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View Full Version : La sinistra e l’aborto (del governo)


Landy
26-04-2006, 02:17
Già si percepisce l’impronta dei radicalsocialisti nella coalizione: l’aborto è così idolatrato da essere portato niente meno che a Palazzo Chigi, nella forma di un governo nato già morto. Da più parti giungono inviti al centrodestra a non insistere troppo sul riconteggio delle schede: la percezione diffusa in Italia è già quella di una vittoria di Pirro per Romano Prodi, e diventare maggioranza alla Camera proprio non conviene alla Cdl. Potrebbe servire solo in un’eventualità: forzare la mano per l’elezione del Presidente della Repubblica e sistemare Silvio Berlusconi al Quirinale. Ma anche in questo caso si avrebbe una maggioranza così risicata (ricordiamo che i delegati delle Regioni e i senatori a vita sono in prevalenza di sinistra) che basterebbe un pugno di franchi tiratori (un nome a caso: Marco Follini) per far naufragare il progetto.

Il riconteggio – senza pomposità e in silenzio – si faccia: ma il centrodestra si organizzi fin da subito come opposizione (l’unità mostrata dai tre leader in questi giorni è di buon auspicio e le parole dell’Udc contro accordi con l’Unione rinfrancano) e cominci a pressare il già moribondo governo Prodi sui temi più dirimenti. Sarà un esecutivo che non si gioverà della tradizionale luna di miele e che nascerà debole fin da subito: debole politicamente, perché elettoralmente vale soltanto lo zerovirgolazero più del centrodestra e solo in un ramo del Parlamento, mentre è minoranza nell’altro.

Ma debole anche sul piano parlamentare. Tre senatori di maggioranza sono una miseria per una coalizione coesa, sono un dramma per una rissosa coalizione di 11 partiti. L’Unione dovrà scegliere se dare la Presidenza del Senato al centrodestra – ammettendo così, con ulteriore danno d’immagine, di non aver vinto – oppure tenerla per sé, ma riducendo ulteriormente la propria maggioranza (il Presidente per prassi non vota). Dovrà poi evitare di nominare ministri e sottosegretari tra i senatori, perché non potrebbero garantire la regolare presenza in aula, oppure imporre ai ministri le dimissioni da Palazzo Madama. L’Unione non avrà poi la maggioranza in tutte le commissioni permanenti, e questo bloccherà ulteriormente i lavori parlamentari. Dovrà infine sperare che i senatori eletti all’estero si ricordino di presenziare non solo quando si vota la fiducia, ma anche quando si devono fare le maratone notturne per approvare la Finanziaria alla vigilia di Natale con la famiglia che (in Australia) attende il ritorno del loro caro a casa. Se costoro non hanno attività e interessi nei loro paesi di elezione e, meglio ancora, non hanno famiglia e legami affettivi ma conducono una vita alienante e solitaria, possono anche stare sempre a Roma e a quel punto Prodi può sentirsi più tranquillo.

Berlusconi e gli alleati pensino a riorganizzarsi e portino avanti i progetti di rinnovamento che hanno prospettato. Prodi tenterà di fare un governo rafforzato dalla presenza dei segretari di partito, ma gli sconfitti e indeboliti dal voto Fassino e Rutelli difficilmente saranno elemento di forza. Alcuni scenari pre-caduta? Basta scegliere. Quando si voterà il rifinanziamento della missione italiana in Iraq e i Verdi proporranno il ritiro (questa la dichiarazione di Paolo Cento), basteranno i 3 senatori dell’Udeur (senza scomodare quelli della Margherita) a fare la crisi. Quando la Svp chiederà più soldi per l’Alto Adige e i senatori meridionali glieli negheranno in nome di un giusto principio di equilibrio, i 3 senatori altoatesini faranno la crisi, che diventerà una catastrofe se si unirà loro il senatore valdostano. Quando Marco Boato chiederà la soppressione del 41 bis, i 4 senatori dipietristi imporranno il loro aut aut. Sono esempi “minori”, a dimostrare quante sono le bucce di banana sulla strada dell’Unione. Se passiamo a questioni più corpose, le possibilità diventano infinite. Non esiste tema su cui almeno un singolo partitino dotato di non meno di 2 senatori dissenta dagli alleati. La lite televisiva tra Mauro Fabris (Udeur) e Daniele Capezzone (RnP) il lunedì stesso dello spoglio sull’ipotesi di approvare i cavalli di battaglia dei radicalsocialisti sono una delle possibili sceneggiature del teatro unionista venturo. Le altre sono la volontà dell’estrema sinistra (che vorrà far pesare i propri 72 deputati e 38 senatori) di cancellare le riforme Moratti e Biagi (glielo consentiranno la Margherita e l’Udeur?) o il tentativo di detti estremisti affiancati dai radicalsocialisti di rimettere mano alla legge 40 o a quella sulla droga. Secondo il Financial Times di ieri, l’Unione è ostaggio dei comunisti. Non lo dirige Berlusconi.

Il governo Prodi deve solo scegliere: tentare di governare cadendo rovinosamente, oppure gestire l’ordinaria amministrazione logorandosi inesorabilmente. E’ questione di mesi. Intanto, i tempi per la formazione del nuovo governo si allungano. Per qualche settimana più del previsto continuerà a essere premier Silvio Berlusconi.

Mat
01-05-2006, 10:59
Sono stra-d'accordo.

xWolverinex
01-05-2006, 16:28
Premier delegittimato che sta' preparando le valigie.
E lo canta anche :D

Landy
02-05-2006, 01:00
Mat.... sei l'ex o_O ?