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View Full Version : Sul copyright e verso un P2P legale [lungo]


Kenosh
26-05-2004, 02:02
Innanzitutto saluto tutti, e faccio i complimenti per questa idea (il forum), sperando che abbia in futuro un impatto reale (cioè che qualcuno ci ascolti!).

Quello che vorrei cercare di fare è una proposta su come, secondo me, andrebbe rivista la legge sul copyright (più che altro sull'applicazione pratica e commerciale).

Innanzitutto vorrei chiarire alcuni punti che usano la SIAE RIAA etc.


Importo dei danni economici del p2p
A parte il fatto che bisognerebbe sapere come calcolano tali danni e su quali basi statistiche, quello che credo sia l'errore più clamoroso sia di considerare 10 CD/DVD scaricati = 10 CD/DVD non venduti. Questo è un FALSO clamoroso perché, la maggior parte della gente se non avesse scaricato NON lo avrebbe neanche comprato (soprattutto per il prezzo). Per cui quando la RIAA/SIAE spara una cifra si può tranquillamente togliere uno zero...

rubare
Termine falso perché non viene fisicamente sottratto niente a nessuno, neanche di copia sarebbe giusto parlare, perché mp3/divx NON sono copia degli originali, ma versioni compresse di qualità inferiore.



Legge 22 aprile 1941 n. 633

Questa è la famigerata legge modificata da Urbani.
Ora, siamo tutti d'accordo che gli autori abbiano diritto a ricevere un compenso per il frutto del loro ingegno. (anche se non sono d'accordo che lo debbano ricevere figli, nipoti, e discendenti fino alla 77° generazione), il problema è di trovare un sistema per giungere ad un EQUO compromesso tra autori e "popolo della rete".

Il punto principale che vorrei far notare è che con i sistemi attuali di P2P l'EDITORE è diventato INUTILE (con siti come il defunto Sharereactor era inutile anche l'apparato pubblicitario, in quanto chi immetteva le opere in rete le pubblicizzava lì (in un sistema legale sarebbe l'autore stesso ad avere la possibilità di farlo)). Tutto il sistema di duplicazione, diffusione, etc, nel P2P è a carico degli utenti stessi, e di questo bisogna tener conto nel fare dei prezzi "equi".
Altro punto è che (come già citato) mp3 e divx (od ogg e xvid, per par condicio :) ) non sono copie digitali 1 a 1 degli originali, ma formati compressi con qualità inferiore. Oltretutto manca la copertina, la stampa sul CD, libretti vari, per cui la differenza di qualità rispetto al prodotto nei negozi è notevole.

Veniamo quindi ad un esempio concreto...

Mettiamo che un CD costi 20 euro. (prezzo che trovo alto di per sè, ma è un esempio). Ora mi piacerebbe sapere quanto di questi 20 euro vadano all'artista e quanti se ne intaschino SIAE ed editore (confesso la mia ignoranza). Però supponiamo che se ne intaschi il 40% cioè 8 euro (anche se sospetto che la cifra sia inferiore... :confused: ).
Di questi 8 euro bisogna tenere conto della minore qualità rispetto all'originale, e che i sistemi di compressione in genere permettono di variare il rapporto qualità/dimensione del file, per cui ci vorrebbe qualche "tecnico", ma diciamo che si potrebbe andare dai 4 euro a formati molto compressi (tipo mp3 a 128 kb/s) a 6-7 euro per compressione ad alta qualità (mp3 sopra i 256 kb/s). Nel caso di formati Loseless (cioà senza perdità di qualità) si dovrebbero pagare tutti gli 8 euro.


Il problema a questo punto è di come "vendere".

Il sistema più facile è mettere su un sito di download diretto, per cui si devono aggiungere le spese di tale sito (diciamo mezzo euro per CD al massimo, oltretutto può farsi pagare da banner pubblicitari etc.), ed avremo un concorrente per il sito della Telecom, solo con prezzi onesti (cioè più o meno da 20 a 50 centesimi per canzone, e ricordo che all'autore in questo caso vanno 8 euro per un CD di 20, vorrei sul serio che qualcuno mi dicesse quale sia la reale percentuale che prende oggi un autore).

Se si vuole però restare in un sistema P2P il discorso è molto più complicato rispetto ad un sistema "centralizzato". Se si volesse fare un paragone qui siamo molto più vicini ad un modello di "trasmissione" mediatica, dove però sono gli utenti stessi a "trasmettere".
Per mettere in piedi un P2P legale, secondo me, sono percorribili 2 strade.
La prima permette di usare tutti i sistemi già esistenti, e si basa proprio sull'esempio della televisione, cioè chi immette il file nella rete paga i "diritti di trasmissione", e chi scarica rientra nel caso dell'art 71-sexies :
" E' consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali, nel rispetto delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater"
Il fatto di uploadare a terzi si dovrebbe vedere come "mezzo strutturale di sostentamento della rete di trasmissione" (cioè il p2p funziona così, a prescindere dalle intenzioni dell'utente, che in realtà non fa scaricare il file, ma aumenta la banda disponibile per la trasmissione di quel file).
Il problema sta nel come fa il rellatore (chi immette) a recuperare i soldi che spende per pagare i diritti di trasmissione. Televisione e radio lo fanno con la pubblicità, qui o si fa lo stesso o serve qualche altra idea brillante...

La seconda strada sta nel creare un circuito P2P "chiuso", con client proprietari che permettano di tenere conto di chi scarica cosa e quindi di far pagare all'utente ciò che scarica (tenendo presente il discorso sui prezzi di prima), aggiungendo anche il fatto che in questo caso si presta anche la propria banda alla diffusione del pezzo, per cui sarebbe giusto una specie di rimborso (o sconto) per chi fa scaricare di più (in questo caso diventa positivo per l'autore :) ) (mi sembra di aver letto da qualche parte un progetto del genere, solo che non mi ricordo dove).

Ovviamente ci saranno altri metodi, se qualcuno ha qualche idea la scriva ;)

Non registrato
27-05-2004, 08:46
ricordo che all'autore in questo caso vanno 8 euro per un CD di 20, vorrei sul serio che qualcuno mi dicesse quale sia la reale percentuale che prende oggi un autore).

Cosaaa? 8 euro su 20? nulla di tutto questo le percentuali sono irrisorie qualche punto percentuale sulla vendita netta non sul prezzo di copertina. Oltrettutto se hai la fortuna di essere conosciuto allora una casa discografica ti chiede di dargli in esclusiva le opere che produrrai e si stabilisce un calendari di rilasci. Ovviamente il pagamento è a forfait: acconto + trance. Le percentuali irrisorie non interessano all'autore famoso

Kenosh
27-05-2004, 12:10
Quindi il discorso è che il p2p NON danneggia gli autori, ma gli EDITORI (e al limite i NEGOZIANTI) , in quanto la parte "editoriale" e di distribuzione la fanno direttamente gli utenti.

In un p2p legale e onesto (da TUTTE e due le parti, non si può pretendere onestà dai consumatori se fai PREZZI DA LADRO) ci sarebbero più soldi per gli autori e meno spesa per consumatori. Non ci sarebbe niente o quasi per le MAJOR, in quanto non dovrebbero fare niente.

E' tutto qua il problema, un po' come se all'epoca dell'invenzione della stampa la lobby degli amanuensi si facesse fare leggi per contrastare la diffusione dei libri stampati...

Oltre al fatto che firmare con la SIAE, per un autore equivale più o meno a vendere l'anima

pegasus82d
28-05-2004, 13:33
Ciao a tutti,
ora non ricordo di preciso, ma tempo fa, su Focus, uscì un articolo che spiegava proprio come vengono ripartiti i € 20 di un CD e ti assicuro che la fetta dell'autore era molto ma molto inferiore al 40 anzi non arrivava nemmeno a 2 cifre.