audiogrammi/videogrammi attraverso precisi canali distributivi che non sono certamente i vecchi supporti vinilici e nemmeno i moderni CD/DVD.
Allora avanti tutta con TX-DIGITALE, DRM e altro... Vorrà dire che assisterò impotente al Vostro suicidio.

Le nuove piattaforme distribuive sono una grossa opportunità per tutti e il consumatore sta recependo positivamente questi canali. I dati mostrano trend in crescita, anche se in una situazione di mercato globale che è tuttora negativa, e non mi risulta che DRM o altro siano un effettivo freno, però sono disponibile a riparlarne nei prossimi mesi quando l'offerta complessiva ci farà capire come si muove il mercato online.


Dott.Mazza, mi fermo quì, perchè ormai anche la Rete non garantisce più libertà di opinione.... (alla faccia del...pluralismo!). Magari mi stanno già sniffando la connessione, con la scusa di vedere se "scarico"....

- Sinceramente dott.Mazza la proposta della "Post-Validazione" dei masterizzati a me sembrava una buona "strategia" evolutiva del Mercato: poco da molti, piuttosto che troppo da pochi.
Per l'attuazione del "Post-Bollino" avevo pensato anche ad un adesivo circolare da apporre sull'anello centrale del CD/DVD (quell'anellino trasparente vicino al foro).

In Italia avremmo tutti i cd venduti all'angolo della strada con il bollino della "post validazione", glielo assicuro.

Nettuno
20-09-2004, 16:48
Gentile dott. Mazza, buongiorno.
[...]
Ora la saluto con l'augurio di Buona Fortuna anche perchè dopo la "pietosa" uscita di Mogol sul TG2 ormai la vedo nera.... Nel baratro ci state saltando da soli...
Un Vostro ex cliente, Lupocattivo.

be'... sostituisci alla parola "stipendio" la parola "reddito", poiche' esistono anche i lavoratori autonomi e tanti altri, tanto per cominciare, poi... da quello che ricordo, ma devo controllare, il calo delle vendite ha colpito soprattutto quei titoli dal (dubbio) valore artistico effimero tipo "80 voglia disco-party" e roba simile (pronuncia il titolo tutto d'un fiato e se non capisci il gioco di parole ripetilo davanti a a qualcunaltra/o secondo i gusti :D ), mentre altri settori stanno decisamente meglio.

Magari ricordo male eh?

Resta il fatto che il prezzo dei CD resta alto, magari il saggio di sostituzione non e' 5/1 con una lavatrice, ma con uno stereo si.
Piu' il saggio marginale di sostituzione aumenta (un modo complicato per definire il prezzo di una unita' di un "bene" (di consumo) rapportata ad un altro bene) e piu' la domanda di quel bene cala.

Certo, se rapportiamo il costo di un CD ad un altro bene durevole come una lavatrice il suo prezzo puo' sembrare attraente, dato che una lavatrice, nella migliore delle ipotesi, costa intorno ai 200 euro.

Pero' gli acquirenti non hanno tutti la stessa capacità di spesa e c'e' una fascia di acquirenti per i quali acquistare 1 cd significa giocarsi il reddito di una settimana o di un'intero mese.

La fregatura di questa fascia di acquirenti e' che ignora (piu' o meno volutamente) le regole e talvolta ritiene candidamente leciti comportamenti che leciti non sono. E il peggio e' che spesso e volentieri questi acquirenti, messi davanti alla scelta: "O paghi o non ascolti" preferisce ascoltare a ufo (magari alla radio) e andarsi a mangiare una pizza con gli amici.

Imho, l'aver posto un "Aut-Aut" ha posto gli acquirenti piu' giovani (quelli di cui sopra) nella condizione di dire "mi costa meno una pizza con gli amici" e di farsi prestare i CD o di comprarli al costo di 1/2 pizza dal marocchino sotto casa.

Questo e' male, ma per un motivo diverso da quello che si crede. I consumatori piu' giovani, in questo modo, invece di comprare supinamente scelgono e non nella direzione voluta dalla FIMI e da adulti non cambieranno, non in modo significativo (sempre imho).
Insomma con l'aumento (ingiustificato) di prezzi prima e l'aut aut poi, gli editori discografici che vendono in Italia si sono giocati almeno una generazione di consumatori.
Abbassare i prezzi adesso non provochera' nel breve periodo un aumento delle vendite, ma sara' utile per il medio e lungo periodo (da qui a 5-10 anni).

Il tutto rigorosamente imho, ci pensera' il tempo a smentire o a dar ragione a questa tesi.

lupocattivo
20-09-2004, 17:40
ROTFL...... ovvero ah ah ah buona la battuta... la uso domani.

Chiedo venia per "stipendio" cmq il senso era: quello che "entra" in famiglia.
Per il resto ti quoto 100% a parte i 4 5 album vs lavatrice.

Ammetto di aver stiracchiato il paragone, ma non siamo poi tanto lontani.... Senza impazzire in ricerche, il primo prodotto capitatomi sttocchio è questo:


DESCRIZIONE QUALITATIVA
Dimensioni apparecchio (A/L/P): cm 85/59,5/54
Profondità con porta aperta: cm 90
Dimensioni imballo (A/L/P): cm 89/64,5/60
Peso lordo: kg 65
Vasca plastica Carboran
Velocità centrifuga: 400
Programmi: 15
Tasto on/off
Tasto stop con acqua
Tasto lavaggio a freddo
Lampada spia linea
Capacità lavaggio: kg 5
Durata ciclo cotone a 60°C 5 kg: min. 110 (ciclo 3)
Consumo acqua prog. cotone 60°C 5 kg: l 59 (ciclo 3)
Consumo energia lavaggio: kWh 1,15 (ciclo 3)
Potenza max assorbita: W 2250
Pompa autopulente
Tensione: V 230
Assorbimento totale: A 10
Classe efficienza energetica: B
Acqua residua dopo centrifuga: % 89
Consumo stimato su famiglia tipo di 4 persone: kWh/a 240
Rumore lavaggio: dB(A) 60
Rumore centrifuga: dB(A) 61
€ 159,00
IVA inclusa

http://compraonline.mediaworld.it/webapp/wcs/stores/servlet/ProductDisplay?catalogId=20000&storeId=20000&productId=22067&langId=-1&category_rn=1739




Comunque mi sembra di ricordare di averne vista una (dal vivo in negozio) proposta a € 130,00 e sempre ricordavo per gli "Album" (credo siano un pochetto più costosi dei CD ) un "range" dai € 25,00 ai € 40,0.

Io dico "Album" alla vecchia maniera.... oggi non so come si chiamino, ma intendevo quelle edizioni da collezione insomma.

lupocattivo
21-09-2004, 00:00
...ma le pongo una domanda ? Se un'industria ha perso in quattro anni il 20 % del fatturato, ha licenziato una buona parte dei dipendenti con ristrutturazioni e lasciato a casa diversi artisti....

Su questo punto ho un'opinione tutta mia personale e senza voler essere ne saccente ne avventato, attribuirei questo evento all'immobilismo strategico di questa industria. Per dare maggior corpo a questo mio convincimento le cito come esempio il mio cellulare (vecchio di 4 anni) un NOKIA 5510, dotato di 64Mb ram con plug da 6mm Line-In, pertanto in grado di trasformare una qualsiasi Line-out analogica in un mp3 riascoltabile a piacimento tramite il lettore incorporato. A che pro questo esempio? Presto detto: da più di 4 anni il formato mp3 sta impazzando alla grande, vedi tutta quella valanga di players, a partire dal più microscopico (formato supposta) a quelli di taglia più standard, ma "alimentabili" a mini-CD o a CD normali. Ora mi chiedo e Le chiedo, perchè mai avete sempre snobbato gli mp3 ?
Per quello che mi è dato di sapere, da sempre chi desiderava ascoltare musica con tali "devices" si doveva arrangiare.... E arrangiati oggi arrangiati domani rippare tracce audio è diventato quasi uno sport nazionale.
La conseguenza più eclatante di questo doversi "arrangiare" (nel senso che altri modi non esistevano ) è stata quella di ingenerare nella massa e soprattutto tra i giovanisimi la convinzione che tale pratica fosse pienamente legittima. La risposta più frequente alla domanda:"Lo sai che copiare i brani... non è tanto legale" è :"Ma allora i lettori mp3 (o DIVX) che li vendono a fare???".
Insomma mi sembra che stia succedendo quello che successe ai "maniscalchi" dopo che Ford diede il via alla produzione di serie. Forse non è un bel paragone, ma più o meno il concetto è che stiamo vivendo una fase di transizione.
Per quanto riguarda il fenomeno P2P lo vedo meno pericoloso di quanto sembri, almeno per l'immediato. Tra sistemi operativi che si impallano, supporti che defungono e mille altre diavolerie di cui sono vittime gli utenti informatici medi, stia tanquillo che una buona dose del materiale scambiato resterà confinato nei PC. Se non crede a quanto affermo provi a chiedere a Ekleptical..... che non è proprio un utente sprovveduto anzi tuttaltro; eppure si è ritrovato un bel po' di files totalmente inservibili...
A tuttoggi forse la piaga più dilagante è, per dirla alla Caselli, la copia policarbonato-policarbonato.... e se non erro mi ripeto, ma esiste un florido mercato in materia (CD e DVD tarocchi in ogni dove).


Significa invece che i meccanismi alla base della costruzione del prezzo finale del disco rimangono ancora rigidi. Le faccio un esempio. L'azienda discografica compra i diritti degli autori da SIAE (e da tutte le società degli autori in Europa) con la quale ha negoziato un contratto generale. Questo contratto prevede che una percentuale sul prezzo al rivenditore vada alla società degli autori, però esiste un minimo di compenso sotto il quale non è possibile andare. Cioè che se anche decidesse di far pagare il cd 5 euro il minimo sarebbe sempre quello. Ciò significa che in alcuni casi il minimo di compenso è più alto del prezzo finale al pubblico, con la conseguenza che l'etichetta discografica preferisce non mettere in commercio il prodotto.

Ecco, questa per me è una cosa abbastanza oscura..... non riesco a capire come mai, quando si arriva..... al "policabonato" siano tutti delle Star Megagalattiche. Ai miei tempi...(anni 70) non abbiamo fatto il "disco", perchè a parte i salassi di SIAE ed ENPALS delle serate, ci dovevamo pagare sala di registrazione, tecnici, tipografia, trasferta, un minimo di un migliaio di copie ecc., mentre la "DITTA" offriva la.... distribuzione; ovvero ci evitava di bussare a centinaia di porte perchè tenessero il nostro "vinile" negli scaffali. Ma davvero le cose sono cambiate così tanto? Ma perchè mai non ci sono new-entry con edizioni low-cost low-price?
Ho la netta e personale senzazione che i cosiddetti Big vogliano mantenere le rendite acquisite e che le porte per le nuove creatività siano appena socchiuse.


.....ci auguriamo che l'ampliamento dell'offerta online ....

In questo ho alcuni dubbi.... Ma forse è soltanto una deformazione professionale. Personalmente non vedo il mercato pronto a tale modello. Vuoi per l'abissale igoranza informatica dei più, vuoi per la struttura intrinsecamente "insicura" di Internet, non ultimo le accozzaglie di diavolerie di ciptoprotezione nutro forti dubbi sul successo di tale iniziativa se indirizzata ai normali PC. Altro discorso è quello della Apple, che funziona come stazione di "ricarica" per dispositivi dedicati.



...
L'obiettivo è mettere fuori gioco chi mette a disposizione grandi quantità di materiale illecito.
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Preciserei che detto "materiale", chiamarlo copia è quasi un'offesa all'intelligenza. Tanto per togliersi lo "sfizio" si scarichi anche lei un po' di mega..... Poi provi ad "assaggiarlo"... E mi sappia dire se non le viene da rimpiangere lo spazio disco perso.... Provi a guardarsi un film DIVX (screener) con quadrettoni, tremolii, risoluzione pietosa , audio.... del tubo...sempre che non le arrivi qualche "Fake" al posto del titolo che legge.


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La legge Urbani non l'abbiamo voluta noi
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In compenso, in dieci anni ha visto l'IVA passare dal 9 % al 20 %. Quindi più che prendere ha dato allo Stato.

Se Vi occorre una mano per mandarli "a casa" avete tutto il mio appoggio!


In Italia avremmo tutti i cd venduti all'angolo della strada con il bollino della "post validazione", glielo assicuro.

Al tempo! La copia bollinata non si può vendere! Al massimo la puoi regalare. A che servirebbe comperare tali CD quando ti puoi fare la copia e poi appiccicarci il tuo bollino?
Credo di capire poi, bollino tarocco... In questo non le posso dare torto, visto che già oggi fanno i CD e i DVD proprio uguali uguali.... E subito mi viene da chiederLe a che serve il bollino attuale?
Se partiamo subito con l'idea che tanto tutto è copiabile, a maggior ragione mi chiedo a che servano tutti i dispositivi anticopia... almeno copiare un "bollino" ben fatto non è cosa tanto da "fai da te"....
Se poi il bollino lo puoi acquistare senza tante acrobazie e a prezzo ragionevole che ti potrebbe mai fregare di cercare quello tarocco? A che pro rischiare sanzioni per pochi euro?
Il bollino "postumo" a Voi costerebbe solo.... "il bollino" il vantaggio sarebbe un "recupero" a costo quasi "zero".Se fossi un politico azzarderei una frese del tipo "Emersione del sommerso".
Esaminiamo la situazione: il fenomeno dello scambio e successiva "fissazione", mi sembra di capire abbia dimensioni "stratosferiche". Su centinaia di milioni di "scambi" diiamo che i potenziali onesti siano un 10%; anche a vendergli il bollino a 1 euro ( e qui voglio vedere chi impianta una stazione di taroccamento) Vi ritrovate con parechie milionate di euro in tasca.....E tutto su cose che stanno già in giro volenti nolenti.
Insomma una specie di "condono musicale".....
Come si dice quì nel Nord-Est... "Piuttosto che niente xe mejo piuttosto...".
Ora la saluto perchè ho fatto anche tardi... Si ricordi.... se fate la "Post-Validazione" avanzo una cena...
Un saluto dal Lupo.


PS: Pensandoci bene.... il post-bollino lo si pò fare anche in più versioni:
1° Versione base: solo il dischetto centrale per compilation alla valà che vai bene....
2° Versione home: tutto il cd (tipo le etichette CD-STOMPER) con delle belle serigrafie per i più esigenti.
3° Versione Collecion: tutto il CD + libretto e copetine jewel-case per i più raffinati...

lupocattivo
07-10-2004, 19:26
....
Resta il fatto che il prezzo dei CD resta alto, magari il saggio di sostituzione non e' 5/1 con una lavatrice, ma con uno stereo si.....


Ecco... io all'epoca del post ricordavo un'offerta a 130 euro, ma oggi ho trovato nella cassetta delle lettere questo.....
http://www.lupocattivo.it/immagini/lavatrice.jpg

Con questo devo ritoccare le mie stime e dire 3 o 4 Album contro una lavatrice....

Ciao dal Lupo.

Enzo Mazza
07-10-2004, 20:03
se è per questo ci sono lavatrici da 800 euro come ci sono da 99 euro: tutte e due lavano

Ci sono cd originali da 20 euro e cd originali a 3 euro: tutti e due suonano.

Nessuno di quelli che non può permettersi la lavatrice da 800 euro esce dal negozio senza pagarla. Se non se la può permettere rinuncia e si compra quella da 99 euro. C'è molta buona musica anche a 5-10-15 euro e si trova spesso negli stessi luoghi dove si trovano le lavatrici a 99 euro


Come chi non ha la lavatrice va da quelle a gettone, anche quelle lavano

Come si può fare accendendo la radio e ascoltando musica, oppure collegandosi a centinaia di webradio (legali) che fanno ascoltare musica.
Oppure uscendo di casa e cercando un bar dove si ascolta musica o si trasmettono videoclip

Lo stesso per il televisore
Il televisore al plasma lo trova forse a 99 euro, no, come vede il depliant le mostra un televisore probabilmente in via di uscita dalla produzione o un fondo di magazzino.
Così trova anche cd a 3,90 euro sempre nello stesso luogo del depliant, nonb saranno le novità o le hits da classifica

Se invece si vuole scaricarsi la novità dalla rete abusivamente piuttosto di spenderci 20 euro non si meravigli se poi le danno del....

lupocattivo
08-10-2004, 06:44
....Nessuno di quelli che non può permettersi la lavatrice da 800 euro esce dal negozio senza pagarla...


Verissimo, ma se qualcuno "imita" una lavatrice e si fa il bucato a mano non viene di certo casigato, nè indagato!

Se ben ricorda, questo era proprio il succo delle rimostranze rappresentateLe da molti di noi.
Nessuno ha mai sostenuto legittima l'usurpazione dei diritti spettanti all'industria musicale, si è sempre parlato di "surrogati" di serie B o C, comunque destinati ad una fruizione privata.

In fin dei conti sia una lavatrice da 800 euro che un "bucato a mano" producono come risultato...... una camicia lavata...... e non è ancora accaduto che le "lavanderie riunite" si schierassero compatte contro chi si fa il bucato da sè.....

Preciso nuovanmente che con la "locuzione" album, mi riferivo alle edizioni che spesso contengono più di un CD.... e per quanto mi sia dato la pena di cercare.... quelli da 3 euro devo ancora trovarli......e se qualcuno desidera una camicia lavata, sarà quantomeno curioso invitarlo ad indossare in sua vece un paio di.... mutande.....

Una buona giornata a Lei e a tutti gli amici della Rete dal Lupo.

Enzo Mazza
08-10-2004, 13:03
Verissimo, ma se qualcuno "imita" una lavatrice e si fa il bucato a mano non viene di certo casigato, nè indagato!

Infatti non è indagato o castigato colui che fa il karaoke o canta cover di artisti famosi con il suo gruppetto. Farsi il "bucato a mano" con il masterizzatore per poi "mettersi" (copia personale) i vestiti puliti è un conto, farsi il bucato a mano con un masterizzatore che produce 1000 lacoste pulite dopo averne infilata una originale che poi piazza ai vicini è un'altra faccenda.

[QUOTE=lupocattivo]
Se ben ricorda, questo era proprio il succo delle rimostranze rappresentateLe da molti di noi.
Nessuno ha mai sostenuto legittima l'usurpazione dei diritti spettanti all'industria musicale, si è sempre parlato di "surrogati" di serie B o C, comunque destinati ad una fruizione privata.

In fin dei conti sia una lavatrice da 800 euro che un "bucato a mano" producono come risultato...... una camicia lavata...... e non è ancora accaduto che le "lavanderie riunite" si schierassero compatte contro chi si fa il bucato da sè.....

Preciso nuovanmente che con la "locuzione" album, mi riferivo alle edizioni che spesso contengono più di un CD.... e per quanto mi sia dato la pena di cercare.... quelli da 3 euro devo ancora trovarli......e se qualcuno desidera una camicia lavata, sarà quantomeno curioso invitarlo ad indossare in sua vece un paio di.... mutande.....QUOTE]
Ci sono in quasi tutti gli ipermercati, nei cestoni di molti autogrill ed in diverse catene per quanto hoi visto io.

upupa
08-10-2004, 15:57
Farsi il "bucato a mano" con il masterizzatore per poi "mettersi" (copia personale) i vestiti puliti è un conto, farsi il bucato a mano con un masterizzatore che produce 1000 lacoste pulite dopo averne infilata una originale che poi piazza ai vicini è un'altra faccenda.


E non sarebbe il caso che la legge ne prendesse atto ?
La legge Urbani punisce tutti allo stesso modo.

Enzo Mazza
08-10-2004, 18:15
il bucato a mano (copia personale) non è punito nè penalmente ne civilmente perchè vi è l'eccezione prevista dalla legge
Il "bucato condiviso" (messa a disposizione del pubblico), ovvero mettere i file in condivisione con altri senza autorizzazione è invece punito dalla legge, peraltro lo era già prima della Urbani

Mr. Mojo Risin'
08-10-2004, 18:37
Il "bucato condiviso" (messa a disposizione del pubblico), ovvero mettere i file in condivisione con altri senza autorizzazione è invece punito dalla legge, peraltro lo era già prima della Urbani
dunque non ci saranno impedimenti da parte sua, quando (fortunato fra pochi) sarà sentito dalla commissione, a tornare al prima...

Luke
10-10-2004, 02:49
se ha trovato un'offerta in rete cosa significa ? che è legale è tollerata ? Non capisco. Si trovano offerte di orologi e auto rubate e missili terra-aria, non significa che siano legali o tollerati. Un conto se ad offrirlo fosse il produttore della playstation ma non mi sembra.

Sono arrivato tardissimo a questa discussione ma vorrei aggiungere due considerazioni:

Il conflitto sui chip di modifica non c'entra niente col diritto d'autore e Sony ha compiuto un atto molto grave nel spingere la GdF a mettere in crisi dei produttori che avevano l'unica colpa di produrre un chip per la loro beneamata carriola.

Visto e considerato che in seguito il giudice si è pronunciato a favore dei famosi chip di modifica mi auguro con tutto il cuore che i suddetti produttori abbiano citato Sony Italia per danni, anche se loro sono due poveretti e Sony una megacorporation mondiale.

Nessun produttore di hardware dovrebbe permettersi di interferire con cio' che un cliente vuol fare di un apparecchio una volta che lo ha acquistato. Lo posso poter smontare, modificare o distruggere, perchè è mio e cosa ne faccio sono affari miei visto che oltretutto Sony non puo' dimostrare alcunchè sugli scopi di tali chip: tra le altre cose, infatti, servono a bypassare le vituperate protezioni regionali, biasimate anche dal giudice nella sua sentenza a favore dei chip di modifica perchè introducono delle limitazioni artificiose che danneggiano gli utenti e sono contrarie alle regole del libero commercio.

Per le stesse ragioni ritengo che i codici regionali sui lettori di DVD andrebbero immediatamente aboliti.

Oppure, il libero commercio e la globalizzazione valgono solo per le multinazionali?