Nettuno
28-08-2006, 09:13
Ve lo ricordate? Una bottiglia nera con un 18 bianco sopra, che faceva il verso a Watt Sixteen-Nine.
Come amaro non era un granche', ma si prestava a gustosi scherzi con gli amici che superavano certi esami all'universita' per il rotto della cuffia (tipo mio fratello che passo' "diritto privato" a giurisprudenza proprio con quel voto).
Bene, un amaro del genere potrebbe arrivare, proprio dai tanto bistrattati utenti. Essere messi alla berlina, o il rischio di vedere la propria casa presa d'assalto da carabinieri/polizia/gdf non piace a nessuno.
Se poi il motivo e' una canzone o un film scaricati via internet, con tanti criminali a piede libero (tra cui i gentiluomini che mi hanno scassinato automobile e cantina a piu' riprese negli ultimi 30 giorni), oltre alla preoccupazione subentra la rabbia:"ma come? Mi faccio il mazzo 40-45 ore a settimana, ho il mutuo, la rata della macchina, l'assicurazione, la scuola dei figli, bollette, tasse e menate varie e 'sti quattro straccianote pretendono di spedirmi in galera se ascolto una canzone di straforo?"
Chiaro che non e' cosi' e chi fa musica sa bene quanto lavoro c'e' dietro quelle quattro note. Pero' il lavoro tanto meticoloso di ANICA, AGIS, SIAE, FIMI e compagnia cantando e' stato mirato ad accrescere la percezione del reato.
Il risultato e' raggiunto, direi.
Pero' vorrei far notare a lorsignori da cosa nasce una cosė scarsa considerazione del reato di "diffusione abusiva di contenuti protetti":
Nasce dalla scarsissima considerazione del lavoro del musicista e piu' in generale di un qualunque impiegato del comparto relativo all'intrattenimento.
"sono solo canzonette" cantava Bennato.
E per colpa di una "canzonetta" in italia si puo' finire in galera, non sembra un paradosso?
Cosi' ecco che saltano fuori cose amene come il partito dei pirati http://www.piratpartiet.it/ anche in italia, o iniziative per dare un taglio alla durata del diritto d'autore che attualmente frutta piu' agli eredi che all'autore stesso http://www.scambioetico.org/ .
Chiaro che si tratta di casi isolati e dalla rilevanza quasi insignificante.
Pero' ci sono e non sono i soli.
Non fa mai piacere sentirsi dare del ladro (e mi succede tutte le volte che vado al cinema) e se le associazioni di autori/editori/fonografici si rivolgono ai loro clienti in questo modo, per tacere dei sistemi anti-copia che premiano gli utenti disonesti, una reazione di qualche tipo ci deve essere.
Ultima considerazione: quelli che per le associazioni di cui sopra sono solo limoni da spremere, hanno anche dei diritti che gli consentono di "legiferare" o almeno di scegliere chi dovra' farlo.
Non succedera' oggi, ne' domani, ma se mi si continua a dare del ladro, a ad essere bastonato tutte le volte che entro in un negozio di musica, a ritrovarmi con prodotti di intrattenimeno minati da micidiali sistemi anti-copia che mi richiedono, ogni volta onde evitare spiacevoli conseguenze, l'utilizzo di un PC virtuale per essere utilizzati... be', chi puo' dire cosa accadra' alle prossime elezioni? Magari ci sara' un candidato che promette la riduzione del diritto d'autore a 18 mesi dalla prima pubblicazione.
Sarebbe un 18 amarissimo per certa gente.
Come amaro non era un granche', ma si prestava a gustosi scherzi con gli amici che superavano certi esami all'universita' per il rotto della cuffia (tipo mio fratello che passo' "diritto privato" a giurisprudenza proprio con quel voto).
Bene, un amaro del genere potrebbe arrivare, proprio dai tanto bistrattati utenti. Essere messi alla berlina, o il rischio di vedere la propria casa presa d'assalto da carabinieri/polizia/gdf non piace a nessuno.
Se poi il motivo e' una canzone o un film scaricati via internet, con tanti criminali a piede libero (tra cui i gentiluomini che mi hanno scassinato automobile e cantina a piu' riprese negli ultimi 30 giorni), oltre alla preoccupazione subentra la rabbia:"ma come? Mi faccio il mazzo 40-45 ore a settimana, ho il mutuo, la rata della macchina, l'assicurazione, la scuola dei figli, bollette, tasse e menate varie e 'sti quattro straccianote pretendono di spedirmi in galera se ascolto una canzone di straforo?"
Chiaro che non e' cosi' e chi fa musica sa bene quanto lavoro c'e' dietro quelle quattro note. Pero' il lavoro tanto meticoloso di ANICA, AGIS, SIAE, FIMI e compagnia cantando e' stato mirato ad accrescere la percezione del reato.
Il risultato e' raggiunto, direi.
Pero' vorrei far notare a lorsignori da cosa nasce una cosė scarsa considerazione del reato di "diffusione abusiva di contenuti protetti":
Nasce dalla scarsissima considerazione del lavoro del musicista e piu' in generale di un qualunque impiegato del comparto relativo all'intrattenimento.
"sono solo canzonette" cantava Bennato.
E per colpa di una "canzonetta" in italia si puo' finire in galera, non sembra un paradosso?
Cosi' ecco che saltano fuori cose amene come il partito dei pirati http://www.piratpartiet.it/ anche in italia, o iniziative per dare un taglio alla durata del diritto d'autore che attualmente frutta piu' agli eredi che all'autore stesso http://www.scambioetico.org/ .
Chiaro che si tratta di casi isolati e dalla rilevanza quasi insignificante.
Pero' ci sono e non sono i soli.
Non fa mai piacere sentirsi dare del ladro (e mi succede tutte le volte che vado al cinema) e se le associazioni di autori/editori/fonografici si rivolgono ai loro clienti in questo modo, per tacere dei sistemi anti-copia che premiano gli utenti disonesti, una reazione di qualche tipo ci deve essere.
Ultima considerazione: quelli che per le associazioni di cui sopra sono solo limoni da spremere, hanno anche dei diritti che gli consentono di "legiferare" o almeno di scegliere chi dovra' farlo.
Non succedera' oggi, ne' domani, ma se mi si continua a dare del ladro, a ad essere bastonato tutte le volte che entro in un negozio di musica, a ritrovarmi con prodotti di intrattenimeno minati da micidiali sistemi anti-copia che mi richiedono, ogni volta onde evitare spiacevoli conseguenze, l'utilizzo di un PC virtuale per essere utilizzati... be', chi puo' dire cosa accadra' alle prossime elezioni? Magari ci sara' un candidato che promette la riduzione del diritto d'autore a 18 mesi dalla prima pubblicazione.
Sarebbe un 18 amarissimo per certa gente.