PDA

View Full Version : Intervista ai JFI sul P2P - esclusiva per Popolodellarete.it


admin
17-06-2004, 23:17
Ospitiamo la prima intervista ad artisti, in materia di P2P e nuove tecnologie.

Il Gruppo musicale in questione sono i JFI (JESUS FROM IBIZA), uno dei più promettenti Gruppi musicali internazionali - i componenti sono però italiani -, apprezzato in Europa grazie al progetto promosso in Germania, Austria e Svizzera ed in Nord Europa da BMG-Low Spirit Germany (presente nella Love Parade 2003).
Sito: www.jesusfromibiza.com (http://www.jesusfromibiza.com/)

1) Qual è la vostra opinione sul fenomeno del file sharing?

Il File Sharing visto come tecnologia è senz'altro una rivoluzione e apre nuove inaspettate possibilità.

Il File sharing nel suo utilizzo è condivisione di file.
Di documenti, di idee, di libri, di films, di musica.

Anche noi quando eravamo adolescenti ci scambiavamo, non avendo a disposizione l'odierna tecnologia, libri, musica, fumetti, videocassette, la bici.

Prestiti al fine di acquisire cultura o semplicemente beni in prestito.

Se ti piace un quadro di un pittore, l'unico file (forse) che puoi trovare in rete è un jpeg da 20 kb a bassa risoluzione, altrimenti vai in galleria, lo contempli e sei contento così, oppure sei ricco e lo compri. Nella musica la differenza sta nella produzione in serie dell'opera e l'attuale tecnologia ne permette una facile clonazione.

Scambio il file, lo duplico, quindi è identico all'originale.Una scultura non si duplica con il PC, la musica ed il resto dei file si.

Non c'è una condivisione, perché non si condivide lo stesso file, lo stesso libro ecc. ma si “clona”, quindi io ti regalo una copia del file, che strutturalmente è identica all'originale.

Anzi, ti regalo una copia del file originale per la quale ho pagato i diritti una volta sola.

Visto che l'unica forma di tutela per la musica è l'insieme delle leggi sul copyright, non possiamo, come autori e come artisti, che sperare che i nostri titoli ci portino soldi a sufficienza per pagare il mutuo e la spesa all'esselunga.

Oppure il popolo della rete farà una bella colletta condividendo i nostri file ed i nostri debiti.

2) Quali sono secondo voi le possibili soluzioni per riuscire a conciliare da un lato la libertà degli utenti di usare le nuove tecnologie (e la loro privacy) e dall'altro lato il lavoro degli artisti?

Crediamo fermamente che una cosa sia la libertà di godere della cultura e un'altra sia l'appropriazione indebita.

Gli artisti, se non nascono miliardari, devono vendere musica per continuare a produrre musica.
Filosoficamente discutibile ma praticamente un percorso obbligato.

Ci piace molto l'idea che esistano nuovi modelli di distribuzione basati sul P2P; oppure anche dei juke box virtuali attraverso i quali si possa scegliere, ascoltare (e non clonare) quindi conoscere la nuova musica, dopodiché se l'artista interessa, l'utente può acquistare la sua musica anche tramite internet, risparmiando rispetto ai normali canali di distribuzione.

Per conto nostro la rete può continuare a condividere tutti i files che desidera a patto che siano di proprietà di chi manifesta la volontà che siano condivisi.
Il mezzo distributivo della rete è comodo ed economico perché abbatte alcuni costi dovuti ai passaggi del prodotto dalla produzione all'utente finale, ma nel settore musicale occorre reinventarlo con creatività e lungimiranza per evitare che rischi di "floppare" clamorosamente.

3) Quale sarà l'impatto della tecnologia sulla musica nei prossimi 5 anni? Come cambierà la distribuzione? La produzione? Il rapporto tra artisti ed utenti?

Internet - e il file sharing - è senz'altro un mezzo dall'enorme potenzialità distributiva e che per ora (ribadiamo, per ora) permette una certa libertà ed un evidente e singolare pluralismo di idee e proposte.

Rimane comunque il prossimo bersaglio delle superpotenze economiche che faranno carte false per allinearlo agli altri media.

La rete può rappresentare la vera ed unica svolta possibile nella promozione e distribuzione della musica, a patto che dimostri di avere totale rispetto per gli autori delle opere.

Questa è una variabile che condiziona anche la qualità della musica, in quanto, torniamo a ribadire, senza la possibilità di introiti, non si possono realizzare progetti qualitativi ed ambiziosi, specialmente se si hanno strutture piccole ed indipendenti.

Infine l'utilizzo della rete è fondamentale per il rapporto tra artisti e utenti, basti pensare ai forum di discussione, fondamentali mezzi di confronto, veloci e veritieri (questa si che è condivisione!) attraverso i quali si può testare la propria opera direttamente senza che venga filtrata dai media, che le verità tendono a nasconderle.

MemoRemigi
18-06-2004, 23:33
Sicuramente verranno proposti contenuti seguendo il modello degli altri media in cui l'utente è passivo (una internet tv per intenderci), ma lo scarso utilizzo delle radio online indica che una tale via non ha futuro.

Internet è versatile, è basata su un protocollo versatile e tuttaltro che perfetto per la fornitura di contenuti multimediali on demand e in real time.

Manca la banda.
Ci sono troppe latenze.
Il multicast non lo implementano a livello globale.
Ci sono troppi utenti nattati o dietro a un proxy / firewall.
Ci sono troppi standard.
Etc. etc.

Per dirla tutta, internet è un gran casotto, un'accozzaglia di protocolli, e non vedo proprio come la situazione possa migliorare dato che negli ultimi anni è solo peggiorata (se così vogliamo vederla), mentre per restringere le libertà degli utenti ci vogliono standar e protocolli ben definiti.

Beh, basta vedere quanto ci sta mettendo l'ipv6 ad affermarsi per rendersi conto che internet sarà terra di nessuno ancora per parecchi anni, forse decenni.

A parer mio il p2p non lo si fermerà ne con la tecnologia ne con le leggi.
Già oggi esistono sw p2p che anonimizzano gli utenti nascondendoli tra gli altri, basta guardare MUTE (http://mute-net.sf.net.) e nonostante siano solo in alpha stage già funzionano decentemente.

Cambierà il concetto di "diritto d'autore", non c'è alternativa, il p2p è tecnicamente inarrestabile (non sto dicendo che è un bene, ma neanche che è un male).

Adottare, adattare, migliorare... era il motto della tavola rotonda (qualcuno coglie la citazione :) ?).


Ciao

MemoRemigi