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View Full Version : La questione DRM


Ekleptical
28-07-2004, 00:04
Riporto una frase del Dott. Mazza in un nuovo thread perchè la ritengo questione rilevante (e non credo di essere il solo).

Ad oggi il problema è solo quello di mettere a punto un sistema sicuro di DRM e dall'altra parte un sistema di filtraggio che consente di escludere il materiale illecito.

Ora, la seconda parte è perfettamente comprensibile e logica (ma anche qua: conosce Wippit (http://www.wippit.com/how.aspx)? perchè si cercano sempre "soluzioni" quando ci sono già in giro? mah).

La prima lascia invece perplessi. Eviterò lo spirito "libertario" di molti sostenitori del p2p, contrari ideologicamente a tecnologie che "limitino i diritti del consumatore" come si è soliti dire.

Affrontiamo la questione sul punto di vista strettamente tecnico. Come già detto sono, ormai prossimissmo, Ingegnere, quindi le grandi discussioni filosofiche mi interessano e mi appassionano, ma alla fine di tutto, dopo aver eviscerato il problema, mi interessa l'applicazione pratica. Mi chiedo quindi, ma a che serve il DRM?

Anche in questo caso, non parlo per teoria, ma per pratica. Sono cliente abbonato ad OD2 da un anno e qualche mese. Ho qualche centinaio di brani comprati in digitale online lì e da altre fonti, la maggior parte WMA protetto da DRM. E continuo a non capire quale sia il vantaggio per le discografiche e gli artisti di questa scelta (per l'acquirente è presto detto: nessuno, solo svantaggi!).

Cosa dovrebbe impedire questo DRM? Come anche i sassi sanno, una volta masterizzato, un brano è, come si dice in gergo, rippabile, ossia digitalizzabile e trasferibile su computer, in normale formato Mp3 libero (o Ogg Vorbis, per i più oltranzisti). Quindi qualsiasi brano DRM si può copiare, trasferire e fare tutto quello che si vuole, una volta masterizzato. Paradossalmetne è anche più "maneggevole" di un CD acqusitato in negozio, che con i vari metodi di protezione rende più difficile la cosa (ma tutt'altro che impossibile... è facile verificare che qualsiasi album protetto si trova su qualsiasi rete p2p in abbondanza!).

Peraltro da che mondo e mondo, per mettere in condivisione un brano musicale, lo si rippa da CD. Il DRM non cambia la situazione di una virgola. Aggiunge solo un passaggio in più: un paio di click e stop!

Al che, chiedo al Dott. Mazza, perchè la discografia ha questa, mi scusi il termine, fissa del DRM, quando, all'atto pratico non serve a niente?
Da fastidio al consumatore e non da nessun vantaggio al detentore dei diritti. Quindi perchè esiste? Boh? Può illuminarci sull'argomento?

Peraltro vedo che le indipendenti della protezione del WMA se ne fregano. La Warp ha messo su il suo bel Bleep.com (http://www.bleep.com), che sta diventando negozio online (multi-etichetta) di riferimento nell'ambito elettronico indipendente. Tutto in mp3 alta qualità a 256KBs. E va a gonfie vele, tant'è che le etichette disponibili aumentano continuamente.

Molte indies hanno i brani in vendita su negozi mp3 come EMusic (http://www.emusic.com) o sperimentano la vendita di brani mp3.

Quindi la fissa DRM sembra contagiosa solo fra le major.

MAH! :confused:

Fr4nz
28-07-2004, 20:33
Riporto una frase del Dott. Mazza in un nuovo thread perchè la ritengo questione rilevante (e non credo di essere il solo).



Ora, la seconda parte è perfettamente comprensibile e logica (ma anche qua: conosce Wippit (http://www.wippit.com/how.aspx)? perchè si cercano sempre "soluzioni" quando ci sono già in giro? mah).

La prima lascia invece perplessi. Eviterò lo spirito "libertario" di molti sostenitori del p2p, contrari ideologicamente a tecnologie che "limitino i diritti del consumatore" come si è soliti dire.

Affrontiamo la questione sul punto di vista strettamente tecnico. Come già detto sono, ormai prossimissmo, Ingegnere, quindi le grandi discussioni filosofiche mi interessano e mi appassionano, ma alla fine di tutto, dopo aver eviscerato il problema, mi interessa l'applicazione pratica. Mi chiedo quindi, ma a che serve il DRM?

Anche in questo caso, non parlo per teoria, ma per pratica. Sono cliente abbonato ad OD2 da un anno e qualche mese. Ho qualche centinaio di brani comprati in digitale online lì e da altre fonti, la maggior parte WMA protetto da DRM. E continuo a non capire quale sia il vantaggio per le discografiche e gli artisti di questa scelta (per l'acquirente è presto detto: nessuno, solo svantaggi!).

Cosa dovrebbe impedire questo DRM? Come anche i sassi sanno, una volta masterizzato, un brano è, come si dice in gergo, rippabile, ossia digitalizzabile e trasferibile su computer, in normale formato Mp3 libero (o Ogg Vorbis, per i più oltranzisti). Quindi qualsiasi brano DRM si può copiare, trasferire e fare tutto quello che si vuole, una volta masterizzato. Paradossalmetne è anche più "maneggevole" di un CD acqusitato in negozio, che con i vari metodi di protezione rende più difficile la cosa (ma tutt'altro che impossibile... è facile verificare che qualsiasi album protetto si trova su qualsiasi rete p2p in abbondanza!).

Peraltro da che mondo e mondo, per mettere in condivisione un brano musicale, lo si rippa da CD. Il DRM non cambia la situazione di una virgola. Aggiunge solo un passaggio in più: un paio di click e stop!

Al che, chiedo al Dott. Mazza, perchè la discografia ha questa, mi scusi il termine, fissa del DRM, quando, all'atto pratico non serve a niente?
Da fastidio al consumatore e non da nessun vantaggio al detentore dei diritti. Quindi perchè esiste? Boh? Può illuminarci sull'argomento?

Peraltro vedo che le indipendenti della protezione del WMA se ne fregano. La Warp ha messo su il suo bel Bleep.com (http://www.bleep.com), che sta diventando negozio online (multi-etichetta) di riferimento nell'ambito elettronico indipendente. Tutto in mp3 alta qualità a 256KBs. E va a gonfie vele, tant'è che le etichette disponibili aumentano continuamente.

Molte indies hanno i brani in vendita su negozi mp3 come EMusic (http://www.emusic.com) o sperimentano la vendita di brani mp3.

Quindi la fissa DRM sembra contagiosa solo fra le major.

MAH! :confused:

Tra l'altro c'è già un tool sviluppato dal famoso Jon Johansen (quello del DECSS per intenderci) che consente di togliere la protezione DRM dai files venduti su iTunes :D
Secondo me è inutile spaccarsi la testa per inventare protezioni che poi puntualmente vengono distrutte in pochi giorni...piuttosto le major si dovrebbero adattare alle nuove tecnologie e sfruttarle in maniera positiva, senza avere una visione apocalittica di esse.

Mi pare che il dott. Mazza si stia un po' avvicinando alle nostre posizioni...mi sembrava favorevole all'uso del p2p per la promozione di determinati brani (anche se poneva il problema della bassa qualità, ma questo è ampiamente superabile con l'uso di determinati formati audio peraltro già diffusissimi via internet come l'MPC, che non consentono manipolazioni nell'encoding come può invece accadere per l'MP3 con la customizzazione delle command-lines).

Enzo Mazza
29-07-2004, 14:32
le mie posizioni riguardanti il p2p e l'uso promozionale non sono nuove e le avevo sostenute già in altri contesti, vedasi anche l'intervista a PI nel gennaio scorso

http://punto-informatico.it/p.asp?i=46648&p=1

Per quanto riguarda il DRM condivido l'approccio dato al progetto

http://www.dmpf.org/

da Leonardo Chiariglione e il gruppo di "volontari" che ci stanno lavorando e anche ciò che è emerso di recente con la definizione dell'ISO MPEG REL standard e qui riportato

http://www.rightscom.com/Portals/0/pr_MPEGrelSupport.pdf

Ekleptical
30-07-2004, 09:31
Per quanto riguarda il DRM condivido l'approccio dato al progetto
http://www.dmpf.org
da Leonardo Chiariglione e il gruppo di "volontari" che ci stanno lavorando e anche ciò che è emerso di recente con la definizione dell'ISO MPEG REL standard

Non mi fraintenda. Non stavo contestando la legittimità "teorica" del DRM (purchè non sia troppo penalizzante per il consumatore, nei termini del "fair use" all'americana).
La mia obiezione è sulla utilità pratica e concreta del DRM. Finchè è possibile masterizzare su CD il DRM non serve assolutamente a niente. Se con un contenuto DRM si produce un contenuto privo di qualsiasi protezione, è lapalissiano che la protezione tanto vale non metterla.
Che senso ha limitare la masterizzazione a 3 CD, se poi me ne basta 1 solo per duplicarlo all'infinito e ricavarne gli mp3 da dare in giro agli amici o sul p2p?
Del resto è evidente che senza la possibilità di masterizzazione nessuno comprerebbe i brani.

E allora, mi chiedo, a cosa serve il DRM nella realtà (non nell'impostazione teorica)?

Intuisco anche che la visione dell'industria è un mondo tecnologico completamente DRM-ato. Se il CD non esistesse più, tutti usassero iPod e similia (ma per l'autoradio come facciamo?) e fosse tutto in catena chiusa protetta, diventerebbe una protezione un po' più sicura.

Ma parliamo di prospettive che non si avranno per altri 15-20 anni! Hai voglia a far sparire il CD! (E poi gli associati FIMI che vendono?) Nel frattempo che facciamo?

Peraltro come si ricorda sempre, basta registrare il contenuto via uscita audio analogica e il DRM si salta cmq.... La barriera ha sempre un varco enorme aperto in ogni caso.

Quindi perchè lanciarsi in questo inutile sforzo? (poco gradito dal consumatore, che si trova a non avere nessun vantaggio e solo svantaggi)

Guardi che conosco molta gente disponibile a comprare brani online. Mi hanno anche chiesto come e dove, dato che ho provato tutti i negozi online, ma quando sentono del DRM tutti ci ripensano... e vanno a scaricare l'mp3 da Kazaa o EMule....

State perdendo un sacco di potenziali acquirenti, senza ricavarne niente in cambio! E' questo l'assurdo!

Perchè l'industria non fa un bel sondaggio sulla mutazione della propensione all'acquisto con e senza DRM? Avreste grosse sorprese!